CASERTA - Il paracadutista della Folgore Paolo Nespoli ( nella foto), nato a Milano 50 anni fa, ingegnere, astronauta della missione dello Shuttle, partirà per lo spazio - tempo permettendo - oggi. Nespoli ha infatti fatto parte del 9º Reggimento d’Assalto Col Moschin, il reparto d’elite dell’Esercito Italiano, di stanza a Livorno dal 1977 al 1983 quando decise di congedarsi per dedicarsi all’altra grande sua passione: l’astronautica. Nel 1982 ha partecipato alla missione in Libano con l’allora tenente Maurizio Fioravanti, oggi comandante della Folgore. Dopo essersi laureato a New York in ingegneria aerospaziale, Nespoli nel 1991 è entrato nell’Esa, l’Ente Spaziale Europeo per curare l’addestramento degli astronauti fino ad essere selezionato lui stesso per la missione nello spazio. La missione Esperia dovrebbe partire oggi alle 17,38 italiane e lo Shuttle Discovery raggiungerà la Stazione spaziale internazionale (Iss). La missione rientra nell’intesa fra la Nasa e italiana Asi in seguito alla fornitura, da parte dell’Italia, di tre moduli logistici (Mplm) destinati alla Stazione spaziale, in cambio di sei opportunità di volo (di cui tre missioni brevi e altrettante di lunga durata) e dell’utilizzo di risorse della stazione orbitale. Quella di Nespoli è la seconda missione di un astronauta italiano sullo Shuttle prevista dall’accordo, dopo quella di Umberto Guidoni dell’aprile 2001. Esiste inoltre un accordo fra l’Asi e l’Agenzia spaziale europea (Esa) che permette a Nespoli, che fa parte del corpo astronauti europeo, di volare sulla missione Esperia, conducendo attività per entrambe le agenzie spaziali. “Siamo fieri di far parte del corpo degli astronauti dell’Esa” - ha affermato Paolo Nespoli, ma questa volta un astronauta italiano vola chiaramente per ripagare l’Italia, che ha offerto alla Nasa i moduli logistici in cambio di un certo numero di voli. Nespoli, prima di affrontare il volo ha incontrato i familiari e fatto con loro un barbecue sulla spiaggia. Dopo il ritmo durissimo dell’addestramento, fatto di impegni serrati dalle 8 del mattino fino alla sera, nei giorni che precedono immediatamente la missione gli astronauti possono rallentare il ritmo e anche i loro orari sono cambiati: vanno a dormire alle cinque del pomeriggio per svegliarsi all’una del mattino, in modo da arrivare preparati alla lunga giornata del lancio. Sono tutti in quarantena, ed è per questo che Nespoli ha potuto incontrare soltanto quattro familiari, che per riabbracciarlo hanno dovuto superato una serie infinita di controlli medici.( Articolo a cura del giornalista NUNZIO DE PINTO)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & dintorni”