Julien Assange: «Rivelazioni non pericolose per le truppe. Nelle carte la prova di crimini di guerra»
MILANO - L’australiano Julien Assange non fa marcia indietro. Anzi, malgrado il disappunto della Casa Bianca, il fondatore di Wikileaks difende la scelta di pubblicare i documenti riservati del Pentagono sulla guerra in Afghanistan. Le carte, spiega il numero uno dell’ organizzazione online che dal 2006 promuove la diffusione di informazioni segrete, «fanno emergere il vero squallore della gu
erra, e permettono alla gente di decidere se continuare a sostenerla oppure no». «Grazie a questi documenti – aggiunge Assange – è possibile farsi un’idea più precisa di cosa sta succedendo in Afghanistan ed è giusto che la gente lo sappia».
«PROVE DI CRIMINI DI GUERRA» – Nel corso di una conferenza stampa a Londra, il fondatore di Wikileaks non ha usato mezzi termini: nei documenti diffusi sulla guerra in Afghanistan «potrebbero esserci prove di crimini di guerra». Continua a leggere