Pignataro Maggiore(Ce)- La notte del primo maggio, nel centro di Verona, Nicola Tommasoli di 29 anni, viene selvaggiamente aggredito da un branco di facinorosi e finisce in coma. Successivamente, le indagini accerteranno che gli aggressori erano un gruppo di neofascisti, gravitanti nell’orbita di organizzazioni di estrema destra come Forza Nuova. Lo stesso giorno in cui i lavoratori, i precari, i disoccupati ed i movimenti dell’autorganizzazione sociale rilanciavano, nell’aniversario della Festa dei Lavoratori, le lotte per i diritti e per le tutele delle classi deboli, c’era chi, prendendo a pretesto il rifiuto di offrire una sigaretta, sfogava la sua frustrazione con una violenza brutale, gratuita, insensata. Mentre il sole primaverile arrossava i volti di chi, tra mille bandiere e striscioni, sfilava per le vie di Pomigliano d’Arco in solidarietà con i 316 operai trasferiti in un reparto confinio a causa del proprio attivismo sindacale, c’era chi, nell’indifferenza generale, coltivava odio e rancore verso l’immigrato di turno, l’omosessuale di turno o, semplicemente, verso la prima persona indifesa a portata di mano. Prima in cinque contro uno, per dimostrare la loro virilità, e poi la fuga, a testimonianza di quanto coraggio li riempie. Eppure, questi soggetti vengono lasciati liberi di agire. Le avvisaglie non sono certo macate: il 17 aprile in sud Tirolo sedici neofascisti sono finiti in manette per aver compiuto, tra l’altro, atti di violenza su persono indifese, il 24 settembre scorso i carabinieri hanno arrestato un gruppo di neofascisti di Forza Nuova mentre attuavano un agguato contro il “laboratorio occupato Paz” di Bologna. Qust’ultimi sono stati trovati in possesso di una cartografia con foto degli “obiettivi” da colpire, uno schizzo degli interni del “Paz”, tre taniche di circa 14 litri di nitro-diluente antinebbia infiammabile e nocivo, ricetrasmittenti, pistole a gas, una pistola a salve, dieci coltelli a serramanico, tirapugni, due catene di ferro, due bastoni di legno, due pugnali, tre manganelli, ma anche tre baionette, due piedi di porco, un taglierino, due passamontagna e una calza di nylon. Questi sarebbero i bravi ragazzi seguaci di Roberto Fiore che hanno aperto una sede anche a Vitulazio. E mentre a Pignataro Maggiore c’è chi mette sullo stesso piano, in una operazione mista di ignoranza storica e revisionismo, i partigiani che hanno liberato l’Italia e i filo-nazisti dello stato-fantoccio di Salò, mentre il neo-presidente della camera l’(ex)fascista Gianfranco Fini afferma che una bandiera bruciata è più grave dell’omicidio di un giovane innocente, noi ci chiediamo cosa mai dovrà accadere affinchè si reagisca al dilagare di fascismi vecchi e nuovi. Oggi Nicola è morto. Nicola era un bravo ragazzo, sicuramente innocente. E noi continuiamo a chiederci perchè. Continuiamo a non capire il motivo per cui a Vitulazio si vieta agli attivisti di Tempo Rosso di aprire una sala prove per i musicisti dell’Agro Caleno e si permette, invece, l’inaugurazione di un covo neofascista di Forza Nuova, continuiamo a non capire perchè ai carabinieri faccia paura la musica e non gli squadristi, non riusciamo proprio a capire come mai a qualcuno sembra strano che il 25 Aprile Tempo Rosso sia stato in piazza per gridare che questi signori, nella nostra terra, non ci possono stare. Terremo alta la guardia ed organizzeremo iniziative ad oltranza affinchè, sul nostro territorio, la minaccia neofascista venga debellata nell’interesse delle donne e degli uomini di Terra di Lavoro. ( c.s.o.a. Tempo Rosso, via C. Giuliani Pignataro M. (CE) Sempre Partigiani.)
