SAN NICOLA LA STRADA(Ce) – Indagini sono state avviate a Napoli su presunte tangenti versate per appalti della Soprintendenza ai Beni architettonici. Una serie di perquisizioni sono state condotte nei giorni scorsi a Napoli dalla Guardia di Finanza, che ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbativa d’asta. Dodici le persone indagate, tra imprenditori, architetti e funzionari della Soprintendenza napoletana. Tra questi, il soprintendente ai Beni architettonici di Napoli Enrico Guglielmo che è titolare della stessa carica anche a Caserta e Benevento. La notizia ha fatto molto scalpore a San Nicola La Strada, anche perché il nome del soprintendente Guglielmo viene associato al “pasticcio” di Via SS. Cosma e Damiano. Come si ricorderà, nel 2006, scoppiò “l’affaire”  riguardante Via SS. Cosma e Damiano per la quale l’Amministrazione Comunale aveva progettato l’ampliamento per una più scorrevole e sicura viabilità. Come già riportammo ampiamente nella cronaca di quei giorni, il sindaco Angelo Pascariello chiese ed ottenne dalla Soprintendenza di Caserta, a firma della Soprintendente dott.ssa Giovanna Petrenga, in data 26 luglio 2006, parere favorevole per il progetto di ampliamento di Via SS. Cosma e Damiano, fermo restando la salvaguardia della grotta ipogea. In data 2 ottobre 2006, atto pervenuto al Comune di San Nicola la Strada il 9/10/2006, il neo Sopraintendente arch. Enrico Guglielmo revocò, nonostante due sentenze, del TAR Campania e del Consiglio di Stato, favorevoli all’amministrazione comunale di San Nicola La Strada, in regime di autotutela, quanto approvato dal suo predecessore, bloccando, in tal modo, l’inizio dei lavori e provocando, nel contempo, disagi e danni economici all’ente comunale. Subito, il sindaco Pascariello scrisse all’arch. Enrico Guglielmo una nota con la quale oltre a rappresentare tutto il suo rammarico per l’assurda decisione della Soprintendenza che, in concreto, nonostante due sentenze favorevoli al comune ha inteso ripristinare il vincolo riguardante il muro di recinzione del giardino di Via SS. Cosma e Damiano e sconfessare, in sede di autotutela abbastanza tardiva, il parere favorevole all’ampliamento della suddetta strada ancorché sottoposto a giuste condizioni di salvaguardia della grotta ipogea, annunciò di aver adito la magistratura. “Trovo anche inutile e spiacevole” – scrisse Pascariello a Guglielmo – “il contenuto dell’ultimo capoverso che paventa la denuncia all’Autorità Giudiziaria, atteso che, come è noto, questa amministrazione comunale è essa stessa garante della legalità, come dimostrano anche tutti gli atti relativi all’annosa vicenda. In conseguenza infine ai superflui richiami alle responsabilità penali, avverto l’obbligo di informare che anche il Comune di San Nicola porrà in essere tutte le attività atte a garantire l’interesse dei cittadini ed il ristoro dei danni subiti dalla comunità, non escluso il ricorso alla magistratura amministrativa, contabile e, all’uopo, penale, nei confronti di chi pone in essere con eccessiva “leggerezza istituzionale” atti bisognosi di opportune riflessioni congiunte e di approfondimenti tecnico scientifici adeguati che superino e giustifichino una valutazione da “esperto in materia” (quale materia?) posta a base della suddetta revoca, con motivazioni del tutto nuove (equilibrio statico e termoigrometrico), mai poste in precedenza, ho ragione di ritenere, anche in sede di giudizio”.  (Articolo a cura del giornalista casertano Nunzio De Pinto)
Pubblicatod a red. prov. Alto Casertano-Matesino & d