Anche la Campania sta subendo un atroce martirio: quello del flagello dei rifiuti. (nella foto:
una pecora morta per diossina. Cliccare sull’immagine per ingrandire) Tra i messaggi pasquali ricevuti in questi giorni, ne riportiamo uno che ci ha colpito in maniera particolare, che mostra tutta la drammaticità e la sofferenza del popolo campano che sta subendo un attacco alla vita e alla dignità umana. Il messaggio é stato scritto dal dott. Gennaro Esposito Specialista neurologo, psichiatra e psicoterapeuta, Dirigente Medico psichiatra ASL NA4 e Presidente dell’Associazione Assocampaniafelix di Nola(Na). Nel messaggio d’implorazione si legge così nel titolo: “GESU’ E’ RISORTO, LA CAMPANIA AFFOSSA“! Segue poi il corpo del messaggio: “GESU’ SALVACI! RISORGI PER QUESTA TERRA! PERDONA LORO CHE CI VIOLENTANO! BUONA PASQUA”! Chi ha orecchi per intendere intenda…(Per saperne di più, clicca quì e poi leggi: )
Da Castel Gandolfo, dove si e’ recato per una settimana di riposo, il Papa ricorda la Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri, che ricorre proprio oggi, ed invita i cristiani a testimoniare in modo sempre più coraggioso la fede e la speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore.
Roma (AsiaNews) – Alla luce della Risurrezione di Cristo “acquista particolare valore il ricordo e la preghiera per i missionari martiri caduti durante il 2007 mentre svolgevano il loro servizio missionario. E’ un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa ed uno stimolo per ciascuno di noi”. Lo ha detto oggi Benedetto XVI dopo la recita del Regina Caelis, in occasione dell’annuale Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri. Questa ricorre proprio oggi, in occasione dell’anniversario del martirio di mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador. La Giornata, di solito dedicata alla preghiera ed al digiuno, cade nel primo giorno dopo Pasqua. Il Papa, molto spiritosamente, ha consigliato visto il clima di festa, a non digiunare ma a pregare: “Ricordare e pregare, forse non digiunare, per questi nostri fratelli e sorelle – vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – caduti lungo il 2007, mentre svolgevano il loro servizio missionario è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore”. Prima della preghiera, che sostituisce l’Angelus nel tempo pasquale, il Papa ha ricordato che “nella solenne Veglia pasquale è tornato a risuonare, dopo i giorni della Quaresima, il canto dell’Alleluia, parola ebraica universalmente nota, che significa “Lodate il Signore”. Nei giorni del tempo pasquale questo invito alla lode rimbalza di bocca in bocca, di cuore in cuore. Riecheggia a partire da un avvenimento assolutamente nuovo: la morte e risurrezione di Cristo. L’alleluia è sbocciato nei cuori dei primi discepoli e discepole di Gesù in quel mattino di Pasqua, a Gerusalemme” Da quella stessa esperienza, riprende Benedetto XVI, “deriva anche la preghiera che noi recitiamo quest’oggi e ogni giorno del tempo pasquale al posto dell’Angelus: l’antifona mariana Regina Caeli. Il testo è breve e ha la forma diretta di un annuncio: è come una nuova “annunciazione” a Maria, fatta questa volta non da un angelo, ma dai cristiani che invitano la Madre a rallegrarsi perché il suo Figlio, da lei portato nel grembo, è risorto come aveva promesso”. E’ auspicabile, continua il Papa, “che l’alleluia pasquale si imprima profondamente anche in noi, così che non sia soltanto una parola, ma l’espressione della nostra stessa vita: l’esistenza di persone che invitano tutti a lodare il Signore e lo fanno con il loro comportamento da “risorti”. “Prega il Signore per noi”, diciamo a Maria, affinché Colui che, nella risurrezione del suo Figlio, ha ridato la gioia al mondo intero, ci conceda di godere di questa gioia ora e nella vita senza fine”. In conclusione, Benedetto XVI ha ricordato la Giornata Mondiale per la Lotta contro la Tubercolosi e si e’ detto “particolarmente vicino ai malati e alle loro famiglie. Auspico che cresca l’impegno a livello mondiale per debellare questo flagello. Il mio appello si rivolge soprattutto alle istituzioni cattoliche, affinché quanti soffrono possano riconoscere, attraverso la loro opera, il Signore Risorto che dona ad essi guarigione, conforto e pace”. (AsiaNews)
(Articolo 2) Dedicata a sacerdoti, religiosi e seminaristi uccisi per odio della fede o che si sono sacrificati per gli altri, sarà celebrata il 24 marzo (di Federica Cifelli)
È morta tra le fiamme del “suo” ospedale per malati di Aids a 30 chilometri da Dundee (Sudafrica) suor Anne Thole, 35 anni, nata in Swaziland e cresciuta in Sudafrica. L’unica religiosa deceduta in maniera violenta nel 2007. Caduta non per mano dell’uomo ma per la fedeltà alla sua scelta di amore e di servizio. Dopo aver messo in salvo 5 persone dall’incendio che stava devastando la struttura, ha voluto tornare indietro per portare fuori anche le ultime tre. «Possiamo ancora salvarne qualcuno». Sono state queste le sue ultime parole. Era il 1° aprile: Domenica delle Palme. Per suor Anne e per gli altri 20 missionari – sacerdoti, religiosi e seminaristi – uccisi «per odio alla fede» o che hanno sacrificato la propria vita per gli altri nel corso del 2007 si pregherà lunedì 24 marzo, XVI Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, in tutte le Chiese locali. «Versato per voi e per tutti»: il tema scelto per la Giornata è di per sé un invito a «partecipare alla vita del Signore», si legge nel sussidio pubblicato dalle Pontificie Opere missionarie e disponibile anche on line all’indirizzo www.operemissionarie.it Al dono del sangue di Cristo, «che è per tutti e che supera il tempo e lo spazio», partecipano in modo reale i missionari martiri. Trasformando la croce in benedizione, per tutta l’umanità. È accaduto lo scorso anno in Asia, bagnata dal sangue di 4 sacerdoti, 3 diaconi e un seminarista; in America, dove sono stati uccisi 6 sacerdoti e un religioso; in Africa, con la morte violenta di 3 sacerdoti e una religiosa; e infine anche in Europa, dove i sacerdoti uccisi sono stati 2. Un elenco stilato come ogni anno dall’agenzia di informazione Fides, al quale vanno aggiunti i tanti uomini e donne di cui forse non si avrà mai notizia, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano anche con la vita la loro fede in Cristo. Sono dedicate a loro le proposte di veglia e adorazione eucaristica contenute nel sussidio delle Pontificie Opere Missionarie. A quel mosaico fatto di volti e storie che incarnano l’annuncio della fede in una carità operosa. Spunti di preghiera ma anche iniziative concrete indirizzate alle comunità, alle famiglie, agli ammalati e ai giovani, ai quali viene proposta, tra l’altro, anche l’esperienza della donazione del sangue. Segno concreto di questa Giornata, il progetto di solidarietà a cui saranno dedicate le offerte raccolte: la ricostruzione e l’allestimento di un centro pastorale per bambini, adolescenti e giovani in Iraq.(Fonte RomaSette)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”