FERRANDELLE: IL GIOVANE LUIGI PELLEGRINO  LANCIA IL SUO GRIDO D’ALLARME  CHE VOLA SUI GABBIANI IMPAZZITI  SOPRA LA NUOVA MONTAGNA DI  RIFIUTI

Santa Maria la Fossa(Ce)-( di Raffaele Raimondo) Ormai non conosce pause lo sdegno della gente del Basso Volturno. (Foto 1 da Raffaele Raimondo: Gabbiani impazziti sui cumili di rifiuti in Ferrandelle) La “caciara” di alcune sere fa fra esponenti politici locali e popolazione, verificatasi nell’atrio della sms “Mons.Mirra” di S.Maria la Fossa, è soltanto uno degli ultimi orribili esempi di un fondo che si è toccato per responsabilità diffuse e non di un “caprio espiatorio”. E dalle odierne notizie di violenze provenienti da Savignano Irpino come dalle inversioni di tendenza targate “De Gennaro (e chissà perché prevalentemente in ordine ad alcune discariche

(Foto 2 “Fermate il Mostro” della discarica Ferrandelle. Autore Andrea Pioltini fotoreporter) napoletane giudicate “inutilizzabili” a seguito di accertamenti delle condizioni ad alto rischio in cui si trovano, risorge stavolta fortissimo urlo d’allarme di un giovane di Grazzanise, Luigi Pellegrino. “Il Basso Volturno, pianura del casertano, si ribella e scende in piazza, a gridare il proprio basta. Basta, sì, a subire le ingiustizie che condizionano l’immagine del nostro territorio e specialmente l’economia e la salute di ognuno di noi“: esordisce così il giovane Pellegrino, il quale poi si domanda retoricamente: “Tutto ciò per quale motivo?”. Immediata, dunque, la risposta: “Per riparare gli errori commessi da coloroche ci governano, che non hanno rispetto per gli altri e che considerano la politica come uno strumento per imporre, anziutto, la loro “indiscutibile” volontà di “governatori“. E che speculano -insiste Luigi Pellegrino- sull’ignoranza di quanti solo ora si stanno rendendo conto del disastro immane che hanno creato coloro ai quali hanno dato consensi alle elezioni (comunali, provinciali, regionali o politiche che siano state). Uno sguardo alla storia di questa terra -ricorda ancora Pellegrino- fa risalire all’80 a.C., quando Annibale, sceso nel Campo Stellato, ammirava prati fioriti e la stupenda vegetazione che spontaneamente arricchiva l’habitat. Più recentemente, e per l’esattezza nel 1928, ad opera di Benito Mussolini, cominciò la Bonifica delle paludi che permise l’incremento della produzione del cosiddetto “oro bianco” e dell’invidiata mozzarella di bufala. Tristemente, adesso, nel 2008, le cose stanno ben diversamente -conclude Luigi Pellegrino-: grazie al presidente Bassolino e all’ex capo della Polizia italiana, De Gennaro, si fronteggia il gravissimo problema dei rifiuti per lungo tempo sottovalutato. Ed essi scelgono il nostro territorio per lo smaltimento di buona parte dei rifiuti della Campania“. Felice pasto dei gabbiani impazziti -aggiungiamo noi- che si sono riversati in incalcolabile numero a Ferrandelle e che osano “volare basso” lanciando escrementi perfino sulle teste degli operatori che freneticamente costruiscono piazzole che dovranno ingoiare centinaia di migliaia di rifiuti che scansano onerosi treni e navi in partenza per l’estero” (Articolo a cura del giornalista casertano  Raffaele Raimondo)Clicca quì per visualizzare reportage fotografico di denuncia: “Ferrandelle la terra di nessuno” ( di Andrea Pioltini fotoreporter)
Pubblicato da red. prov Alto Casertano-Matesino & d