SAN NICOLA LA STRADA(Ce) – (di Nunzio De Pinto)Nella cappella del seminario di Caserta, da molti giorni, tre agricoltori della provincia di Caserta fanno lo sciopero della fame. Due uomini ed una donna denunciano in questo modo la crisi del settore agricolo e zootecnico. Le loro aziende sono minacciate da una montagna di debiti, già pregressi,  e le vendite crollano ai minimi storici, sotto il peso dei rifiuti che ammorbano buona parte della nostra regione. Lo scorso 10 marzo, gli agricoltori hanno  incontrato la politica:  Rifondazione Comunista, i Verdi, Alleanza Nazionale,  Forza Italia. “Sono stati presi degli impegni precisi” – ha affermato Anna Miranti, candidata al Senato per la Sinistra Arcobaleno  - “per sollecitare la dichiarazione di uno stato di emergenza, disporre il ricorso a misure straordinarie che consentano di rientrare dai debiti e realizzare un piano di recupero. Il giorno dopo, martedì, nella serata, sono tornata nella cappella del seminario. Avevo ancora nelle orecchie le voci di tutti i partecipanti e nel cervello un turbinio di argomenti: posti di lavoro a rischio, proprietari che perdono le loro terre, debiti dai numeri esorbitanti ma, anche, passione per un mestiere antico e faticoso, amore per i propri animali e la propria terra, prodotti d’eccellenza, fiori all’occhiello delle produzioni nazionali ed  europee.: broccoli, carciofi, frutta ma anche mozzarella, latte… . Ho trovato un clima più sereno, parevano avviate alcune delle soluzioni di cui agli impegni presi il giorno prima e così ho avuto modo di scambiare qualche parola con Antonio, Paola ed Attilio, in tutta semplicità e sincerità. Ne sono uscita più informata su tecniche di produzione, lungaggini  burocratiche, filiere lunghissime che moltiplicano costi (per il produttore)  e ricavi (per gli intermediari) ed altro ancora. Ma è emersa la reale difficoltà che attraversa la nostra società  e “appantana” l’economia della regione: la mancanza di coraggio. Il coraggio di cambiare programma di sviluppo quando quello intrapreso si rivela perdente, diseconomico” – ha sottolineato l’esponente di rifondazione comunista – “Il coraggio di dire no all’ennesimo aiuto finanziario e pretendere, a lato, un progetto vero ed a lungo termine. Un coraggio che si può trovare se nessuno viene lasciato solo nella sua difficoltà. Un coraggio che reclama un’ informazione corretta, al servizio di tutti e non solo di quelle lobby che riescono a farci ingollare una qualsiasi merendina di un qualunque produttore, da chissà quale latitudine a scapito di quei prodotti (e sono tanti) che vengono coltivati nelle nostre terre ancora sane”. (Articolo a cura del giornalista Nunzio De Pinto)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”