Una durissima nota di Nasrallah, capo del movimento Situazione tesa nel paese: guerriglia urbana a Beirut

BEIRUT – (da Repubblica, ultim’ora )-Cresce la tensione in Libano. Dopo le dichiarazioni del capo di Hezbollah, Nasrallah, sono scoppiati violenti disordini a Beirut, dove la situazione era preoccupante già da ieri. Faziosi rivali, filo-siriane e filo-governative, stanno dando vita a combattimenti in diverse zone della capitale libanese. Nella città si sentono suonare le ambulanze: il primo bilancio parla di due morti e cinque feriti. A fare crescere la tensione nelle ultime ore sono state le parole di Nasrallah. Secondo il capo di Hezbollah la decisione del governo filo-occidentale di Siniora di sopprimere le attività del movimento militante sciita, equivale a una “dichiarazione di guerra”. E Beirut si è trasformata in un teatro di guerriglia urbana. Un’escalation di violenza che ha costretto il governo di Siniora a una sessione straordinaria. La crisi libanese desta anche la preoccupazione della comunità internazionale. L’Onu ha spiegato che le regole d’ingaggio della missione Unifil potrebbero cambiare, come auspicato dal governo italiano. Un’eventualità osteggiata da Hezbollah. Contro il movimento filo-siriano si è schierata la Casa Bianca che ha ammonito i militanti a smettere immediatamente di creare “disordini”.  Gli scontri. Subito dopo la fine della conferenza stampa del capo di Hezbollah, sono scoppiati pesanti combattimenti tra gruppi rivali con armi automatiche e granate rpg in almeno due quartieri centrali della città. Un intenso scambio di colpi tra sostenitori del governo e attivisti dei movimenti sciiti Hezbollah e Amal è ancora in corso a Beirut Ovest nei quartieri di Ras al Nabah e Mazraa, abitati sia da sunniti che da sciiti. L’esercito pattuglia e presidia le strade principali della città, che sono deserte. La comunità internazionale. La crisi libanese preoccupa non poco la comunità internazionale. Secondo il rappresentante delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Terje Roed Larsen, Hezbollah dispone “di un’imponente infrastruttura paramilitare all’esterno dello Stato” libanese, che costituisce una “minaccia per la pace e la stabilità” della regione. E l’ambasciatore americano all’Onu Zalmay Khalilzad ha caldeggiato l’ipotesi di nuove sanzioni se Hezbollah e la Siria non faranno qualcosa per risolvere la crisi. Anche la Casa Bianca si è schierata contro Hezbollah, chiedendo l’immediata fine delle violenza. L’instabilità in cui sta precipitando il paese, comunque, potrebbe influenzare le regole d’ingaggio della missione Unifil. In proposito Nasrallah ha precisato che i rapporti tra il suo gruppo e la forze dell’Onu nel Sud del Libano (Unifil) sono “positivi”, e “non cambieranno”, ma ha aggiunto che le regole di ingaggio non devono essere cambiate, come il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi “dice di voler fare”. Alle dichiazioni di Nasrallah risponde il neomistro degli Esteri, Franco Frattini: “È evidente che dovremo ascoltare la voce dei nostri militari e valutare se a loro avviso occorre ridiscutere, almeno in parte, le regole di ingaggio”. Come ha confermato anche Farhan Haq, portavoce del segretario generale Ban Ki-moon. “Le regole di ingaggio possono cambiare – ha detto Haq – anche se al momento non prevediamo modifiche immediate, a breve termine”. Le parole di Nasrallah. Nei giorni scorsi il governo, in una riunione, aveva disposto un’inchiesta sulla rete di comunicazione di Hezbollah e il trasferimento ad altro incarico per il capo della sicurezza dell’aeroporto di Beirut, sospettato di avere legami con il gruppo sciita. Il governo aveva definito “illegale” la rete telefonica privata allestita da Hezbollah, ma Hasrallah ha affermato che “a chiunque tenterà di toccarla taglieremo le mani”. “Dopo quella riunione di gabinetto il Libano non è più lo stesso”, ha aggiunto Nasrallah.  L’altra decisione dell’esecutivo del premier Siniora riguardava la rimozione del capo della sicurezza dell’aeroporto internazionale di Beirut. In proposito Nasrallah ha affermato che questo provvedimento è stata deciso perchè l’esecutivo “vuole trasformare lo scalo in una base per l’Fbi, la Cia e il Mossad”. Due decisioni che hanno scatenato l’ira di Hezbollah. “È iniziata una guerra ed è nostro dovere combatterla – ha detto Nasrallah -. Chi guida il governo è un ladro noto come Jumblatt e bugiardo e ogni giorno Bush li aiuta in qualche modo”. “È nostro diritto difenderci contro chi ci dichiara guerra”, ha proseguito il leader di Hezbollah.  Secondo giorno di disordini. Le dichiarazioni del capo di Hezbollah arrivano dopo i disordini di ieri. Per il secondo giorno consecutivo, attivisti del movimento Hezbollah tengono chiuse con copertoni e cassonetti dati alle fiamme le principali arterie stradali di Beirut e la strada per l’aeroporto internazionale, dove la compagnia aerea nazionale (Mea) ha annunciato la cancellazione di tutti i voli in partenza.  Come ribadito dalla stampa filo-sciita a “riaccendere il rischio di guerra civile”, sono state le recenti decisioni del governo contro la rete telefonica privata di Hezbollah. Il contesto politico in cui erano nati gli scontri di ieri era stato sciopero generale indetto dalla Confederazione del Lavoro, per il mancato accordo con il governo sull’aumento dei minimi salariali fermi al 1996. Come si temeva alla vigilia, le ragioni dello sciopero sono passate in secondo piano: la mobilitazione è diventata il pretesto per l’ennesima contrapposizione tra filo e anti siriani. (8 maggio 2008 Fonte Repubblica)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”