Napoli- E’ con estremo rammarico che sono costretto ad intervenire ancora riguardo lo scempio da tanto tempo presente sulla mura cittadine. Come esponente di una Municipalita’ identitario ed attaccato alle radici dell mia Citta non posso non provare un sentimeno di delusione e rabbia per le volgarità e le blasfemie espresse dalle scritte ( vedere foto a sx. Cliccare sopra per ingrandire). Più volte ho chiesto velocemente all’Amministrazione di intervenire prontamente per la cancellazione delle scritte sulle Mura della Chiesa di San. Lorenzo Maggiore. Niente da allora è stato fatto. E più passa il tempo e più sarà difficile rimuoverle, ergo più tempo passa più costerà a noi cittadini. Meno segnali duri si danno, e più episodi di emulazione nascono. Mi chiedo quelle scritte indicano un segnale chiaro? Prima si usava scrivere la famosa frase DIO CE’ Quando chiediamo spazi d’aggregazione, quando chiediamo sicurezza, chiediamo soprattutto di dare ai giovani quegli strumenti in grado di distanziarli da questo genere di atti vandalici. Ma l’Amministrazione sembra essere sorda e poi ne paga le conseguenze con episodi di questo tipo che sottolineano, come se ce ne fosse bisogno, la totale mancanza di una politica volta alla sensibilizzazione su Alatri e sulla sua storia. E a voi, cari graffitari, dico che sarebbe meglio se impiegaste il vostro tempo in attività più costruttive. Sporcare la propria città significa sporcare se stessi, e se proprio dovete affermare la vostra individualità, dedicatevi ad uno sport o a qualsiasi altra cosa che non deturpi un patrimonio comune che deve essere rispettato. Certo, come già evidenziato tante volte l’Amministrazione non aiuta. Dove sono, infatti, le famose telecamere per la videosorveglianza? manifestato estrema abilità nelle organizare le FESTE DI PIAZZA,si spera che mostri la stessa capacità operativa nel dare vita, con estrema celerità, ad un ‘azione reale volta alla sicurezza. I fili delle telecamere non sono poi così diversi da quelli degli impianti audio….. Montarle non dovrebbe essere un problema…La Chiesa venne fatta realizzare a partire dal 1270 da Carlo I d’Angiò e si trova sul luogo di un precedente edificio di culto paleocristiano, risalente al VI secolo. La facciata presenta un portale d’ingresso ad arco acuto, del periodo angioino. L’interno venne modificato secondo il gusto barocco, ma un successivo restauro gli restituì l’originario aspetto. La Chiesa conserva il monumento sepolcrale di Caterina d’Austria, opera trecentesca di Tino da Camaino, e un’ancona posta sopra l’altare, composta da tre nicchie con le statue rappresentanti Sant’Antonio, San Francesco e San Lorenzo. L’altare cinquecentesco venne realizzato da Giovanni da Nola. Si segnala il Cappellone di Sant’Antonio da Padova, progettato da Cosimo Fanzago secondo il gusto barocco. Dal chiostro si accede alla Sala Capitolare, anticamente utilizzata come refettorio. CONSIGLIERE COSTAGLIOLA MARIOPubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d
Febbraio 23, 2008
Napoli-Consigliere Costagliola: CONTINUA LO SCEMPIO NEL PERCORSO TURISTICO DI SAN GREGORIO ARMENO
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