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Verona, 5 mag. (Adnkronos/Ign) – E’ stato dichiarato clinicamente morto Nicola Tommasoli, il ragazzo picchiato selvaggiamente a Verona nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio. Alle 18, rende noto il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera di Verona Pier Paolo Benetollo, il Collegio medico ha concluso il periodo di osservazione per l’accertamento di morte del 29enne. ”I genitori di Nicola – spiega la nota – hanno espresso il desiderio di donare gli organi e i tessuti; sono pertanto in corso gli accertamenti clinici e strumentali per la valutazione di idoneità alla donazione. Se questi daranno esito positivo le operazioni di prelievo inizieranno in serata”. Intanto dopo l’arresto di Raffaele Dalle Donne(nella foto), l’ultras neonazista che ieri ha reso piena confessione davanti agli agenti della Questura di Verona, oggi sono crollati anche Andrea Vesentini e Guglielmo Corsi. I due, rispettivamente un promoter finanziario di 20 anni e un metalmeccanico di 19 sono stati bloccati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri da Verona. Entrambi hanno ammesso di aver preso parte al pestaggio che, secondo i rei confessi, non avrebbe avuto una connotazione politica. A scatenare l’aggressione sarebbe stata proprio la sigaretta negata da Nicola Tommasoli a quelli che sarebbero diventati i suoi carnefici. Spiegazione ritenuta plausibile dal sostituto procuratore Francesco Rombaldoni. Sono invece ancora ricercati dall’Interpol i due presunti complici che sono fuggiti all’estero. Il pm Rombaldoni ha spiegato oggi che non ritiene utile rendere noti i loro nomi. Si apprende però che i due starebbero rientrando per, presumibilmente, consegnarsi alla Polizia: sarebbe questione di ore. Da parte di Raffaele Dalle Donne non c’è stata nessuna collaborazione. Al momento del fermo, non si sarebbe espresso sui nomi dei suoi amici ma la Polizia sarebbe stata in grado di individuarli grazie ad una serie di indagini eseguite comunque nell’ambito dell’estrema destra e nel giro degli skinheads. Sarà un esame di carattere medico legale, a quanto apprende l’ADNKRONOS, a stabilire il capo di imputazione a carico dei 5 giovani responsabili dell’aggressione . Come già spiegato dal pm Rombaldoni al sopraggiungere del decesso della vittima dell’aggressione il capo di imputazione passa da lesioni volontarie gravissime a omicidio. A questo punto resta solo da chiarire, e questo nodo lo potrà sciogliere solo il magistrato nelle prossime ore, se a carico del quintetto verrà mossa una accusa di omicidio preterintezionale o, nella peggiore delle ipotesi, omicidio volontario nel caso in cui si dovessero riscontrare lesioni di natura talmente violenta tali da provocare volontariamente la morte dell’aggredito. Raffaele Delle Donne e i due ricercati hanno trascorso quella fatidica serata in un bar parlando di calcio e soprattutto di politica. A loro più tardi si erano uniti Guglielmo Corzi e Andrea Vesentini. Pochi minuti prima delle due il gruppo ha deciso di spostarsi in un pub della zona del centro storico: lo hanno trovato chiuso, cosi come lo aveva trovato chiuso anche Nicola Tommasoli che si era fermato lungo al strada a fumare con gli amici. E’ in questo frangente che i due gruppi si incontrano e scatta la richiesta della sigaretta. E, secondo la ricostruzione, è alla risposta negativa che parte il primo schiaffo e poi si scatena la rissa. “Le vere ragioni di questo gesto sono quelle della stupidità e della prepotenza”, ha sottolineato, senza mezzi termini, Vincenzo Stingone, il Questore di Verona, intervenendo alla conferenza stampa convocata oggi nella Questura della città scaligera. “Spero che quanto accaduto possa fare riflettere quei giovani che fanno della prepotenza il loro modo di vivere”, ha detto sottolineando come “il nostro pensiero innanzitutto va al povero Nicola e ai suoi familiari”. E in ‘’segno di solidarietà con la famiglia di Nicola e per ribadire che Verona respinge fermamente ogni forma di violenza” giovedì sera ci sarà una manifestazione silenziosa sulla scalinata di palazzo Barbieri indetta dal comune. Ad annunciarla, auspicando ”un’ampia partecipazione”, il sindaco Flavio Tosi. ”Ho proposto questa manifestazione al presidente del Consiglio comunale, che ringrazio per averla trasferita ai capigruppo perché di fronte a fatti di tale gravità, come l’aggressione al giovane Tommasoli, solo una manifestazione pubblica può esprimere l’unità della città nella condanna di ogni violenza e nella testimonianza di un abbraccio ideale ai genitori e ai familiari di Nicola”.(Fonte ADNKRONOS)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”