Napoli- Il presidente della VII Commissione regionale permanente Ambiente, Energia, Protezione Civile, Michele Ragosta ha aderito alla costituzione, avvenuta oggi a Napoli, della Sezione campana del Patto Anti- Atomo, l’iniziativa partita da Firenze, lanciata da Fabio Roggiolani, leader dei Verdi toscani, che ha subito trovato adesioni eccellenti come quelle di Dario e Iacopo Fo, Franca Rame, Alberto Asor Rosa, Grazia Francescato, Vittorio Emiliani, Gianni Mattioli. Presieduta da Mario Visone, la sezione campana del Patto Anti-Atomo è pronta a avviare anche nel territorio della regione Campania iniziative tese a sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi e l’inutilità del ricorso all’energia nucleare e la conseguente realizzazione di nuove centrali . ” Quanto accaduto presso la centrale nucleare slovena di Krsko, per l’allarme causato da una perdita dal sistema di raffreddamento ci dimostra che i rischi, oggi come nel passato, sono sotto gli occhi di tutti- ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Ragosta- e per questo da oggi inizia un percorso per ampliare il fronte del no che stando anche a recenti sondaggi, in Italia, rappresenta già oltre la metà della popolazione contraria ad un orientamento della politica verso il nucleare.” Uno dei primi appuntamenti del neonato comitato sarà nei pressi della Centrale nucleare del Garigliano(leggi), nel casertano, concepita negli anni cinquanta, con i lavori, terminati nel ‘63, e fermata dopo numerosi incidenti nel 1978. Alla sezione Campana hanno già dato la loro adesione i consiglieri regionali Gerardo Rosania, Antonella Gammardella, l’on. Tommaso Pellegrino, Pierangelo Cardalesi, assessore provinciale alla Qualità della Vita di Salerno, Gerardo Calabrese, assessore comunale all’Ambiente di Salerno ” Il ritorno al nucleare- ha aggiunto Mario Visone, presidente del Patto Anti-Atomo della Campania- è un ritorno al passato che non permette di guardare al futuro e allo sviluppo delle energie rinnovabili che invece possono rilanciare la nostra economia perché rappresentano la vera alternativa ai combustibili: eolico, fotovoltaico, idroelettrico e una buona gestione delle biomasse, come previsto anche nel Piano energetico dell’Unione Europea, possono salvarci dall’energia sporca ” . Chi vuole aderire alla sezione Campana del Patto Anti-Atomo può contattare gli indirizzi pattoantiatomo@libero.it, mariovisone@libero.it , ragosta.mic@consiglio.regione.campania.it . (Fonte: Comunicato stampa da sezione campana patto anti atomo)

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L’ Europa di nuovo sotto incubo, a 22 anni da Cernobyl. Un incidente nella centrale nucleare slovena di Krsko, a circa 130 km da Trieste, ha indotto la commissione europea a Bruxelles ad attivare il sistema di allerta europea sui rischi radioattivi. L’Italia, che ha una triplice pistola nucleare puntata alla tempia alpina, Francia, Svizzera, Slovenia, sarebbe il primo Paese di impatto in caso di incidente. Secondo la portavoce della centrale, Ida Novak, vi è stata una fuoriuscita di liquido nel circuito di raffreddamento primario dell’impianto, ma nessuna fuga radioattiva nell’ambiente circostante. La centrale è stata fermata a titolo precauzionale per stabilire le cause dell’inconveniente e per le opportune riparazioni. Aspre critiche alla Slovenia sono venute dalla vicina Austria, dove il ministro dell’ambiente Josef Proell ha chiesto spiegazioni a Lubiana per non essere stato informato correttamente sull’incidente alla centrale di Krsko. Secondo Proell, gli sloveni hanno dapprima segnalato l’incidente come una “esercitazione” e non come un incidente vero. Il governatore della Carinzia Haider ha chiesto da parte sua la chiusura della centrale di Krsko, che viene sfruttata unitamente alla Croazia. In effetti Krsko è in cogestione tra Slovenia e Croazia ed è stata costruita da un consorzio dell’americana Westinghouse, entrando in funzione nel 1983. L’energia prodotta dalla centrale copre il 20% dei consumi elettrici sloveni e il 15% di quelli croati. Dunque l’impianto appare effettivamente obsoleto e da inserire tra le vecchie centrali. Questo non lo esime dal costituire oggi ed in avanti una seria minaccia per le coste adriatiche. Agli amici che vogliono centrali in Italia, questo segnale dice qualcosa o non ancora? Per fortuna i nostri verdi non hanno sposato ancora la causa nucleare, alla quale si è convertito Chicco Testa, ragazzo simpatico dalle idee brillantissime e con qualità tali che andrebbe “termovalorizzato”.(Fonte: Associazione R.E.D.S.)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”