BENI DEI CLAN: IL CONSORZIO ICARO DIFFONDE NOTIZIE FALSE
Pignataro Maggiore(Ce) - Continua a Pignataro Maggiore, città tristemente nota come la “Svizzera dei clan”, lo scandalo della mancata utilizzazione a fini sociali e di ripristino della legalità dei beni confiscati alle potenti e sanguinarie cosche camorristico-mafiose Ligato, Lubrano, Nuvoletta-Liggio-corleonesi. E, come se non bastasse, il Consorzio di cooperative sociali Icaro (aderente a Libera), al quale sono stati affidati i beni, diffonde notizie false e mette in cantiere iniziative di facciata per dare man forte al sindaco Giorgio Magliocca, braccio destro dell’ex ministro di An Mario Landolfi. L’opinione pubblica si chiede a che cosa sia funzionale la diffusione delle notizie false e che cosa risulti, in merito, alla prefettura di Caserta, al ministero dell’Interno e alla magistratura. Con un comunicato diffuso il 9 aprile 2008 il Consorzio Icaro ha parlato addirittura di “turismo della legalità” sui beni confiscati. “Ad Aria Nova, infatti - si legge, tra l’altro, nell’incredibile comunicato di Icaro -, è stato messo in coltura il vasto terreno e sono state create due serre all’interno delle quali sono state avviate le produzioni di ortaggi e spezie”. La notizia è falsa: la serra è una sola (non due) ed è invasa da erbacce, come è dimostrato dalla fotografie scattate dai cronisti locali subito dopo il comunicato di Icaro del 9 aprile 2008. Il terreno (cento moggi) è abbandonato e incolto, eccezion fatta per alcuni moggi seminati a grano da un gruppo di volontari in polemica con un fallito progetto del Commissariato per l’emergenza rifiuti di destinare l’area a discarica di rifiuti. Il presidente di Libera, don Luigi Ciotti (abbiamo grande stima per lui), dovrebbe intervenire per mettere fine alla diffusione di notizie false da parte del Consorzio Icaro, il cui presidente Gabriele Capitelli va a braccetto con il sindaco di Pignataro Maggiore e ne favorisce le strategie politiche. (Comunicato da Comitato anticamorra - Pignataro Maggiore (CE) )
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”