Gli oltre cento residenti hanno abbandonato il borgo, che negli ultimi due anni ha raddoppiato la popolazione

mario-ruggiero-e-filippo-almerico-gli-unici-abitanti-del-paese.jpgMario Ruggiero e Filippo Almerico (nella foto), sentinelle e feudatari della caratteristica micropoli

Caserta- C’era una volta Croce, piccola frazione di Rocchetta, con cui formava il comune. Croce, un paese senza delizia: un destino segnato dal nome. Meno di quaranta km, e dalla sontuosa Reggia di Caserta, ci si trova di fronte uno spettacolo che dire desolante, è usare un eufemismo. Un paese con due abitanti, tornati a ripopolare il borgo- dopo la morte di Carlo Izzo, l’unico abitante fino a due anni fa. Ad abitare ora il paese fantasma, Mario Ruggiero, 63 anni e Filippo Almerico, 65 anni- diventati custodi e sentinelle, regnanti unici del paesino casertano, abbarbicato sui costoni del lussureggiante Montemaggiore. Un paese-gulag, da cui sono scappati tutti. Due abitanti fissi, quattro cani ed un gatto! Che la domenica raggiunge la cifra record di otto/dieci presenze! Una vera Croce, abitare a Croce: difficile per chiunque accettare l’assenza assoluta di servizi e mezzi pubblici, nessuna scuola, nessun medico, nessun ufficio comunale, nessun negozio. Una frazione cancellata, crocefissa e flagellata dalle istituzioni: un girone infernale per tutti, giovani, bambini, anziani. Tutti scappati.

VIAGGIO CON IL NOTES NEL PAESE ABBANDONATO

Quarantacinque minuti da Caserta: dopo aver lasciato alle spalle, Pontelatone e Formicola- e una dozzina di tornanti, raggiungiamo la meta. C’infiliamo in un vicolo, per entrare nel borgo. Una stradina angusta, percorsa per venti metri. Di esseri umani, nemmeno l’ombra. Cercarne è inutile. E’ la conferma, siamo a Croce, il paese fantasma. Della toponomastica, nessuna traccia. Non un’insegna di un bar, di un generi alimentari, di un negozio. Nessuna cabina telefonica. Isolato dal mondo.Vecchi portoni chiusi col catenaccio. Andiamo avanti, identica scena. Tutto chiuso. L’acqua, l’incuria hanno fatto del paese tabula rasa. Un paese senza voci, con due abitanti e quattro cani, lasciati a vigilare le caratteristiche casette in pietra, immerse nella lussureggiante vegetazione, fortunatamente resistita al cemento. Una frazione cancellata, crocefissa e flagellata dalle istituzioni- che ha costretto i giovani ad emigrare, che ha impedito agli anziani del luogo di vivere con serenità la loro quotidianità- Morte lenta ed inesorabile, per la micropoli, praticamente invivibile, senza servizi: un problema frequentare la scuola, distante dal borgo fantasma, che non ha mai visto un mezzo pubblico.

carlo-izzo.jpg(Foto: Carlo Izzo ultimo abitante)

manifesto-funebre-ultimo-abitante-izzo.jpg(Foto: Manifesto funebre ultimo abitante Carlo Izzo morto dua annifa)

due-dei-sei-abitanti-di-croce.jpg(due dei 6 abitanti di Croce) Di qui l’esodo massiccio. Dopo ventidue minuti, il primo incontro: è un bastardino, “solo come un cane” che abbaia, alla nostra vista. La desolazione, continua: gli unici rumori sono i click della digitale. Ci fermiamo, le uniche voci, sono le nostre. Il sole, comincia a calare- la delusione per non aver incontrato alcun residente, è palpabile nelle nostre facce. “Ancora cinque minuti e andiamo via”- recitiamo sincronizzati. Da quei minuti di ulteriore pazienza, il premio. A quindici metri da noi, sbuca da un portone, un uomo. E’ Mario Ruggiero, uno dei due “marziani”- che dimorano a Croce. Ci guarda, rallenta il passo, sembra non gradire la nostra intrusione. Ma poi guadagnata la fiducia si apre e diventa cordiale e loquace. Dopo qualche minuto si affaccia dal balcone Filippo Almerico, comparso dopo avere sentito l’insolito chiacchiericcio. Sono loro i signori, padroni, le sentinelle del borgo. I due tornati qui, per amore del borgo, per scelta o necessità. “Macchè paese fantasma-tiene a precisare Filippo Almerico, ex camionista- ci siamo noi- i giornali locali- hanno sparato un sacco di boutade- sono state dette tante inesattezze. Voci che hanno allertato i malintenzionati-procurando furti e danni nelle case(ndr. che sono al 98% disabitate). Tempo fa- un giornale locale riportò che il paese era abitato da due turisti della domenica, nominati sul campo- unici feudatari del borgo -da un cronista compiacente, a scapito dei veri abitanti del borgo cancellati furbescamente. “Più di un anno fa ho conosciuto Filippo- ricorda Mario Ruggiero- che aveva una casa quì- mi sono innamorato del posto- e ho deciso di viverci. In questo luogo magico-Mario-raccoglie tronchi di ciliegio, ulivo e acero- e realizza vere opere d’arte- che arredano le case di personaggi noti dell’intera penisola. “Un luogo che m’ispira- niente traffico, niente stress, niente liti: a fare da colonna sonora il cinguettio di uccelli di tutti i tipi. E’ meraviglioso vivere quì. Un paese tutto “nostro”. Tanta, forse- troppa tranquillità. Da queste parti la lite condominiale è del tutto sconosciuta. Questo è Croce, due abitanti, quattro cani e un gatto. Il nuovo interesse per Croce, “l’incremento” della popolazione. Raddoppiata! Due abitanti fissi. Che nel week-end diventano una dozzina. Compresi gli amici più fedeli dell’uomo! Croce, un paese da favola.
Articolo del giornalista dell’Alto casertano freelance: “Giuseppe Sangiovanni “(Quest’articolo é stato pubblicato sul quotidiano nazionale “Libero” diretto da Vittorio Feltri)

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