Pastorano(Ce)- (di Giuseppe Messina- nella foto insieme ai comitati ambientalisti dell’ agro caleno nell’ultima menifestazione contro i rifiuti svoltasi a Pastorano il 16 Marzo 2008. Autore foto: Andrea Pioltini fotoreporter)-Pastorano come Lo Uttaro: ancora una volta la Magistratura ferma il tentativo di disastro ambientale e la distruzione dell’agricoltura e della zootecnia casertana. Con una fulminea sentenza il TAR Campania, prima sezione, presidente dr. Antonio Guida, ha accolto il ricorso presentato da numerosi coltivatori e allevatori bufalini di Pastorano, difesi dall’avv. Pietro Romano di Caserta, ha annullato ogni atto che avrebbe trasformato una fondamentale area vocata all’agricoltura e alla zootecnia in uno stabilimento per la lavorazione di rifiuti tossici e nocivi. Addirittura la costituzione in giudizio della Regione Campania non è stata ammessa dai giudici napoletani. I fatti. La ditta Esogest Ambiente S.r.l. con una serie di atti “miracolosi” del comune, della Provincia e della Regione (ora tutti annullati) aveva ottenuto l’autorizzazione per realizzare su un terreno della curia di Capua e da una precedente autorizzazione per un’industria che avrebbe dovuto fabbricare pannelli fotovoltaici, ad un impianto complesso per lo stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali. Ancora una volta le istituzioni locali – comune di Pastorano, Provincia di Caserta e Regione Campania per gli atti, pareri e valutazioni ritenute illegittime dal TAR e quindi nulli. L’impianto della Esogest che avrebbe lavorato i rifiuti industriali provenienti da ogni parte, dunque, non si farà. L’agricoltura e la zootecnia, prime vittime delle attività illecite, degli inquinamenti diffusi, della mancata programmazione o di scelte sbagliate, questa volta, insieme alla società civile, agli ambientalisti e di tutti quelli che vogliono il bene comune di questa povera terra, possono gioire e sperare. Gioire perché un danno si è evitato. Sperare perché le istituzioni ma anche gli imprenditori capiscano che la società civile non è più disposta a tollerare abusi, illegalità e violenze all’ambiente e alle risorse senza pagarne lo scotto. Chi sbaglia dovrà pagare ed ora sulla vicenda Esogest si aprirà l’accertamento sulle responsabilità penali e dove omissioni, abusi e quant’altro hanno consentito di passare senza colpo ferire da un’industria a nullo impatto ambientale (costruzione di pannelli fotovoltaici) a industria dei rifiuti tossici e nocivi. Ci si aspetta soprattutto una riflessione su quello che è accaduto e scelte consequenziali: le aree di produzione della mozzarella e dell’ortofrutta casertana devono essere salvaguardate, per la nostra salute e per l’economia di Terra di Lavoro, dove il settore agricolo contribuisce per oltre il 60% a formare la ricchezza di questa provincia. La vicenda diossina è una tragica conseguenza delle mancate scelte di politica economica e di mancato controllo del territorio. E’ bene che si ascolti chi protesta e propone o chi è costretto a fare lo sciopero della fame per far cogliere l’attenzione dei decisori politici e dell’opinione pubblica sui veri problemi di questa provincia: illegalità diffusa e mancanza di una progettualità – circa il futuro del territorio, di uno sviluppo locale ecosostenibile e dei suoi cittadini – che stanno mettendo in ginocchio l’intera economia. La cosiddetta emergenza rifiuti è concreta emergenza democratica e istituzionale. Non si può aspettare il prossimo governo e le promesse di sempre. La situazione emergenziale impone atti e azioni immediate da parte delle istituzioni locali. Occorrono segnali visibili ora ad iniziare dalla Provincia che deve proporre un piano provinciale del ciclo dei rifiuti e di atti che salvaguardino ora per il futuro l’agricoltura e la zootecnia casertana, nonché provvedimenti urgenti e definitivi che allontani la presenza di funzionari e consulenti che non fanno l’interesse pubblico o che si sono dimostrati largamente incapaci. Così come il comune di Pastorano dovrà modificare la delibera di indirizzo del nuovo piano regolatore generale (PUC) affinché le uniche industrie che si potranno insediare nel territorio comunale dovranno essere indissolubilmente legate alle produzioni agro-zootecniche del territorio in una visione di sviluppo ecosostenibile sul piano ambientale. Caserta, 21 marzo 2008 (Articolo dal dott. Giuseppe Messina – Legambiente)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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