Aprile 22, 2008
Caserta- “Responsabilità” Vescovo Raffaele Nogaro condanna i clan e la Camorra in Campania: Nega ogni forma di amore del prossimo
Posted by ufficistampa under Appelli e notizie, Associazionismo Movimenti, Attualità Informazione, Camorra Mafia Ndrangheta, Campania, Caserta e provincia, Democrazia, Difesa del cittadino, Diritti, Fede Religione Spiritualità, Istituzioni, Legalità antimafia, Movimento per la Pace, Pace Nonviolenza Disarmo Diritti umani, Pace Spiritualità, Personaggi, Spunti per riflettere, Storia cultura, Storie & dintorni | Tag: amore, camorra nega forma di amore verso prossimo, camorra si infiltra nelle istituzioni per gestire tutto, carità, chiesa deve anteporre bisogni della gente a propria aff, chiesa deve esercitare forza istitutrice di etica e civ, chiesa preoccupata solo dai nemici ideologici, chiesa tace per falso amore di pace, degrado, Diritti, don peppe diana prete anticamorra, emarginazione, giustizia, legalità, liberi da potere politici e di casta, lucia villano predidente azione cattolica diocesi caser, mancanza di democrazia nella gestione comunitaria, massoni, messaggio di cristo non può avere vita, Movimento per la Pace, non si può rimanere in disparte, nostre terre prive di progresso senza sviluppo, pace, per amore del mio popolo, precarietà, raffaele nogaro vescovo testimone pace del nostro tempo, ruolo della chiesa, scaricando realtà competente allo stato, se camorra diventa mentalità di polopo, senza preferenze o categorie, servizio incondizionato all'uomo, sottosviluppo sud disoccupazione, vescovo raffaele nogaro condanna camorra campania |Intervento del vescovo di Caserta Raffaele Nogaro (nella foto, autore Andrea Pioltini fotoreporter) sulla presenza della Camorra nel
Casertano e in Campania.
CASERTA - (Di Raffaele Nogaro Vescovo) La camorra, in Campania, impedisce le riforme strutturali, indispensabili per organizzare la speranza del futuro. Procura le dimissioni di ogni imprenditoria intelligente e produttiva.Una politica che crei progetti, stabilisca obiettivi, dia la spinta alla soluzione dei problemi è impensabile. E le dirigenze di ogni tipo confondono facilmente il bene comune con l’interesse privato. Il degrado, il sottosviluppo e la disoccupazione fanno sì che l’emigrazione dei giovani volenterosi sia enorme. I talenti migliori salgono al Nord, privando le nostre terre di quella propulsività, fatta di promozione e di progresso. Ritengo che, in particolare nel Meridione, la Chiesa deve esercitare la sua forza istitutrice di etica e di civiltà. Purtroppo, l’esempio fulgido di un don Peppe Diana, che viene ucciso dopo quel documento salutare: “Per amore del mio popolo non tacerò“, rimane ancora controllato e isolato. Le gerarchie ecclesiastiche sono molto preoccupate di difendersi dai nemici “ideologici”: massoni, comunisti, laicisti di ogni genere, e sottovalutano l’inquinamento morale e civile causato dai poteri illegali. I camorristi, che pure sradicano il Vangelo dal cuore della nostra gente, negando ogni forma di amore del prossimo, diventano facilmente i promotori delle iniziative della ritualità religiose e della collettività. Proteggono un certo ordine stabilito, e quindi vengono corteggiati dalle istituzioni. E per un falso amore di pace, la Chiesa tace. La Chiesa non è mai autoreferenziale. E’ eminentemente servizio del Popolo di Dio. E deve anteporre i bisogni della gente alla propria affermazione. Ora, se si mettono da parte le possibili, contrastanti valutazioni personali, un dato si impone comunque nella sua oggettività: la storia della Campania, come la sua cronaca contemporanea, non si spiega senza tenere nel debito conto l’influenza della Chiesa. Si osserva quindi che le espressioni religiose, soprattutto quelle enfatiche, e la camorra non sono due fenomeni indipendenti. Fortunatamente non si arriva mai alla complicità. Non si può tuttavia rimanere in disparte, scaricando la realtà criminale alla competenza dello Stato. L’esercizio del potere nel mondo della camorra si prefigge l’infiltrazione nelle istituzioni per gestirle in maniera privatistica e clientelare. E se la camorra diventa mentalità di popolo, il messaggio d’amore di Cristo non può avere vita. Per cominciare, nelle parrocchie si devono superare supporti che possono configurarsi come camorristi: gli atteggiamenti autoritari, la violenza di un potere costituito, la precettistica morale imposta come inquisizione delle coscienze, la mancanza di democrazia nella gestione comunitaria, gli accordi unidirezionali che producono i gruppi fra loro conflittuali.La Chiesa, è di tutti, ed è essenziale che si mantenga libera dal potere politico e di casta, e lasci trasparire lo stile di un servizio incondizionato all’uomo, “senza preferenza di persone” o di categorie sociali (Raffaele Nogaro+) . (Inviato dalla vicepresidente dell’ Azione Cattolica diocesi Caserta Lucia Villano)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
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