Caserta-(di Pasquale Iorio) In questi giorni sulla stampa locale si è animato il dibattito -con interviste, commenti e dichiarazioni – sui risultati alle elezioni politiche, che anche nella nostra provincia hanno punito le forze del Partito Democratico e della sinistra, a vantaggio del centro destra.
Pur comprendendo l’amarezza e la dura condanna verso un sistema elettorale che rischia di schiacciare ogni forma di partecipazione attiva, non condivido le posizioni estreme (quasi una forma di “antipolitica”) espresse da alcuni autorevoli esponenti del mondo della cultura e dell’ associazionismo  cattolico. Infatti, considero la rinuncia al voto come un atto di protesta sterile ed un messaggio pericoloso per la vita civile e democratica. In una democrazia il voto rappresenta comunque uno strumento di partecipazione e di cittadinanza attiva. Non esercitarlo significa togliere alle persone un diritto/dovere sancito dalla nostra Costituzione, come prima regola e valore basilare per ogni cittadino. Nello stesso tempo trovo giuste tutte le osservazioni critiche rivolte nei confronti di quelle forze (come il PD e la sinistra arcobaleno) che governano le istituzioni locali. Finora è mancato un radicamento nel territorio; non emergono programmi e progetti per cambiare e innovare l’economia e la società. A questo punto è necessario da parte di tutti uno scatto di umiltà e di ricerca autocritica. Continuo a pensare che anche nel Mezzogiorno ed in Terra di Lavoro si può rilanciare una politica fatta di valori e di contenuti, di proposte e di progetti per il raggiungimento del bene comune . Bisogna mettersi all’opera innanzitutto con il contributo e con l’intelligenza di tante persone del mondo della cultura e dell’università, del lavoro e delle imprese, delle competenze e delle professionalità. I partiti devono aprirsi alle forze più attive della società, in primo luogo al mondo dell’associazionismo e del volontariato (laico e cattolico), che è presente ed attivo in tanti settori e realtà locali. Per quanto riguarda il PD (nel quale continuo a militare), auspico che a partire dalla prossima riunione dell’esecutivo provinciale venga fuori un programma di lavoro per organizzare la rete dei circoli e delle strutture organizzative in tutto il territorio (non serve a nessuno un partito del leader senza collegialità e senza basi sociali). L’altra strada da percorrere è quella di promuovere iniziative su contenuti e progetti, a partire dalla promozione di aree tematiche aperte al contributo di competenze su temi fondamentali per lo sviluppo (dall’ambiente ai beni culturali, dal lavoro alle imprese,dalla sanità ai trasporti, dai giovani alle politiche sociali).  In questo senso, insieme con altre persone del mondo della scuola e della formazione, abbiamo avviato la costruzione dell’area tematica del sapere (allo stato l’unica presente sul sito casertano). Di questi temi nella campagna elettorale si è parlato molto poco, sono rimasti del tutto marginali (tranne qualche iniziativa sporadica). Invece bisogna recuperare -soprattutto nel Sud – la consapevolezza che solo investendo nel sapere e nella conoscenza si possono creare le condizioni per ridare una speranza ed un futuro ai giovani, alla vera ricchezza che è costituita dal “capitale umano e sociale” dei nostri territori. Il ruolo delle scuole autonome e delle università deve diventare strategico per ogni progetto di sviluppo e di innovazione (in tal va accolto l’accorato appello lanciato su un quotidiano dal preside Nicola Melone ). Con questa Area Tematica cercheremo di rilanciare delle proposte ed un piano di lavoro per porre al centro alcune priorità: la formazione permanente (a breve si insedierà a Caserta la prima conferenza provinciale dell’EDA); l’educazione per la cittadinanza e la cultura della legalità (in primo luogo come contrasto all’evasione scolastica); la formazione tecnico superiore e la diffusione di una cultura scientifica; il ruolo dei centri di competenza e di ricerca per nuova occupazione; un osservatorio per i patti formativi locali e per la formazione continua. Con l’iniziativa e con il lavoro concreto – speriamo anche negli altri settori strategici – si può dare un senso alla “politica” come costruzione di una partecipazione attiva alla vita civile ed istituzionale, come valore fondante di una democrazia fatta di diritti e tutele, di eguaglianza, di solidarietà e di sussidiarietà, capace di tenere insieme processi di innovazione e di coesione sociale nelle politiche territoriali di sviluppo. (Articolo di Pasquale Iorio CGIL Campania )
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”