E’ IL GRANDE ACCUSATORE DEL SINDACO L’UOMO CHE HA TENTATO IL SUICIDIO
Pignataro Maggiore – E’ il grande accusatore del sindaco di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca, capogruppo di An al Consiglio provinciale, l’uomo che il 29 gennaio 2008 ha tentato il suicidio dandosi fuoco. Ricoverato in ospedale per le ustioni riportate, il dipendente comunale Giuseppe Bucciaglia versa in gravi condizioni. Ecco una sintesi della vicenda giudiziaria. Concluse le indagini preliminari del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dottor Luigi Landolfi, per il cosiddetto “caso Bucciaglia” a carico del sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, accusato tra l’altro di corruzione. Ricevuto l’avviso, Magliocca – assistito dall’avvocato Filippo Trofino – avrà venti giorni per far sentire le proprie ragioni con un nuovo interrogatorio o presentando memorie difensive; poi il pubblico ministero potrà chiedere o l’archiviazione delle accuse o il processo a carico del sindaco.
Giorgio Magliocca è indagato perché in concorso con il dipendente comunale Giuseppe Bucciaglia, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, in qualità di sindaco del Comune di Pignataro Maggiore riceveva dallo stesso Bucciaglia la somma di cinquemila Euro, dopo aver compiuto atti contrari ai doveri di ufficio consistiti nel consentire al dipendente comunale di occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dello Iacp con attrezzatura per disabili sito alla via Rabin, alloggio fatto completare a spese del Comune mentre era giù occupato abusivamente da Giuseppe Bucciaglia. Fatti del marzo 2003. Come si ricorderà, quando si diffuse la notizia delle indagini Giorgio Magliocca fece sapere a mezzo stampa di essere convinto della immediata archiviazione del “caso”. Da allora, però, dopo un drammatico confronto con Giuseppe Bucciaglia e altre denunce del dipendente comunale, all’originaria accusa di corruzione si sono aggiunti altri tre siluri all’indirizzo del sindaco. E così il pubblico ministero ha contestato a Magliocca pure due casi di violazione della legge elettorale e il reato di falso. Con riferimento al maggio 2005, Magliocca è indagato perché in qualità di candidato alla carica di consigliere provinciale, per ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale del dipendente comunale, prometteva allo stesso Giuseppe Bucciaglia utilità consistita nel consentirgli di continuare ad occupare abusivamente l’alloggio dell’Iacp. Relativamente al maggio del 2006, Giorgio Magliocca è indagato perché in qualità di candidato alla carica di sindaco di Pignataro Maggiore, per ottenere a proprio ed altrui vantaggio il voto elettorale di Giuseppe Bucciaglia alla sua lista, prometteva al dipendente comunale utilità consistita nel consentirgli di continuare ad occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dell’Iacp. Il riferimento ad un vantaggio “altrui” potrebbe riguardare la preferenza che Giuseppe Bucciaglia espresse – dice il dipendente comunale nella sua denuncia – a favore di uno dei candidati della lista del centrodestra, “Alleanza civica per le libertà”, Pietro Ricciardi (che non fu eletto). Va detto che in nessun modo Pietro Ricciardi – recentemente nominato da Magliocca nel consiglio d’amministrazione dell’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, “Patrimonio Pignataro srl” – risulta coinvolto nell’inchiesta per il “caso Bucciaglia”. Il dipendente comunale denunciante, infatti, ha dichiarato al magistrato che ogni responsabilità è da attribuire all’attuale sindaco e che Pietro Ricciardi (molto conosciuto perché è editore e direttore editoriale della testata giornalistica online www.comunedipignataro.it) era all’oscuro della promessa elettorale. Secondo quanto è stato possibile apprendere, Giuseppe Bucciaglia avrebbe consegnato al pubblico ministero una fotografia con la scheda votata e recante la scritta con la preferenza “Ricciardi”. Poi c’è l’accusa di falso, per fatti del 22 maggio 2006. Magliocca è indagato per aver firmato un mandato ad litem a margine del ricorso nella forma di motivi aggiunti nell’interesse di Giuseppe Bucciaglia, contraffatto in ogni sua parte, depositato al Tribunale amministrativo regionale della Campania di Napoli. Gli accertamenti su quest’ultima vicenda sono stati fatti il 18 dicembre 2007. Anche Giuseppe Bucciaglia attende le decisioni del pubblico ministero – richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio – sia quale denunciante sia perché è a sua volta indagato. Il dipendente comunale – assistito dall’avvocato Pietro Romano – è indagato perché in concorso con Giorgio Magliocca, con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi consegnava a Giorgio Magliocca quale sindaco di Pignataro Maggiore la somma di cinquemila Euro dopo che questi aveva compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio consistiti nel consentire allo stesso Giuseppe Bucciaglia di occupare abusivamente l’alloggio di proprietà dello Iacp con attrezzatura per disabili sito alla via Rabin, alloggio fatto completare a spese del Comune, mentre lo stesso era già occupato abusivamente da Bucciaglia. Fin qui la vicenda giudiziaria. Nei giorni scorsi il sindaco aveva inviato una nota a Giuseppe Bucciaglia rilevando che il 4 febbraio 2008 scade il termine per rilasciare “l’alloggio occupato abusivamente sito in via Rabin di questo Comune, in mancanza si provvederà all’esecuzione dell’ordinanza sindacale numero 99 del 3 luglio 2007″, cioè allo sgombero coatto. Ed è cronaca di queste ore il gesto disperato di Giuseppe Bucciaglia. (Comunicato inviato dal Comitato anticamorra di Pignataro Maggiore-Ce)Segue articolo correlato:
