A Taverna del Re una donna si dà fuoco per protestare contro l’apertura del sito di stoccaggio di ecoballe a Giugliano . Ma dove stiamo andando? Possibile che la vita e la salute del cittadino vale così poco? L’ esasperazione e la SOFFERENZA di questa gente é tale che non sanno più cosa fare per scongiurare la catastrofe perpetrata da politici criminali in carne ed ossa. Agli arresti TUTTI questi MOSTRI! ERGASTOLO a VITA e lavori FORZATI. Chi volta le spalle e tradisce la sua gente non merita di governare un popolo. VERGOGNA!!!

GIUGLIANO (NAPOLI) - Una donna, per protesta, si è data fuoco davanti al cancello posteriore del sito di stoccaggio di Taverna del Re, a Giugliano. La «pasionaria» – che si chiama Lucia De Cicco – non è in gravi condizioni: ustioni di secondo grado al viso, 20 giorni di prognosi. Insieme ad un’altra signora, Carla Ruggiero, leader dell’associazione, «Napoli vive, io la difendo», la donna si era incatenata al cancello minacciando, con una lattina di benzina in mano, di darsi fuoco: gesto che poi ha davvero messo in atto.  Grazie all’intervento degli agenti si è solo sfiorata la tragedia. La donna è ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli. «Mi sono sentita derisa e imbrogliata dallo Stato – ha detto Lucia nel letto di ospedale -. Un funzionario di polizia mi ripeteva in continuazione: “potete stare qui anche dieci giorni, ma le cose non cambieranno“. Perché mi sono data fuoco? Perché è l’unico mezzo per far conoscere la nostra storia, la nostra sofferenza. Le proteste pacifiche non fanno notizia. Alla fine è sempre la violenza che vince». A chi le ricordava le promesse del commissario straordinario, Gianni De Gennaro (solo 5 giorni di sversamento) replicava: «Cinque giorni? È solo l’ennesima bugia». Ne aveva anche per i politici: «Noi stiamo in mezzo ai rifiuti e loro in poltrona».

LA «PASIONARIA» – È una disabile la «pasionaria» che si è data fuoco per chiedere l’immediata chiusura dello stoccaggio delle ecoballe a Taverna del Re. Lucia, quarantasei anni, da inizio settimana non lasciava quasi mai il presidio. «Difendo la salute dei miei due figli», rivendicava. «Sono napoletana, ma abito da 16 anni a Lago Patria e, dalla scorsa estate, vivo in un tanfo insopportabile». Era tra i manifestati caricati dalla polizia a novembre scorso quando le forze dell’ordine tentarono di forzare il blocco per permettere il passaggio di una decina di camion con le ecoballe. Mezzi che occultavano il carico con scritte ed insegne variopinte quanto mendaci: Italian Floor, D-Beer, Millennium. «Eppure noi qui difendiamo anche i poliziotti e le loro famiglie che abitano in questa zona – aveva detto Lucia -. Lo sanno che a pochi metri di qui c’è un allevamento di bufale che produce latte per la mozzarella?».RIAPERTURA – Per far fronte all’emergenza rifiuti in Campania, giovedì sera era stata riaperta la discarica di Taverna del Re. Nel sito, già al centro in passato di forti proteste da parte dei cittadini, saranno stoccate le ecoballe per soli cinque giorni. «Questa decisione è una sconfitta per lo Stato – commenta la De Cicco – Lo Stato smentisce se stesso, ancora una volta. Una scelta inaccettabile, uno schiaffo a tutti quei cittadini che per settimane hanno lottato per vedere chiusa la discarica».

IL SINDACO – «Cittadini esasperati e delusi». Francesco Taglialatela, sindaco di Giugliano, ha così commentato la vicenda di Lucia. «Aver visto disattesi gli impegni e i risultati conseguiti con grande impegno – dice il sindaco – indigna, delude ma esaspera anche la comunità che continua ad essere mortificata da continue aggressioni ambientali. Non siamo convinti che esistano le condizioni per continuare a sversare a Taverna del Re e spero ce lo confermino le autorità sanitarie che abbiamo allertato». Sabato mattina, alle ore 10, Asl e Arpac effettueranno un sopralluogo sulle piazzole del sito di stoccaggio. (Articolo di Fabrizio Geremicca )

Pubblicato da red. prov. Alto Casertano-Matesino & d

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