Italia-(Storia a cura di Giovanni Lafirenze) Caro amico, sono le cinque del mattino, il cielo è carico di stelle e alla guida della tua auto impieghi il solito percorso, che tra qualche ora ti condurrà alla meta. All’improvviso odi un segnale acustico. Lo specchietto retrovisore riflette la classica luce azzurra, rallenti e accosti l’auto, permettendo al mezzo di superarti agevolmente, li riconosci, sono i Vigili del Fuoco della tua città. Un pensiero penetra la mente e ti devasta la coscienza. Riapri le drammatiche immagini dell’undici settembre 2001. “Persone che preferiscono volare verso una morte tragicamente più serena”. Rigeneri le figure, i volti dei Vigili entrare in quella torre, avvolta dal baratro di “Persefone”. Leggi nei loro sguardi, la convinzione, di “salvare l’impossibile”. La torre collassa e Nostro Signore, raccoglie i suoi …fiori. E’ quasi l’alba, le stelle scomparse, sono sostituite da timidi raggi solari, ma sei sgomento. Ti torna in
mente: “Quel compagno di scuola, Vigile del Fuoco in un’altra città”. Non solo, la memoria partorisce reminescenze dal passato: “Eri un bimbo”, la sorella di tuo nonno ti raccontava del marito pompiere e delle missioni nel 1944, quando la sua squadra si confrontava con le atroci fiamme della guerra, mentre dal cielo continuavano a piovere ordigni”. Molti di loro, restavano immolati tra le esplosioni delle bombe d’aereo. I ricordi lasciano scivolare i propri pensieri: “La sera del nove ottobre 1963, in provincia di Belluno, alle ore 22:40, la diga costruita sul torrente Vaiont a causa di una frana dal Monte Toc, produce una terribile ondata alta quasi 200 metri. Questa travolge e distrugge i paesi della valle”. È vero, volontari di tutta Italia e non solo, si adoperano a sostegno del dramma: ma a coordinare le operazioni ci sono sempre loro i Vigili del Fuoco, che lavorano senza sosta per 72 giorni. Il sole all’orizzonte indica nuova vita. La tua emozione impone la mente a concentrarsi sulla scena di qualche ora prima: rivedi il mezzo dei Vigili del Fuoco, al tuo fianco e poi scomparire nell’oscurità. Il vortice dei ricordi ti trascina a Firenze, (4 novembre del 1966), il centro storico è semisommerso dalle acque dell’Arno e numerose squadre di volontari, coordinate dai Vigili del Fuoco si adoperano in difesa dei cittadini fiorentini. Ancora: in Friuli, per via del gravissimo sisma del 1976, o la domenica sera del 23 novembre 1980 quando in Irpinia alle ore 19:30 un tragico terremoto colpisce un’area tra Benevento Avellino e Napoli. Amico mio ormai è giorno, sei giunto a destinazione, lentamente accosti l’auto all’interno del cortile aziendale. Ma una traccia della memoria
ruota la tua mente. Questa, riflette immagini dei numerosi volontari impegnati nel Comune di Sant’Angelo dei Lombardi. Vedi quel che resta dell’ospedale cittadino, mentre i Vigili del Fuoco predispongono operazioni di recupero riuscendo a donare scampo e vita a numerosi martiri d’ogni età, intrappolati e persi sotto le macerie dell’ex struttura sanitaria. Non è finita: la giostra dei ricordi, tra passato e presente proietta la tua ragione, tra Marche ed Umbria, (26 settembre 1997) al fianco del Corpo Antincendio, mentre aiuta ed assiste le popolazioni vittime del sisma. Hai già parcheggiato l’automobile, intanto ti avvii verso l’ufficio, ma sei investito da uno strano senso di colpa, la
coscienza rimorde l’animo, presentandoti un tremendo bilancio morale da riequilibrare: “L’insensibilità del tuo ieri”. In pochi attimi una metamorfosi ti completa e all’improvviso ritieni giunto il momento di rivalutare in giusta misura quest’eroica figura professionale. Riconosci il valore umano di quelle “divise”. Un imprevedibile eco del passato, si presenta attraverso una flebile vocina, è quella d’Alfredino, il bimbo precipitato in un pozzo nei pressi di Frascati. Rinnovi l’immagine del Vigile “Marco Mulinelli“, intenzionato a dialogare col piccolo. E’ un attimo. Sei confuso. Hai “risorto” il nobile e il grandioso valore di queste anime giallo/verdi. Il cuore ribolle, gli occhi s’arrossano e intanto inumidiscono le tue guance. “Tranquillo amico mio, questa è una storia che in futuro qualcuno sarà capace di…riscrivere”. (articolo a cura di Giovanni Lafirenze)* (La foto 1 in alto é a cura di Michele Oggiano, vigili del fuoco)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
Attenzione: Per la diffusione e la pubblicazione degli articoli pubblicati sul nostro portale provinciale, riportare in chiaro tutte le fonti, compresa quella del portale. Pena la violazione dei diritti d’autore.