Bucciaglia è in coma: lotta tra vita e morte ed i Carabinieri indagano sul movente che l’ha spinto al suicidio
Pignataro Maggiore(Ce)- ( di Alfredo Di Lettera) Appesa ad un filo la vita di Giuseppe Bucciaglia, l’uomo che l’altro ieri pomeriggio ha tentato il suicidio, cospergendosi prima di benzina e poi dandosi fuoco. Infatti, nella serata di ieri, i medici dell’Ospedale San Sebastiano e Sant’Anna di Caserta, hanno annunciato ai familiari di Giuseppe Bucciaglia, 46enne di Pignataro Maggiore, che le condizioni di salute dell’uomo erano divenute molto gravi e non potevano autorizzare il trasferimento presso una struttura sanitaria specializzata per le grandi ustioni. Per farla breve Giuseppe Bucciaglia lotta tra la vita e la morte, nel reparto di terapia intensiva del Civile di Caserta. In rianimazione, con la vita aggrappata alle apparecchiature ed in coma farmacologo ed i medici stanno tentando di salvargli un vita. A sentire i medici le prossime quarantotto ore saranno decisive per il futuro del Bucciaglia e potranno anche sciogliere la prognosi, per poi trasferirlo al Centro Grandi Ustionati del Dipartimento di Emergenza Medico-Chirurgica dell’Ospedale “Antonio Cardarelli” di Napoli. Sebbene il Bucciaglia riuscirà sconfiggere la morte dovrà portare per sempre sul copro e sul viso i segni delle gravi ustioni. È stato sufficiente un istante affinché il corpo di Bucciaglia si trasformasse in una torcia umana. Si prima gettato addosso una tanica di benzina e poi con un accendino si è dato fuoco. Il tentato suicidio dell’uomo è rimasto ancora impresso nelle menti di alcuni testimoni di quel gesto estremo dettato dalle continue minacce e pressioni di cui era vittima. Le gravi ustioni di terzo grado su tutto il corpo ed i vari interni danneggiati dalle fiamme, non fanno pensare a nulla buono per il futuro della vita dell’uomo. Inoltre, nella giornata di ieri, i Carabinieri del Comando Stazione di Pignataro Maggiore, hanno ascoltato alcuni testimoni ed amici dell’uomo, oltre che la signora Antonietta Zaccariello, moglie del Bucciaglia, al fine di stabilire il movente che l’ha indotto a compiere il gesto insano. Infatti, il Bucciaglia, potrebbe essere stato istigato al suicidio per vari motivi, ma tutti correlati all’ordinanza di sfratto coatto dall’alloggio di via Rabin, emessa dal Sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca. Altresì, giorni addietro, si era perfino portato dai Carabinieri ed in quella sede denunciò delle minacce e pressioni subite negli ultimi giorni. Ed ancora, il procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, condotto dal Pubblico Ministero, Luigi Landolfi, che vede protagonista il Bucciaglia ed il Sindaco Magliocca. In particolare, quest’ultimo, avrebbe ricevuto dei soldi in cambio dell’assegnazione definitiva dell’alloggio al Bucciaglia, oltre che a due casi di violazione della legge elettorale ed il reato di falso. Ad oggi, però la vera incognita rimane lo sgombero coatto, a carico dei Bucciaglia, dall’alloggio di proprietà dell’Iacp di Pignataro Maggiore ed ordinato per lunedì prossimo dal Sindaco Magliocca. Infine, nella giornata di ieri i legali della famiglia Bucciaglia, gli avvocati Pietro e Giuseppe Romano e Gianfranco D’Angelo, hanno avviato una serie di trattative con la Prefettura di Caserta, al fine di chiarire una volte e per sempre tutta la vicenda della famiglia Bucciaglia con due figli affetti da gravi handicap al 100% e con dei problemi motori. Giuseppe Bucciaglia, infatti, dopo aver cercato inutilmente un’abitazione alternativa a quella occupata ed essersi recato nelle sedei istituzionali più importanti della Provincia senza ricevere conforto e risposte concrete, probabilmente era convinto che suicidandosi avrebbe risolto il problema della casa per la sua famiglia. La casa deve essere un diritto per tutti ed in particolar modo delle famiglie con minori e portatori di handicap, ma nonostante tutto ciò, qualche politicante con la complicità di certa stampa provinciale, per salvarsi la faccia ed anche la carriera, vigliaccamente e spregiudicatamente, ha prima travisato la triste realtà dei Bucciaglia e poi ha gettato fango nei confronti di un uomo che sta lottando tra la vita e la morte in un letto di ospedale. (Alfredo Di Lettera, vitulazio 24 ore)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino &