50 ANNI PER LA MEMORIA E I DIRITTI UMANI. A Roma  25 aprile 2008, anniversario della Liberazione,  apertura nonstop del Museo nazionale storico della Liberazione in via Tasso, dalle ore 9,30 alle ore 19,30 ed il 26 e 27 aprile apertura consueta ore 9,30-12,30. Per raggiungere il Museo: Metro linea A, fermata Manzoni-Museo della Liberazione 00185 ROMA – Via Tasso 145 www.viatasso.eu (Comunicazione del direttore del Museo Antonio Parisella) 

Il presidente della Repubblica Napolitano : «E’ il compito dei giovani di oggi, la storia assegna un compito a ogni generazione»

ROMA «La storia sembra assegnare ad ogni generazione una missione»: quella dei giovani di oggi è di contrastare «i nuovi autoritarismi e integralismi che rappresentano la negazione dei principi e dei valori che ispirarono la lotta per la liberazione».  Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato il 63esimo anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo che cade venerdi 25 aprile. Oggi il capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale i presidenti e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Napolitano ha ricordato che ad ogni generazione corrisponde una missione: «I nostri padri hanno realizzato il sogno dell’Italia unita, la nostra generazione ha sconfitto il nazifascismo e gettate le basi dell’Europa unita fino al superamento della lunga stagione della guerra fredda con l’abbattimento del muro di Berlino». “L’Italia mantenga memoria viva e consapevole” Non si può dimenticare la ricorrenza del 25 aprile, una data che ha un «significato solenne». Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando al Quirinale i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Alla vigilia del 25 aprile, che domani il presidente celebrerà a Roma e, nel pomeriggio, a Genova, Napolitano spiega che «come ho sostenuto anche lo scorso anno a Cefalonia, credo sia importante che gli italiani mantengano costantemente viva la memoria e consapevole la coscienza delle diverse tappe e componenti del processo di maturazione e di lotta che ha condotto il nostro Paese alla liberazione».  La liberazione, infatti, aggiunge Napolitano «non fu soltanto il coronamento di una luminosa rinascita» che era stata sognata durante «tutto lo scuro periodo del nazifascismo e della guerra, ma anche e soprattutto una promessa: la promessa di un’Italia nuova, di una vera costituzione dei cittadini, di una democrazia reale, una promessa di sviluppo economico e sociale per tutto il Paese».(Fonte La Stampa)

 

25 aprile 1945-25 aprile 2007

a cura di Mario Avagliano

http://www.storiaxxisecolo.it/Resistenza/resistenza25aprile2007.htm

Il 25 aprile in tutt’Italia sarà ricordato il 62° anniversario della Liberazione del nostro Paese dagli occupanti nazisti e dal governo fascista di Mussolini. Una pagina importante della storia italiana, che fu scritta grazie ai soldati alleati ma con il contributo determinante degli italiani (i partigiani, i militari, gli internati, i deportati), chiudendo il periodo buio della dittatura e aprendo la strada alla libertà, alla nascita della Repubblica e alla nuova Costituzione. In queste pagine troverete la storia di quel periodo, diversi documenti e testimonianze, gli appelli alla partecipazione da parte delle associazioni della Resistenza.

pallanimred.gif (323 byte) Storia della Liberazione e del 25 aprile Schede storiche, documenti, testimonianze, video, links

pallanimred.gif (323 byte) La manifestazione del 25 aprile a RomaManifestazioni in tutta Italia in occasione del 25 aprile 2007. Per la pace, il rispetto delle regole democratiche e la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza 

pallanimred.gif (323 byte) delle organizzazioni combattentistiche, partigiane e antifascisteL’appello per il 25 aprile 2007

pallanimred.gif (323 byte) La Festa della Liberazione: un momento di esame di coscienza collettivo a cura di Massimo Rendina

pallanimred.gif (323 byte) “Generazione Ribelle”, storia della Resistenza attraverso lettere e diari dei protagonisti

pallanimred.gif (323 byte) Ciampi: “Dalla Costituzione è venuta la rinascita d’Italia” Il discorso dell’ex Presidente della Repubblica a Milano in occasione del 60° anniversario della Liberazione (25 aprile 2005)

pallanimred.gif (323 byte) Ciampi, la storia della Resistenza non si riscrive (la stampa, 26 aprile 2002)

pallanimred.gif (323 byte) Chi vuole cancellare il 25 aprile di Giorgio Bocca (la Repubblica, 23 aprile 2003)

pallanimred.gif (323 byte) La lettera di Fassino a Berlusconi sul 25 aprile (l’Unità, 24 aprile 2003)

pallanimred.gif (323 byte) Il sondaggio di Storia XXIsecolo Il giudizio degli italiani sulla Resistenza

pallanimred.gif (323 byte) Dibattito: la Resistenza è un valore di tutti? Leggi le opinioni dei navigatori ed esprimi il tuo pensiero

pallanimred.gif (323 byte) Il portale web della Resistenza e della guerra di Liberazione La storia della Resistenza regione per regione, all’estero e in Europa, documenti, immagini, approfondimenti, biografie

info.gif (232 byte) Storia e documenti

              Partizan.gif (3053 byte)

pallanimred.gif (323 byte) Documenti della Resistenza

pallanimred.gif (323 byte) Le stragi tedesche nel 43-45

pallanimred.gif (323 byte) Strage di Marzabotto: storia, inchiesta

pallanimred.gif (323 byte) Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

pallanimred.gif (323 byte) Biografie dei partigiani

pallanimred.gif (323 byte) Libri storici on line (da scaricare gratuitamente)

pallanimred.gif (323 byte) Guida ai siti sulla Resistenza

(Fonte: http://www.storiaxxisecolo.it/Resistenza/resistenza25aprile2007.htm)

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Dossier: La strage di Marzabotto (tratto dal sito: http://www.resistenzaitaliana.it/ )

a cura di Arrigo Petacco

La strage di Marzabotto del 29 settembre 1944 fu la tragica tappa finale di una «marcia della morte» che era iniziata in Versilia. L’esercito alleato indugiava davanti alla Linea Gotica e il maresciallo Albert Kesserling, per proteggersi dall’«incubo» dei partigiani, aveva ordinato di fare «terra bruciata» alle sue spalle.  Kesserling fu il mandante di una strage che nessun’altra superò per dimensioni e per ferocia e che assunse simbolicamente il nome di Marzabotto anche se i paesi colpiti furono molti di più.  L’esecutore si chiamava Walter Reder. Era un maggiore delle SS soprannominato «il monco» perché aveva lasciato l’avambraccio sinistro a Charkov, sul fronte orientale. Kesserling lo aveva scelto perché considerato uno «specialista» in materia.  Al comando del 16° Panzergrenadier «Reichsfuhrer», il «monco» iniziò il 12 agosto una marcia che lo porterà dalla Versilia alla Lunigiana e al Bolognese lasciando dietro di sé una scia insanguinata di tremila corpi straziati: uomini, donne, vecchi e bambini.  In Lunigiana si erano uniti alle SS anche elementi delle Brigate nere di Carrara e, con l’aiuto dei collaborazionisti in camicia nera, Reder continuò a seminare morte. Gragnola, Monzone, Santa Lucia, Vinca: fu un susseguirsi di stragi immotivate. Nella zona non c’erano partigiani: lo dirà anche la sentenza di condanna di Reder: «Non c’erano combattenti. Nei dirupi intorno al paese c’era soltanto povera gente terrorizzata…».  A fine settembre il «monco» si spinse in Emilia ai piedi del monte Sole dove si trovava la brigata partigiana «Stella Rossa». Per tre giorni, a Marzabotto, Grizzana e Vado di Monzuno, Reder compì la più tremenda delle sue rappresaglie. In località Caviglia i nazisti irruppero nella chiesa dove don Ubaldo Marchioni aveva radunato i fedeli per recitare il rosario. Furono tutti sterminati a colpi di mitraglia e bombe a mano.  Nella frazione di Castellano fu uccisa una donna coi suoi sette figli, a Tagliadazza furono fucilati undici donne e otto bambini, a Caprara vennero rastrellati e uccisi 108 abitanti compresa l’intera famiglia di Antonio Tonelli (15 componenti di cui 10 bambini).  A Marzabotto furono anche distrutti 800 appartamenti, una cartiera, un risificio, quindici strade, sette ponti, cinque scuole, undici cimiteri, nove chiese e cinque oratori. Infine, la morte nascosta: prima di andarsene Reder fece disseminare il territorio di mine che continuarono a uccidere fino al 1966 altre 55 persone. Complessivamente, le vittime di Marzabotto, Grizzano e Vado di Monzuno furono 1.830. Fra i caduti, 95 avevano meno di sedici anni, 110 ne avevano meno di dieci, 22 meno di due anni, 8 di un anno e quindici meno di un anno. Il più giovane si chiamava Walter Cardi: era nato da due settimane.

