Palermo, 19 lug (Asca)- ”Nonostante siano trascorsi 16 anni la ferita e’ viva e la memoria di quel giorno e’ forte. La morte di Borsellino non fu inutile perche’ contribui’ alla nuova stagione di lotta a cosa nostra”. Lo ha detto l’assessore regionale siciliano alla Presidenza della Regione, Giovanni Ilarda, partecipando alla cerimonia di deposizione di una corona di fiori in via D’Amelio in memoria di Paolo Borsellino e dei 5 agenti della sua scorta uccisi 16 anni fa. ”Il sacrificio di Paolo Borsellino – sottolinea Ilarda - resta una pietra miliare nella lotta alla mafia e nella storia della Sicilia. Egli non si sottrasse al suo impegno neanche dopo la morte dell’amico Giovanni Falcone e ben sapendo di essere nel mirino, di essere il prossimo come lui stesso ebbe a dire molte volte prima dell’auto bomba di via D’Amelio”. Ilarda, inoltre, segnala che ”anche se la mafia da anni ha abbandonato la strategia del terrore e della sfida allo Stato attuata attraverso le stragi, non bisogna abbassare la guardia. Essa e’ presente in modo pervasivo nella nostra societa’ e si nasconde dietro volti apparentemente puliti”. ”Per debellarla – conclude l’assessore alla Presidenza – occorre un lavoro congiunto repressivo e preventivo. Bisogna colpirla negli interessi economici, entrare nei santuari del suo potere, smascherare i suoi infiltrati come stanno facendo forze dell’ordine e magistratura, ma occorre anche che gli amministratori, con pari impegno, colpiscano le sacche di malaffare e di spreco che nelle amministrazioni pubbliche di ogni ordine e grado sono presenti, prosciugando, cosi’, l’humus nel quale la mala pianta mafiosa cresce e prolifera”.(Asca)

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giudice Paolo Borsellino

Palermo, 19 lug. (Adnkronos/Ign) – Una veglia fino all’alba nel luogo dell’attentato e poi una giornata dedicata alla commemerazione del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta, uccisi dalla mafia il 19 luglio 1992. A sedici anni dalla strage di via D’Amelio sono soprattutto i giovani a caratterizzare questa giornata di lutto e di ricordo. Sono gli scout dell’Agesci che a partire dalla mezzanotte di ieri hanno organizzato una veglia sul luogo dell’attentato, ma anche i bambini delle scuole elementari di Palermo che stamattina, sempre in via D’Amelio, hanno dato il via alle commemorazioni. ”In via d’Amelio – ha spiegato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, oggi a Palermo insieme al presidente del senato Renato Schifani e al ministro della Giustizia Angelino Alfano – si è consumato uno di quegli episodi tragici di una nazione. Ricordare Borsellino non solo è doveroso, ma è anche un motivo per riflettere e fortificare il nostro amore per la libertà e la democrazia e per coloro che hanno dato tutto perché noi potessimo vivere meglio”. Di ”doveroso riconoscimento” parla anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato questa mattina alla signora Agnese Borsellino. ”Il dolore e lo sgomento per la strage di via D’Amelio restano vivi nella memoria di tutti – scrive il capo dello Stato -. Le iniziative e la mobilitazione delle forze sane della società e in particolar modo delle generazioni più giovani testimoniano la funzione rigeneratrice dell’esempio e dell’eredità morale che Paolo Borsellino ci ha lasciato”. ”Non è più il tempo del solo ricordo e dei minuti di silenzio – sottolinea Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo, durante un dibattito organizzato a Palermo dal titolo ‘La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino’ - E’ il tempo di gridare con forza. Perché noi vogliamo verità e giustizia, sperando che la magistratura possa svolgere il proprio lavoro senza che i magistrati siano uccisi o crocifissi ogni giorno”. Stasera, a partire dalle 20.30, una fiaccolata promossa da Azione Giovani e alla quale parteciperà il ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni, partirà da piazza Vittorio Veneto per arrivare in via D’Amelio.

(di Paolo Borsellino)«La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità» – Paolo Borsellino, 23 giugno 1992 -

 

Messaggio della testimonial per la Pace Agnese Ginocchio , (premio nazionale Legalità Paolo Borsellino, per l’impegno sociale e civile ) in memoria delle vittime della strage in via D’ Amelio, del giudice antimafia Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, agenti della scorta della strage di Capaci e tutte le vittime delle mafie..

Agnese Ginocchio

Italia – (di Agnese Ginocchio ) In questa giornata dedicata in modo particolare alla commemorazione delle vittime della strage in via D’Amelio, al giudice antimafia Paolo Borsellino, e inoltre al giudice antimafia Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, agli agenti della scorta della strage di Capaci e a tutte le vittime delle mafie, con profonda convinzione e nella comune volontà di cambiamento verso la rinascita del territorio, si marcerà per fare memoria di tutte le vittime delle guerre di mafia che hanno ucciso, tolto speranza e sogni a tanti uomini. La nostra presenza vuole rappresentare una testimonianza oltre che di solidarietà con la popolazione, anche uno stimolo verso l’ impegno concreto, che nel quotidiano dobbiamo portare avanti. Mediante i nostri mezzi e capacità dobbiamo diffondere una cultura basata su legalità e Pace cominciando nelle scuole e nei territori (un pò dappertutto…)dove vige forte lo stato di disagio, di emergenza, di precarietà e di criminalità. Bisogna fare anche pressione sulle istituzioni perchè favoriscano uno sviluppo sociale ed economico. Si tratta di rompere il muro dell’individualismo e dell’indifferenza che si è creato intorno a noi, rimboccarci le maniche, non pensare più per noi stessi ma per il mondo, globalizzare la solidarietà dunque ! Contro la guerra della mafia bisogna avere il coraggio di reagire alla paura, vincere il male con il bene, uscire con costanza e coerenza fuori dalle proprie case e chiese, riempire le piazze in massa, mettersi in movimento, svolgere azioni continuative e nonviolente. Nonviolenza non significa sottomissione docile alla volontà del malvagio, ma IMPIEGO di tutte le forze dell’anima contro la volontà del tiranno. Essere costruttori e promotori di una nuova civiltà di Speranza e di Pace significa spezzare il muro dell ‘odio ed il silenzio dell’ omertà. Urge un radicale cambio di rotta. No a tutte le mafie, si alla Pace, si alla Vita!”(di Agnese Ginocchio )

Per approfondire leggi(clicca quì): “UN URLO PER L’ ITALIA E PER LA COSTITUZIONE”, la  preghiera Laica ma fervente del giudice “Antonino Caponnetto” letta ai funerali di Paolo Borsellino

Speciale dedicato alla memoria della Strage in Via D’ Amelio e al giudice antimafia Paolo Borsellino a cura del portale d’informazione: “Alto Casertano-Matesino & d”