Domani le esequie di Pezzulo nel Duomo di Oderzo Pezzulo è morto per portare cibo e coperte ai bambini. Lo strazio della mamma La famiglia chiede agli
italiani di esporre il Tricolore alle finestre
CARINOLA(Ce) – ( di Nunzio De Pinto)-Si svolgeranno domani nel Duomo di Oderzo (Treviso), con inizio alle ore 10,30, le esequie di Giovanni Pezzulo ( nella foto a sx), il primo maresciallo del Cimic Group South ucciso in Afghanistan mercoledì scorso. È quanto ha fatto sapere il parroco di Oderzo, Mons. Piersante Dametto. I famigliari di Giovanni Pezzulo avrebbero avanzato la proposta, rivolta a chiunque lo vorrà, di esporre, come gesto di solidarietà, un tricolore alla finestra. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia.
Questo, è stato anche spiegato, per il forte attaccamento e sentimento di fierezza
che il primo maresciallo nutriva nei confronti della bandiera italiana sia in Patria sia durante le missioni all’estero. ( nella foto a dx il fratello di Pezzullo, che tiene in mano la foto del militare decedutoUn sentimento che onore ancor di più Giovanni Pezzulo. Ieri pomeriggio, intanto, il fratello di Giovanni Pezzulo, Salvatore, è partito alla volta dell’aeroporto di Ciampino a bordo dell’aereo militare che l’Esercito ha messo a disposizione da Treviso, dove ha atteso l’arrivo dell’aereo con la salma del fratello che è giunta alle 22.30. Salvatore, che abita a Carinola e fa il poliziotto della stradale, insieme agli altri fratelli del soldato aveva raggiunto nella notte l’abitazione della cognata
a Oderzo. Lo accompagnerà un collega della vittima, con il quale condivideva una amicizia molto stretta. Altre tre fratelli di Giovanni, sono giunti a Ciampino direttamente da Carinola. La moglie e la figlia di Pezzulo rimarranno invece nella loro abitazione di Oderzo. Dopo il rientro della salma a Ciampino, la salma sarà portata già nel pomeriggio di oggi nella caserma Fiore di Motta di Livenza, sede del comando Cimic, dove si sta già allestendo la camera ardente. Nel frattempo, come annunciato dal governatore del Veneto Giancarlo Galan, da ieri mattina la bandiera a mezz’asta in segno di lutto è stata esposta a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale. A casa dei genitori di Giovanni, la mamma piange ininterrottamente e a tutti coloro che le porgono il loro cordoglio dice orgogliosa che il figlio “…. é morto per aiutare gli altri, per dare da mangiare ai bambini afgani, per portare loro delle coperte”. L’intero paese di Casanova, frazione del comune di Carinola, con in prima fila il sindaco Di Biasio, in queste ore si è raccolto intorno alla mamma e al papà di Pezzulo. L’anziana donna, il bene che faceva il figlio, lo ha sottolineato più volte anche al colonnello Luigi Masiello, responsabile della P.I. del comando del II FOD di San Giorgio a Cremano, che insieme a una rappresentanza del II Comando Forze della Difesa ha raggiunto l’abitazione dei familiari del maresciallo ucciso. “Siamo venuti subito a dare le condoglianze ai genitori del nostro sottufficiale” – ha detto Masiello – “a nome del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che vuole essere vicino in questo grande momento di dolore ai familiari del maresciallo che ha perso la vita in questo suo compito che la Nazione gli ha chiesto e che svolgeva in maniera encomiabile”. Preparato alla sua missione, cosciente delle difficoltà dei compiti affidatigli: è così che i genitori e i fratelli descrivono Giovanni agli amici e a chi non lo conosceva; un uomo che “ha donato la vita per aiutare chi aveva davvero bisogno di un sostegno”.(Articolo a cura el giornalista casertano Nunzio De Pinto)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d