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1944, i funerali delle vittime

Dopo la liberazione Reder, che era riuscito a raggiungere la Baviera, fu catturato dagli americani. Estradato in Italia fu processato dal Tribunale militare di Bologna nel 1951 e condannato all’ergastolo. Dopo molti anni trascorsi nel penitenziario di Gaeta fu graziato per intercessione del governo austriaco. Morì pochi anni dopo in Austria senza mai essere sfiorato dall’ombra del rimorso.

(in il Resto del Carlino, 12 aprile 2002)

I sopravvissuti

A Marzabotto gli unici sopravvissuti furono due bambini, Fernando Piretti, di otto anni, e Paolo Rossi di sei, e una donna, Antonietta Benni, maestra d’asilo delle Orsoline. Per 33 ore finse di essere stata abbattuta anche lei e quando finalmente potè alzarsi, commentò ad alta voce: «Tutti morti, la mia mamma, la mia zia, la mia nonna Rosina, la mia nonna Giovanna, il mio fratellino… Tutti morti». Anche a Marzabotto alcune SS parlavano un italiano perfetto: erano italiani.

I collaborazionisti italiani

Per i fatti di Marzabotto ci fu anche una coda processuale italiana. Prima della condanna del maggiore Reder, nel 1946, la corte d’assise di Brescia aveva giudicato Lorenzo Mingardi e Giovanni Quadri, due repubblichini (il primo, reggente del Fascio di Marzabotto, nonché commissario prefettizio durante la carneficina), per collaborazione, omicidio, incendio e devastazione. Mingardi ebbe la pena di morte, poi trasformata in ergastolo. Il secondo, 30 anni, poi ridotti a dieci anni e otto mesi. Tutti e due furono successivamente liberati per amnistia.

pallanimred.gif (323 byte) La strage di Marzabotto, la testimonianza di Renato Giorgi(da “Marzabotto parla”, Ed. Avanti!, 1955)

pallanimred.gif (323 byte) I responsabili della strage di Marzabotto, di Renato Giorgi (da “Marzabotto parla”, Ed. Avanti!, 1955)

pallanimred.gif (323 byte) Marzabotto, «Hanno avuto quel che si meritavano» La testimonianza del nazista Albert Meier (da l’espresso.it)

pallanimred.gif (323 byte) Marzabotto, perché l’eccidio rimase impunito di Mimmo Franzinelli

pallanimred.gif (323 byte) Le stragi nazifasciste in Toscana del 1944 (a cura di Claudio Biscarini)

pallanimred.gif (323 byte) L’eccidio di S. Anna di Stazzema (12 agosto 1944)

pallanimred.gif (323 byte) Le stragi tedesche in Italia 

info.gif (232 byte) attualità:

pallanimred.gif (323 byte) L’armadio della vergogna: i fascicoli insabbiati sulle stragi nazifasciste (l’espresso, settembre 2001)

pallanimred.gif (323 byte) Inchiesta tedesca sugli ex nazisti accusati della strage di Marzabotto e di Sant’Anna di Stazzema (aprile 2002)

pallanimred.gif (323 byte) Ciampi: delitti indescrivibili vogliamo siano puniti (Corriere della Sera, 18 aprile 2002)

pallanimred.gif (323 byte) Il testo del discorso di scuse per la strage di Marzabotto pronunciato dal presidente tedesco Rau (17 aprile 2002)

pallanimred.gif (323 byte) Oltre 50 anni dopo, le scuse della Germania per Marzabotto (aprile 2002)

pallanimred.gif (323 byte) I sopravvissuti: “Non perdoneremo mai quegli assassini” (aprile 2002)

info.gif (232 byte) documenti:

pallanimred.gif (323 byte) Stragi naziste. Il documento della Commissione Stragi della Camera dei Deputati sul rinvenimento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti (dal sito dell’Anpi nazionale).

pallanimred.gif (323 byte) Scene di violenza, rappresaglie e stragi naziste nell’Italia occupata (1943-45) Saggi sugli eccidi compiuti dall’esercito tedesco e dalle SS (link dal sito Iperstoria).

pallanimred.gif (323 byte) Le sentenze di condanna di Theodor Saevecke e di Siegfried Engel (link al sito dell’Ismec di Milano) (fonte: http://www.resistenzaitaliana.it/ )
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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