Uno TSUNAMI si abbatte sulla sinistra
ROMA (15 aprile 2008) – Il Popolo delle libertà di Silvio Berlusconi ha stravinto le elezioni, sia
alla Camera sia al Senato, dove si temeva un pareggio che è in realtà rimasto molto lontanto. Il distacco tra il centrodestra e il centrosinistra, infatti, alla fine è stato di quasi nove punti in tutti e due i rami del Parlamento. Alla Camera, Pdl, Lega e Mpa ottengono insieme il 46,7% (con la Lega Nord di Umberto Bossi che arriva oltre l’8%) contro il 37,6% di Pd e Italia dei valori. Al Senato, dove si temeva il pareggio, Berlusconi dovrebbe avere circa 30 seggi di maggioranza. Tra i piccoli entra a Montecitorio solo l’Unione di centro di Pier Ferdinando Casini, con il 5,6%. Tutti gli altri fanno un bagno e restano lontanissimi dal quorum del 4% alla Camera, mentre si può parlare di un miraggio per quanto riguarda lo sbarramento dell’8% al Senato. La Sinistra arcobaleno di Fausto Bertinotti, il presidente della Camera uscente e candidato premier, supera di poco il 3%, mentre la Destra di Daniela Santanchè e Francesco Storace è sotto il 2,5%. Molto male anche i socialisti di Enrico Boselli sotto l’1%. Il candidato premier della Sinistra arcobaleno Fausto Bertinotti e il leader dei socialisti Enrico Boselli hanno annunciato la loro uscita di scena dopo la sonora sconfitta riportata dai loro rispettivi partiti. Il Partito democratico alla fine, nella nottata, con l’avanzare dei dati usciti dalle urne, ha fallito anche il “premio di consolazione” di partito di maggioranza relativa. ”Sono commosso per il risultato elettorale”, ha detto il vincitore della tornata elettorale Silvio Berlusconi, che ha anche annunciato di avere già in mente la sua squadra di governo che sarà composta da 12 ministri. ROMA (15 aprile 2008) – Il leader dell’Unione di centro Pier Ferdinando Casini è l’unico, tra i
piccoli partiti, ad avere saltato lo sbarramento del 4% alla Camera, con il 5,6% porta a casa 34 deputati, e in Sicilia, con l’8,7%, ottiene tre senatori a Palazzo Madama. L’ex presidente della Camera, contento per il risultato ottenuto, ha premesso che non voterà la fiducia al governo di Silvio Berlusconi, come promesso agli elettori, ma che valuterà di volta in volta ciò che farà l’esecutivo. “Se si presenteranno i provvedimenti da noi ritenuti opportuni, li sosterremo in parlamento perché questo è il modo nostro di fare opposizione. Tante cose che ha detto Berlusconi in campagna elettorale ci trovano d’accordo”. Udc a parte per gli altri piccoli che si presentavano alla tornata elettorale è stato un disastro, peggio: uno tsunami. La sconfitta più bruciante arriva per la Sinistra arcobaleno. Il presidente della Camera Fausto Bertinotti e candidato premier di Sa arriva appena al 3% e resta fuori da Montecitorio. Stessa sorte, ovviamente, tra gli altri, per il verde Alfonso Pecoraro Scanio, per il capo della Sinistra democratica Fabio Mussi, per il segretario di Rifondazione Franco Giordano, mentre il comunista Oliviero Diliberto si era già fatto da parte per fare posto all’operaio della Tyssenkrupp Ciro Argentino, fuori anche lui. Un bagno anche per i socialisti di Enrico Boselli, ridotti allo zero e virgola, con il segretario dimissionario. Anche La Destra di Daniela Santanché, seppure superi il 2%, non porta nessun parlamentare.(Fonte: 4 ninuti)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”