Pignataro Maggiore(Ce) - La tragica fine del dipendente comunale Giuseppe Bucciaglia(leggi) (nella foto con l’ordinanza di sfratto. Giuseppe Bucciaglia  é morto il 5 febbraio 2008, dopo che si era dato fuoco il 29 gennaio 200 8) ha tra l’altro portato all’attenzione dell’opinione pubblica le diverse modalità con le quali vengono emesse dal Comune di Pignataro Maggiore le ordinanze relative agli alloggi dell’Istituto autonomo case popolari (Iacp). Una vicenda, quelle delle ordinanze comunali, che assume una enorme importanza alla luce del suicidio di Giuseppe Bucciaglia, dalle cui denunce il valoroso pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Luigi Landolfi, trasse gli elementi per iscrivere il sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca (anche capogruppo di An al Consiglio provinciale), nel registro degli indagati con le accuse di corruzione, due episodi di violazione della legge elettorale e falso. Come è noto, il sindaco Magliocca, con ordinanza numero 99 del 3 luglio 2007, ingiunse a Giuseppe Bucciaglia di lasciare l’appartamento dello Iacp che aveva occupato abusivamente, sottolineando tra l’altro che l’assistente sociale del Comune “è incaricata di assicurare il ricovero dei figli del Signor Bucciaglia (…) presso idonee strutture preventivamente all’uopo contattate”. Sempre nel mese di luglio 2007, giorno 25, il sindaco con ordinanza numero 121 revocò la propria precedente ordinanza numero 95 del 14 giugno 2007 a carico del Signor Antonio Putrella per dichiararne la decadenza dal diritto di assegnazione di un alloggio dello Iacp. Molto interessante la motivazione della revoca dell’ordinanza numero 95 (a carico di Antonio Petrella), per autotutela: “Visto l’articolo 107 del Decreto legislativo 267/00 ai sensi del quale negli Enti locali vige il principio generale di separazione tra i poteri di indirizzo e controllo politico amministrativo, spettanti agli organi di governo, e quelli di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica, di pertinenza dei Dirigenti; richiamato il comma 5 del sopracitato articolo 107 secondo il quale, dalla data di entrata in vigore del testo unico 267/2000, le disposizioni che conferiscono al sindaco l’adozione degli atti di gestione ’si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti; atteso che tale ultima disposizione deve ritenersi applicabile anche alla preesistente Legge regionale numero 18/97 in quanto, ai sensi dell’articolo 10 della legge numero 62/53, le leggi dello Stato contenenti principi fondamentali hanno effetto abrogativo delle leggi regionali non conformi (Consiglio di Stato sezione VI numero 2455/01); che come conseguenza di quanto sopra il provvedimento di decadenza dal diritto di assegnazione di un alloggio Iacp di cui all’ordinanza sindacale numero 95/2007, rientrando negli atti di gestione dell’Ente locale, deve essere adottato dal dirigente”. Lo stesso giorno 25 luglio 2007, con ordinanza numero 122 il responsabile del procedimento, l’ingegnere Girolamo Parente (dirigente dell’ufficio tecnico comunale) dichiarò a sua volta che Antonio Petrella (che si è opposto con un ricorso al Tar, ma questa è un’altra storia) era decaduto dal diritto di assegnazione dell’alloggio Iacp. Un procedimento, quello relativo ad Antonio Petrella, che fa intendere - d’accordo sia il sindaco Giorgio Magliocca sia il dirigente comunale ingegnere Girolamo Parente - che le ordinanze in materia di alloggi Iacp siano di pertinenza del dirigente comunale non dell’esponente politico. Una regola che pare non essere valida - a giudizio dell’Amministrazione pignatarese - per lo sfratto dall’alloggio Iacp nei confronti di Giuseppe Bucciaglia. Nelle carte relative al ricorso al Tar presentato da Bucciaglia, infatti, si fa sempre riferimento all’ordinanza numero 99 del 3 luglio 2007 a firma del sindaco del Comune di Pignataro Maggiore. E con una lettera del 15 gennaio 2008, indirizzata a Bucciaglia e alla prefettura di Caserta, lo stesso sindaco invita e diffida il dipendente comunale a “rilasciare l’alloggio occupato abusivamente in via Rabin di questo Comune, in mancanza si procederà all’esecuzione dell’ordinanza sindacale numero 99 del 3 luglio 2007″. Giorgio Magliocca evidentemente non aveva ravvisato nemmeno una questione di opportunità politica - per non parlare di altro - nell’astenersi dal firmare lettere di sfratto indirizzate a Giuseppe Bucciaglia, grande accusatore dell’esponente di An. In ogni caso il punto centrale della questione è il seguente: le ordinanze per gli alloggi Iacp vanno firmate dal sindaco (come è stato nel caso di Bucciaglia) o dal dirigente comunale ingegnere Girolamo Parente (come è stato nel caso di Petrella)? Di queste manovre quali informazioni arrivarono alla Stazione carabinieri di Pignataro Maggiore e al Comando dei vigili urbani? Il sindaco a chi chiese assistenza per l’eventuale sgombero, previsto per il 4 febbraio 2008, della famiglia Bucciaglia con la forza pubblica? La prefettura in che senso aveva in questo caso eventualmente consigliato Giorgio Magliocca (che sempre fa riferimento, pubblicamente, ad illuminanti consigli prefettizi)? (Comunicato inviato da Comitato anticamorra)
Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d