Attentato in Pakistan. Muore una Donna Coraggiosa: Benazir Bhutto. La morte di Bhutto costituisce un duro colpo per il Paese anche in chiave internaziona-le: sebbene la sua vittoria non fosse affatto scontata, Benazir rappresentava per l’Occiden-te un interlocutore conosciuto e considerato affidabile, una garanzia di continuità della politica contro il terrorismo e l’estremismo decisa da Musharraf.L’uccisione dell’ex premier pachistano Benazir Bhutto ha gettato nel caos il Pakistan. Nelle ultime ore si sono moltiplicate le manifestazione di protesta e gli atti di violenza nel Paese

Pakistan-Benazir Bhutto è morta - L’ex premier e leader del Partito del popolo pachistano (Ppp) Benazir Bhutto è morta. E’ stata uccisa in un attentato kamikaze a Rawalpindi, città presidio alla periferia di Islamabad, proprio alla fine di un comizio in vista delle elezioni parlamentari che si terranno in Pakistan l’8 gennaio. “E’ opera del governo”. Questa la prima dichiarazione alla televisione indiana CNN-IBN del marito di Benazir Bhutto, Asif Ali Zardari, poco prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan. Aveva 54 anni - La notizia della morte, avvenuta in ospedale, è stata confermata da fonti dell’esercito ed esponenti della sua formazione politica, il Partito del popolo pachistano. L’attentato ha provocato almeno altri venti morti e diversi feriti. Un portavoce del ministero degli Interni, Javed Sheema, ha dichiarato a France Presse che Bhutto è stata uccisa dai frammenti di proiettili con cui era imbottito il giubbotto esplosivo del kamikaze. Un consigliere per la sicurezza del Ppp ha dichiarato invece che Bhutto è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco al collo e al petto da un uomo armato mentre era a bordo della sua macchina, poi l’autore dell’attentato si è fatto saltare in aria.Wasif Ali Khan, esponente del Ppp accorso all’Ospedale generale di Rawalpindi, ha dichiarato che è spirata alle 18.16 locali (le 14.16 italiane). Dietro la sua morte la mano di Al Qaeda, che ha rivendicato l’attentato in Pakistan.Lo spessore politico - Bhutto, ex premier e prima donna a guidare il governo di un Paese islamico, era una vera leader, era un punto di riferimento forte per il suo Partito popolare pachistano, il principale partito dell’opposizione e favorito alle elezioni dell’8 gennaio. Con la sua scomparsa si è creato un vuoto che ha disorientato i suoi elettori e li ha spinti nelle strade pronti a provocare caos e violenze. Bhutto rappresentava l’anima del suo partito, ne era il fulcro ed era il principale attore politico tra tutti quelli che si battono per ottenere seggi alle prossime elezioni.Obiettivo della leader del Partito popolare del Pakistan era ripristinare la democrazia nel Paese e combattere gli estremisti islamici. Ma i rapporti con Musharraf si sono deteriorati dopo l’imposizione da parte del presidente dello stato di emergenza, il 3 novembre scorso. E il 13 novembre Bhutto aveva infatti chiesto pubblicamente per la prima volta le dimissioni del generale da presidente. Manifestazioni di protesta in tutto il Paese - L’uccisione dell’ex premier pachistano Benazir Bhutto ha gettato nel caos il Pakistan. Nelle ultime ore si sono moltiplicate le manifestazione di protesta e gli atti di violenza nel Paese. A Peshawar, nel nord-ovest, la polizia ha disperso una manifestazione a colpi di bastone e con i gas lacrimogeni. Più di un centinaio di persone avevano bloccato la via principale della città, intonando slogan contro il presidente Pervez Musharraf. “Cane, Musharraf cane”, hanno urlato in preda alla rabbia. Alcuni manifestanti hanno sfondato la porta in vetro all’ingresso principale del reparto di terapia intensiva, altri sono scoppiati in lacrime. Altre dimostrazioni si sono svolte nella città di Multan (centro), dove un centinaio di sostenitori del Ppp hanno bruciato degli pneumatici e bloccato la circolazione. I commercianti locali hanno annunciato che osserveranno tre giorni di lutto. (Fonte SkyLife News)

Addio Benazir, con te muore la speranza

La situazione e’ drammatica.
In Pakistan, nel corso di un attentato che è costato la vita a decine di persone, è stata uccisa la Signora Benazir Bhutto…leader dell’opposizione pakistana.
La Signora Bhutto, in passato accusata di ruberie (da che pulpito? dagli estremisti islamici…), è stata uccisa con 2 colpi di arma da fuoco da un kamikaze che, poi, si è fatto saltare in aria. Con lei muore la speranza di un Pakistan, legato -certo- alle tradizioni ma moderno. Un Pakistan in cui, sotto la guida di una donna cosi carismatica, il gentil sesso avrebbe avuto l’emancipazione e creato cosi un modello di islam moderato ed illuminato per tutti i paesi dell’area. A chi torna vantaggioso questo crimine? Certo ad Al Qaeda che propone un modello oscurantista di società…ma non dimentichiamo il dittatore pakistano Parvez Musharraf che, ora, potrà imporre lo stato di polizia e rimanere al potere con tutte le dovute giustificazioni del caso. Chi ci perde? Un pò tutto il mondo arabo, ma anche -nello specifico, il Pakistan: si parla tanto di democrazia nei paesi arabi, e come la si crea? Con coercisioni esterne (vedi Iraq). La vera democrazia passa per una rivoluzione locale, una rivoluzione nella mentalità delle persone del posto. Nasce, non si impone!
Questo era in grado di fare la Signora Bhutto col suo carisma. E di questo, un pò tutti (e dico tutti, Americani compresi), avevano paura.
Addio, Benazir…
Muore con te un pò di speranza in un futuro migliore…
I tuoi carnefici, un giorno, dovranno rendere conto a Qualcuno…
PAOLO CARINCI

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”