Marzo 6, 2008
Caivano(Na)- “Olocausto Rifiuti”. Un prete: don Maurizio Patriciello che ha avuto il coraggio di parlare
Posted by ufficistampa under Ambiente, Appelli e notizie, Associazionismo Movimenti, Attualità Informazione, Camorra Mafia Ndrangheta, Campania, Cronaca, Degrado e scempio ambientale, Difesa del cittadino, Diritti, Diritti violati violenze dittature, Governo Italiano, Guardia Sanframondi(Bn), Napoli e provincia, Rifiuti, Salute Medicina, San Salvatore Telesino (Bn), Sannio - Benevento e prov, Società civile, Speciale Emergenza rifiuti Campania Caserta Napoli &, Storie & dintorni | Tag: assise napoli, attacco alla vita, atto gravissimo e illegale, avvenire, caivano, carlo iannello, comitati civici San Salvatore Telesino, contrade benevento, difesa ambiente, discarica, don maurizio patriciello prete coraggio, ecoballe, emergenza rifiuti, fermate il mostro, guardia sanframondi, lucia de cicco donna data alle fiamme per protesta, maria pia cutillo comitato, no a termovalorizzatore, olocausto rifiuti, oltraggio al diritto cittadino, ordinanza approvata da governo prodi, rifiuti ed inceneritori, salvaguardia del creato, serena romano, silvana donna di napoli che ha abortito, termodistruttori, violazione dei diritti umani |
Un prete CORAGGIO, “Don Maurizio Patriciello” della parrocchia di Caivano(Na), che conosce la realtà che ha spinto Lucia a darsi fuoco; un docente di Diritto Pubblico, Carlo Iannello anche membro delle Assise di palazzo Marigliano, che rivela l’ennesimo oltraggio al Diritto perpetrato dalla politica italiana in questi giorni: due azioni apparantemente distinte ma in realtà collegate come si evince dall’articolo di Serena Romano frutto della collaborazione tra Il Coordinamento delle contrade di Benevento e le Assise della città di Napoli, riportato in parte qui di seguito.
OLOCAUSTO RIFIUTI - sesta puntata
CAIVANO(NA)-Marzo 4, 2008 di laveritadellecontrade ECCO CHI HA ACCESO IL FUOCO CHE HA BRUCIATO LUCIA
“Due donne napoletane sono finite sui giornali in questi giorni: Silvana e Lucia. La prima per aver subito un aborto terapeutico che ha attirato l’attenzione della polizia; l’altra (nella foto in alto) perché si è data fuoco mentre, esasperata, protestava per le immondizie di cui continuano a riempire il suo paese. Due donne, due storie, due drammi… La prima ha richiamato l’attenzione di tante altre che hanno manifestato a suo favore… Per la seconda, invece, nessun corteo, slogan, striscione. Noi vorremmo, oggi, guardare alla seconda, essendoci già occupati della prima”. Questo è l’inizio di un articolo (che puoi continuare a leggere nella pagina “Verità rifiuti”) scritto da un prete, Maurizio Patriciello, della parrocchia di San Ciro a Caivano. E’ apparso sull’Avvenire di domenica scorsa. Considerato il pulpito dal quale viene la predica la sua matrice non può essere definita estremistica, politica, camorristica, affaristica. Per questo - ma non solo per questo - l’articolo va letto. Perché ciò che descrive padre Patriciello dalla trincea dei rifiuti è ciò che gran parte dell’opinione pubblica non sa e che invece deve sapere: “…anche se non è una colpa non comprendere che significa abitare a Giugliano e dintorni. Non è una colpa perché è davvero difficile immaginare che cosa siano stati capaci di fare, in Campania, la superficialità, l’incompetenza e l’imbroglio”. E la gente lo deve sapere perché il mondo della politica, indaffarato a prepararsi per la grande parata elettorale, non vuole che si sappia che la grande abbuffata dell’emergenza è pronta a continuare. Che si vuole salvare la forma - si vuol far credere, cioè, di essere a posto con la legge - ma non la sostanza: cioè la salute dei cittadini. E’ appena uscita, infatti, la notizia che le ecoballe - unanimemente riconosciute “non eco” perché miscela pericolosa di ogni genere di rifiuti e come tali non combustibili senza rischi - sono improvvisamente diventate perfettamente ecologiche per decreto governativo. Come una bacchetta magica, infatti, un’ordinanza approvata dal governo Prodi a fine febbraio ha fatto il miracolo. Che significa in pratica quest’ultima “trovata”? “Che come spesso accade in Italia, quando si scopre una fonte di inquinamento, anziché bloccarla e provvedere alla bonifica, si modificano i limiti o i parametri di legge: per cui, ciò che un attimo prima inquinava, per disposizione politica - spesso anche senza fondamento scientifico - un attimo dopo non inquina più”, spiega Carlo Iannello, docente di Diritto Pubblico alla Seconda Facoltà di Napoli e membro del Comitato scientifico delle Assise di Palazzo Marigliano. Un atto gravissimo, dunque, sul piano del diritto, della legalità, e addirittura su quello finanziario, come spiega ancora Iannello: “Primo aspetto inaccettabile, è che, in barba al diritto pubblico, questa decisione è stata presa da un presidente del Consiglio dimissionario, con un atto monocratico. Secondo, che è stata sfruttata una normativa sull’emergenza che non ha niente a che vedere con l’emergenza: l’attuale emergenza napoletana per la quale è stato mobilitato De Gennaro, infatti, è quella dei sacchetti di immondizia per le strade e non delle ecoballe da bruciare in futuro, non prima di un anno. Terzo, questa ordinanza finisce di fatto solo per trasformare milioni di ecoballe inutilizzabili e senza valore, in materia “combustibile” da spendere sul mercato e da cui trarre profitto”. Insomma, l’abboffata continua. E ogni giorno con una nuova pietanza: è di ieri la notizia che il governo ha varato un finanziamento di 75 milioni di euro per l’inceneritore di Salerno. ( 6° puntata - continua )
-Leggi puntate precendeti articolo(clicca sulla scritta di seguito): “La verità delle contrade”
-Leggi anche: “L’AMORE PER LA CAMPANIA CI FA SCENDERE IN CAMPO” . I cumuli fumanti e velenosi gridano al cielo la nostra rabbia (di DON MAURIZIO PATRICIELLO). Stavolta l’abbiamo combinata grossa!
(Comunicato inviato da Maria Pia Cutillo per Comitato civico San Salvatore Telesino e Guardia SanFramondi contro termovalorizzatore )
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d“
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