SAN NICOLA LA STRADA (Ce)- (Di Nunzio De Pinto) Aveva cercato rifugio, come molti immigrati, in una struttura fatiscente e abbandonata, ma è precipitato ed è morto a San Nicola la Strada, mentre cercava di scavalcare la ringhiera di un terrazzino, per entrare in una stanza. Questo è ciò che drammaticamente capitato a Piotr Kapirtik, immigrato polacco di 34 anni. È morto precipitando da oltre otto metri di altezza, mentre si trovava in una struttura, di proprietà ecclesiastica, utilizzata in passato come casa di riposo per anziani “La Fondazione Battiloro“, chiusa da anni, a seguito di alcune vicende giudiziarie e da allora mai più aperta. La struttura ormai pericolante è da tempo utilizzata da cittadini stranieri per dormire. Così come per il passato avevamo anche scritto per la struttura dell’ex “Reggia Palace Hotel”, anch’esso trasformatosi per anni in rifugio di extracomunitari, regolari e non, con problemi di alloggio. Già nel 2005, sempre a San Nicola La Strada, un altro dramma dell’emarginazione aveva colpito un extracomunitario, un immigrato russo, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora, che fu trovato cadavere il 24 novembre 2005 nei pressi dell’ufficio postale di via Perugia, con a fianco una bottiglia vuota di liquore, segno evidente che il giovane aveva cercato calore nell’alcol. Con la morte di Piotr Kapirtik esplode prepotentemente il problema dell’accoglienza che in provincia di Caserta, ma è così un po’ dappertutto, è veramente serio. Le istituzioni tutte, a cominciare dalla Regione Campania, passando per le amministrazioni provinciali e comunali, dovrebbero fare molto di più in proposito. Lasciando da parte le motivazioni giuridiche, se cioè queste persone siano o meno in possesso di un permesso di soggiorno (ad esempio negli ospedali le donne extracomunitarie possono partorire e lasciare il neonato senza che nessuno gli chieda se è regolare o meno, quindi tale opzione potrebbe essere usata anche nei confronti di chi è senza dimora fissa), bisognerebbe consentire loro di trovare accoglienza per la notte presso una qualche struttura, sia essa pubblica (vedi il dormitorio pubblico esistente a Napoli) o privata. Nella fattispecie, l’ex Fondazione Battiloro avrebbe potuto essere destinata a tale uso – considerando che la proprietà è ecclesiastica (pare si di proprietà di un ordine religioso di suore) – e mantenuta sia con l’ausilio delle istituzioni sia dei volontari delle associazioni No profit – faccio l’esempio di Nero e non solo e di tante altre – che dei volontari della Protezione civile locale, provinciale e regionale. La comunità cosiddetta della società civile non può assistere inerme ed impassibile alle stragi dell’emarginazione e della disperazione, bisogna che ciascuno di noi faccia la sua parte. (Articolo a cura del giornalista Nunzio De Pinto)
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Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d