Roma-
Chi oggi deve interpretare il ruolo del protettore delle scelte pubbliche, evitare conflitti generazionali e strappare il Paese dal declino economico-sociale? E’ questo l’interrogativo che si pone e ci pone il Delegato nazionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana Fabio Tavani, di Milano. Evidentemente abbiamo bisogno della Politica quella sana, leale, sociale e paradossalmente non abbiamo bisogno di politici intesi come quei singoli o collettivi che guardano alle prossime elezioni; ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro Paese sono gli Statisti capaci di guardare alle attuali e future generazioni. Sono tante ed impegnative le sfide da affrontare – è questo il tempo che ci è dato vivere -affermava Aldo Moro e va vissuto e migliorato senza se e senza ma. - Il forte dualismo esistente nel mercato del lavoro andrebbe smussato senza intaccare quel necessario requisito di flessibilità in ingresso che tanto gioverebbe al datore di lavoro ed al lavoratore stesso creando i presupposti di sana competizione per entrambi gli attori sopra citati; l’introduzione di un contratto unico ed a tempo indeterminato con degli steps cadenzati da un periodo di prova, di inserimento e di consolidamento della posizione del giovane lavoratore in azienda determinando così l’incentivo ad investire in formazione professionale. – Creare degli ammortizzatori sociali quale il reddito minimo garantito, limando fortemente lo stato di povertà e dissesto sociale per chi non lavora. – Completare la transizione al metodo contributivo e l’eliminazione delle pensioni di reversibilità per chi inizia oggi il suo percorso nel mondo del lavoro, completando in tal modo il tragitto verso la riforma delle pensioni. – Migliorare la qualità e lefficienza dellistruzione nella scuola e università utilizzando fortemente il requisito della meritocrazia; garantire incentivi alla ricerca così da imbrigliare “la fuga di cervelli” all’estero. – Migliorare i servizi di trasporto urbano nelle grandi città incentivando e potenziando i servizi di trasporto pubblico e disincentivando quello privato; favorire percorsi ad hoc come piste ciclabili o passeggiate a tema naturalistico il tutto mirato alla diminuzione dell’inquinamento atmosferico. – Utilizzo nelle città di sistemi d’illuminazione notturna che favoriscano la diminuzione del consumo di energia ottenendo così la diminuzione d’inquinamento luminoso a vantaggio di una maggiore visibilità del cielo durante le ore serali. Tuttavia, dopo questa elencazione di obiettivi/propositi bisogna chiedersi – chi ad oggi è il guardiano delle scelte pubbliche? Chi ha la responsabilità delle sorti economico-politiche del nostro Bel Paese? Assodate le vicissitudini dell’ormai ex-governo nell’ultima settimana, scontiamo pesantemente il disinvestimento fino ad oggi adoperato nei confronti del nostro futuro anche attraverso la non educazione di una nuova classe politica e dirigenziale. Gli avvenimenti politici degli ultimi periodi non devono scandalizzarci se non quel tanto che ci induca a riflettere sul fatto che lItalia percorre una strada completamente errata sotto l’aspetto ambientale, politico, sociale ed etico; per il resto basta sottolineare che negli anni Ottanta si sono susseguiti dodici diversi governi in dieci anni (Craxi, Cossiga, Fanfani (il suo secondo governo durò appena undici giorni) , Spadolini con due governi; Andreotti, Goria, De Mita e Forlani con un governo a testa). L’Italia (ed aggiungerei l’Europa) ha messo in atto riforme più o meno radicali solo negli anni di recessione (in Italia le riforme sono arrivate negli anni Novanta); poi accade qualcosa che non ha molto senso per quei governi che dichiarano di lungimirare nelle proprie decisioni ovvero, quando da una situazione di crisi e quindi di recessione si passa ad una fase di stagnazione i processi di riforma rallentano per arrivare al loro completo dissolvimento. Si procede di rinvio in rinvio ed i problemi vengono in tal modo scansati e mai affrontati; poi l’Europa ce li ricorda e allora si finge di affaccendarsi e tutti cercano di prendere il toro imbizzarrito per coda e corna. Questo atteggiamento non giova al nostro Paese che oggi come ieri ha bisogno di riforme in ambito politico, economico e sociale. Gli elettori devono poter affidare con chiarezza d’intenti un mandato governativo a rappresentanti che ritengono degni di tale incarico ed allo stesso modo poterli sostituire alle successive elezioni. I cittadini devono esercitare il loro controllo sugli uomini che dovranno per loro conto guidare il Paese (non a caso parliamo di mandato, vocabolo di ampio studio in materia di diritto privato). Se si genera competizione politica, data inoltre da valide alternative ai governi in carica, la qualità dell’operato dei politici migliora nettamente. Ed è proprio la chiarezza d’intenti per dirla in un’unica parola “NOI POSSIAMO” come recita lo slogan nel nostro sito D.C. Giovani www.dcgiovani.com , che racchiude il senso pratico e morale del Partito della Democrazia Cristiana che oggi vuole interpretare con fermezza il ruolo del Partito competitivo, attento ai problemi del Paese e soprattutto ispirato da principi di democraticità, cristianità e senso del sociale. Viva l’Italia! Viva la Democrazia Cristiana! Viva i Giovani italiani! www.democraziacristianaonline.info
www.ilpopolo.it; www.dcgiovani.com; COmunicato inviato da Angelo Sandri)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d