Gioia del Colle(Bari) -In una splendida cornice naturale, nella campagna barese, ed avvolti da una bellissima giornata di sole, si è tenuta la commemorazione al Sergente Romano, Eroe da innalzare sull’altare della Patria Duosiciliana. Il suo esempio di abnegazione ed amore per la Nazione Napolitana, al punto di immolarsi per l’onore militare ed a guardia della fede borbonica, dovrebbe essere appreso da tutti gli studenti al di qua del Volturno. Serietà e sobrietà hanno contraddistinto l’evento evocativo, niente moschetti a molla e nessun giullare mascherato, solo uomini e donne del Sud presenti davanti al cippo di pietra di Trani, che ricorda la fulgida figura di questo eroe popolare. Le parole di Francesco Maurizio Di Giovine, accompagnate dalla marcia reale, hanno suscitato nell’anima dei presenti forti momenti di emozione, palpabile e facile da scorgere nei visi degli intervenuti, facce note agli habituè di fatti borbonici come l’inossidabile Giovanni Salemi o Gaetano Marabello ma anche volti nuovi che infondono la certezza che il risveglio identitario è oramai ad un punto di non ritorno . La giornata si è poi addolcita presso una masseria nei pressi di Massafra, che fu più volte luogo di rifugio del Sergente Romano ed i suoi militi. L’anfitrione dell’intera giornata è stato il dottore Francesco Laricchia, splendido “mediano di spinta” alla Benetti, per usare un termine calcistico. Si è discusso anche delle azioni future da intraprendere per il bene della nostra antica patria. Per il momento si è stabilito che i due nuovi soggetti, Comitati Due Sicilie e Partito del Sud, proseguano distinti e paralleli fino a che non nasceranno i presupposti per mescolare le due forze. Qualche amico presente alla riunione ha espresso la speranza di una esigenza unitaria fra le tante anime meridionaliste, dimenticando forse gli ultimi accadimenti fra Napoli,Caserta e Gaeta. Personalmente, ed a nome del Comitato delle Due Sicilie, non credo ci sia l’occorrenza richiesta, troppa differenza di vedute e di azioni tra le nuove leve con la vecchia nomenclatura duosiciliana e poi la storia di chi percorre ed ha percorso la nostra stessa prospettiva, specie quella irlandese, ci insegnano che per ottenere gli obiettivi non c’è bisogno di unire l’impossibile per arrivare alla meta. Fra i compagni più cari presenti all’evento non posso non citare il mio caro amico Sergio Tau, grande regista televisivo ed appassionato ammiratore del Sergente Romano e oramai biografo dell’eroe per eccellenza del firmamento duosiciliano, il grande Josè Borjes. Gli amici pugliesi dei Comitati Due Sicilie, lungo il tragitto che da Caserta porta a Gioia del Colle, avranno consumato decine di euro per accompagnarmi passo passo fino al cippo di Santeramo, anche se resta la necessità di rivedersi per approntare definitivamente le prospettive unitarie, che sono un punto inderogabile per la strada da intraprendere. Forza e onore. Fiore Marro Segretario nazionale Comitati delle Due Sicilie(Comunicato inviato dal giornalista Salvatore Candalino)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”