Il Comune di SS. Cosma e Damiano del sud pontino, chiede di essere coinvolto nelle iniziative adottate nei confronti della centrale nucleare del Garigliano, denominata la Cernobyl italiana. Il delegato alle problematiche della struttura nucleare del Comune sancosmese, Maurizio Scarsella, lancia un appello alla vicina amministrazione di Sessa Aurunca (Ce), competente per territorio, affinché venga investito nelle varie iniziative intraprese. «Proprio la settimana scorsa – ha detto Maurizio Scarsella – c’è stato un incontro tra l’amministrazione di Sessa e la Sogin, la società che gestisce gli impianti nucleari. Il Comune casertano, nel cui territorio insiste il sito nucleare, ha proposto alla Sogin l’istituzione di una commissione permanente che vigilerà sulle attività della centrale del Garigliano e un centro di informazione, in modo da poter tenere costantemente aggiornata la popolazione sulle attività in corso nell’impianto». (Fonte: Il Tempo)

LA CENTRALE NUCLEARE DEL GARIGLIANO CI UCCIDE
BASTA GIOCARE SULLA NOSTRA PELLE!

Sotto accusa il sistema di sorveglianza e la messa in sicurezza delle scorie stoccate, varie volte visitate dal fiume in esondazione. L’inquietante e contraddittoria dichiarazione del commissario nazionale Carlo Jean: “I depositi non sono a rischio, ne realizzeremo altri per sistemare in condizione di maggiore sicurezza i materiali radioattivi presenti nel sito.” Centrale colabrodo ferma dal 1978: vigilanza soft nel cimitero radioattivo più vecchio e pericoloso della penisola. Ad inibire maleintenzionati solo una sbarra Al danno potrebbe arrivare la beffa. Gli abitanti del Sud pontino e dell’alto casertano con lo spettro che possa diventare la pattumiera d’Italia di scorie radioattive.

Sessa Aurunca- Il nucleare in Italia, come nel mondo, una vera catastrofe, in danno della salute e dei conti pubblici. Centrali nucleari aperte e chiuse con inquietante disinvoltura, con la messa in sicurezza optional prezioso. Da quindici anni l’Italia non produce più energia nucleare, ma le centrali sono sempre lì, ad invecchiare con il loro carico di combustibile irraggiato-uranio e plutonio-e migliaia di metri cubi(55 mila) di rifiuti stoccati nei bidoni, conservati malamente.
C’è chi pensa di riaprire le due centrali più nuove, quella di Caorso e Trino Vercellese. La cifra per la riapertura dei due impianti potrebbe costare tra i 300 e 350 miliardi di vecchie lire. Smantellarle circa settemila miliardi, operazione possibile, non prima di vent’anni, calando così “definitivamente” la pietra tombale sulla triste storia del nucleare italiano”- le rassicuranti parole dell’ex ministro Bersani. Centrali, nate con lo scopo di risolvere il problema energetico del mondo, diventate orribili mostri che procureranno danni per millenni. Centrale nucleare del Garigliano, un inutile mausoleo della sciocchezza degli uomini, dove sicurezza e impermeabilità, fanno acqua da tutte le parti. (Articolo e foto a cura del giornalista e freelance caiatino Giuseppe Sangiovanni . Leggi intero articolo-dossier cliccando su questa scritta: )

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & dintorni”

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