LETINO(Ce)- (di Nicola Iannitti) Il Matese: Patria del Folclore, delle Tradizioni e delle Memorie. Gallo Matese chiama e Letino  risponde  per dirla con una frase coniata  circa quarant’anni fa dal giornalista del Mattino Gianni infusino nel suo articolo sulle origini dei due comuni matesini.A distanza di una settimana dalla presentazione, a Gallo Matese, del libro – “Sul filo della memoria“, di Lina Di Lullo,  preside del Liceo Linguistico James Joyce di Piedimonte Matese, il Comune di Letino risponde con  il libro di Geppino Buonomo  dal titolo “Letino- Canti Popolari al suono dell’organetto”. La cerimonia di presentazione ha visto la partecipazione corale della popolazione del grazioso comune matesino e di moltissimi appassionati giunti  dalla cittadina di Piedimonte Matese che ha un feeling particolare con Letino. Numerosi, infatti, i Letinesi che hanno preferito la pianura alle alte vette della montagna. Il saluto agli illustri ospiti è stato dato  dal sindaco Antonio Orsi, preceduto dal dirigente scolastico dell’ Istituto comprensiva di Capriati al Volturno Michele Vaccaro nella sua qualità di padrone di casa. Moderatore del convegno il presidente dell’Associazione Storica del Medio Volturno, dr Pasquale Simonelli, diventato, nel giro di una decade, il maggiore esperto di usi, costumi  e tradizioni delle popolazioni dell’alto matese, essendo stato anche  il presentatore, due settimane prima, del libro di Lina Di Lullo : “Gallo Matese -Sul filo della  Memoria”.“C’è un filo rosso che unisce le coscienze civili e le battaglie sociali di un popolo“, ha dichiarato il sindaco Orsi nella presentazione del libro.” A Letino questo filo si è sedimentato anche nelle canzoni popolari che descrivono in forma artistica le peculiarità della vita quotidiana, le gioie e i dolori, le lotte e le sconfitte di una comunità” Interessanti gli interventi sul tema del presidente e vice presidente della Pro Loco Luigi Paolella e Fausto Perrone, dell’ing. Michele Petrucci, del naturalista Maurizio Fraissinet, ex commissario del Parco Regionale del Matese e del critico d’arte Giorgio Agnisola. Le conclusioni dell’autore Geppino Buonomo che ha ricordato la genesi della pubblicazione, dedicata all’indimenticabile “Giuliano Palumbo, amico di escursioni, di studi e di ricerche per la conoscenza, tutela e valorizzazione del Matese e delle sue tradizioni”. “Questo lavoro nasce da una esperienza diretta, ha dichiarato Buonomo, vissuta agli inizi di dicembre 1986 e la fine di febbraio 1987, prestando servizio presso l’ufficio postale di Letino. Durante quel periodo ho avuto occasione di conoscere Raffaele Tamburro che mi fece dono di un manoscritto dal titolo ” Le canzoni popolari antiche di Letino contenente 94 canzoni da lui raccolte e suonate con l’organetto negli anni 1960/1970 assieme a Luigia Tommasone, classe 1911, Guglielmo Di Stavolo 1908 e Raffaele Tommasone 1908. L’organetto ha rappresentato la parte centrale della manifestazione con l’esibizione di mini artisti che hanno rallegrato i presenti con musica folk e canzoni moderne; .scroscianti applausi per la perfetta esecuzione della “Ballarella” e della canzone a distesa dell’ormai centenario Raffaele Tommasone che, nonostante l’età, ancora fa volare le dita sulla tastiera dell’organetto come quando aveva vent’anni. Da notare che l’uso dell’organetto, strumento più diffuso nella musica popolare letinese, stava per scomparire ed è stato un maestro di Isernia, vero cultore della musica popolare, a rilanciarlo tra le nuove generazioni riuscendo in breve tempo  a creare una vera e propria scuola. di musica folk. A Letino, quindi, l’organetto non scompare ma diventa sempre più strumento musicale per tutti. (Articolo a cura del giornalista matesino Nicola Iannitti)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d