Esistono migliaia d’anime bianche, impegnate quotidianamente ad osservare percorsi colmi d’amore in grado di condurre i propri sentimenti in direzione dei nostri cuori.

Rinnovo un episodio lontano:
“Sono a cena in compagnia di “Veterane Penne Nere”, parlano, raccontano le complicità che per anni hanno condiviso con i monti. Ascolto i loro racconti e contemporaneamente vivo uno strano legame con la montagna. La cena termina, ma rapito dalle testimonianze il tempo impiegato non appaga e, appare insufficiente.

“….Se non conosci la montagna l’Alpino non lo puoi fare“.  Vero, ma indegnamente affermo:

-Non del tutto:
Infatti è indimenticabile l’esempio di un illuminato intellettuale trentino, già comandante di una Compagnia Alpina, che arrestato e processato nel millenovecentoquindici, per ragioni “politiche” è condannato a morte per capestro. Questo spezza il collo, ma non il cuore dell’eroe, che prima di morire urla al proprio boia:  “Viva l’Italia!”.

…Tuttora, l’Associazione Nazionale Alpini, è sempre pronta ad intervenire in qualsiasi luogo e circostanza. Uomini che si spostano sostenendosi esclusivamente della propria Penna Nera, che vive perpetua e indelebile nei loro stessi cuori. (Articolo a cura di Giovanni Lafirenze, storico)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”