Dal Coordinamento provinciale dei Comitati per la salute e l’Ambiente sanniti, riceviamo e pubblichiamo: Rifiuti: il ‘Piano Possibile e Necessario’
San Salvatore Telesino (Bn)- Un’ altra politica è possibile, anzi: doverosa. Anche per la gestione dei rifiuti. Quasi tre lustri di gestione commissariale, extralegale, emergenziale e criminogena, hanno prodotto il disastro che tutti possono vedere, oltre ad incalcolabili introiti per chi su quel disastro ha speculato. Un cambiamento di rotta si impone, anche nella nostra provincia. Per questo, il Coordinamento dei Comitati Civici del Sannio per la Tutela della Salute e dell’Ambiente ha presentato alla Provincia di Benevento il proprio ‘contropiano’ sui rifiuti. Abbiamo in questo modo raccolto l’invito rivolto dal presidente uscente Nardone, al momento dell’ approvazione del piano provinciale, a che cittadini e comitati si esprimessero sulla proposta approvata dall’Ente. Non senza rilevare, naturalmente, il carattere specioso e tardivo di tale invito. A norma di legge e, se ancora ha diritto di cittadinanza nella società italiana, di buon senso, quell’invito andava rivolto prima, nella fase di elaborazione del piano, e non a cose fatte. Così, abbiamo scelto di non limitarci a muovere qualche rilievo isolato ad un documento preconfezionato, ma di presentarne uno radicalmente alternativo, fatto di proposte politiche basate su solide
analisi tecniche. Il nostro ‘Piano Possibile e Necessario’ parte da un’esigenza imprescindibile: partecipazione per la salvaguardia del territorio, nostro bene primario. Le cittadine ed i cittadini riuniti nei comitati rivendicano il diritto di partecipare all’elaborazione delle politiche dal forte impatto ambientale e di controllarne l’attuazione. La partecipazione è il presupposto necessario per la responsabilizzazione delle popolazioni. Discriminante del nostro progetto è il rifiuto dell’ideologia dell’incenerimento, perché antieconomica, dannosa per la salute, devastante per l’ambiente, nonché considerata ormai obsoleta in tutto il mondo industrializzato. Da ciò scaturisce la nostra opposizione anche a progetti di impianti-Inceneritori come la Dissociazione Molecolare, deliberata in Consiglio Provinciale, o a progetti di impianti di Ossidodistruzione, inutili in quanto produttori di combustibili che non trovano collocazione in un semplice piano dello smaltimento dei rifiuti basato sulla più logica, conveniente ed ecologica Raccolta Differenziata. Una seria politica di gestione dei rifiuti deve prenderne in considerazione l’intero ciclo, a cominciare dal momento della produzione dei beni: ridurre a monte quello che dovrà essere smaltito a valle. E’ vero che ciò appartiene maggiormente ad un discorso sulla produzione industriale: ma è anche vero che le amministrazioni locali dovrebbero adottare una serie di provvedimenti di forte impatto, come quello di ridurre l’uso della plastica. E’ possibile e necessario far partire una grande campagna per la raccolta differenziata: che sia fatta seriamente, porta a porta, spinta, capillare. La proponiamo da decenni, e solo adesso che ampie zone della Campania sono letteralmente sommerse dalla spazzatura, le amministrazioni comunali si muovono, spinte in realtà solo dal terrore del commissariamento. Nutriamo il forte sospetto che questo attivismo di facciata nasconda in realtà il preciso proposito di farla fallire, per imporre a popolazioni allo stremo tecniche di incenerimento che arricchiscono pochi, ed uccidono molti. Da una buona raccolta differenziata discende la possibilità di riciclo e riuso dei materiali ’scartati’. Con le tecnologie di produzione a disposizione, la più gran parte dei materiali che oggi vanno a finire nella spazzatura, possono essere recuperati: legno, vetro, carta, etc. Ed anzi, nella nostra regione assistiamo al paradosso di fabbriche che sono costrette ad acquistare all’esterno ed a caro prezzo la plastica, che con disperante insipienza continuiamo ad accumulare in discarica. Ulteriore, e qualificante passaggio il trattamento meccanico biologico a freddo usualmente denominato ” Trattamento TMB” , ampiamente descritto nel Piano da noi consegnato in Provincia. Infine, trattamento industriale del residuo.ormai ridotto ai minimi termini, in impianti chiusi ed ubicati nelle aree PIP (IDEM COME SOPRA) Questi i punti caratterizzanti del ‘Piano Possibile e Necessario’, di cui vi alleghiamo la stesura completa. Sulla questione dei rifiuti, e più in generale su quella ambientale, si gioca il futuro della nostra provincia. Su queste si misurerà la capacità della classe politica di dare risposte concrete ai bisogni della popolazione e del territorio. In questi giorni, desta grande preoccupazione l’incredibile situazione in cui sono venuti a trovarsi gli abitanti di Sant’Arcangelo Trimonte. Come se non bastassero le due discariche che hanno già appestato il loro territorio, essi si trovano infatti ora alle prese con la scellerata decisione del Commissariato per i rifiuti di costruine una terza, che dovrebbe ospitare la sbalorditiva quantità di 900.000 metri cubi di immondizia, in una zona che tutti sanno geologicamente disastrata, con la certezza di inquinamento del sottostante fiume Calore e, quindi, di disastro ambientale per tutto il Sannio. Quindi, anche considerando l’imminenza delle elezioni amministrative e politiche, non possiamo non rivolgere una semplice domanda ai candidati ed ai loro partiti: quale futuro avete in mente per il Sannio? Quali interessi sceglierete di rappresentare? Pensate di ridurre le zone interne della Campania ad un’immensa discarica a disposizione delle zone metropolitane costiere, o non ritenete, come noi, che sia più giusto e opportuno impegnarvi per proteggere le nostre vere, grandi ricchezze: la terra, l’aria, le valli, i boschi, i fiumi, i monti? Per quali promesse e per quali programmi sull’ambiente dovremmo delegarvi a rappresentarci? (Comunicato inviato da Maria Pia Cutillo, referente Comitati per la salute e l’ambiente sanniti)
Pubblicatod a red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”