A Caiazzo, in provincia di Caserta, UNA NUOVA VOCE POETICA
Caiazzo-(di Ciro Rossi)”Note d’Amore” è una silloge di poesie di Teresa De Ninno, nata a Pietramelara (CE), risiede in Caiazzo; laureata in lingue straniere presso l’Orientale di Napoli ha preferito, per l’amore che ha ‘per i bambini, insegnare nelle scuole elementari perché per lei più gratificante. ” La poesia della De Ninno – scrive Ciro Rossi – è, oltre che un canto d’amore, un trasporto per la natura in tutta la sua bellezza, tanto da farla sentire parte integrante di essa. Questo è bene esposto nella lirica “Sono un albero“; una albero della zona di Caiazzo dove si estendono vaste fasce boschive, infatti, “In questa piccola amazzonia/ sono un albero anch’io/. Sento fremere le dita/ come foglie/ mentre sfiorano/ candide corolle di cisti in fiore”. La sensibilità della De Ninno risalta in tutte le liriche; è una sensibilità che la colpisce molto recandole, a volte, sconforto per le ingiustizie sociali, le ipocrisie e i tanti maltrattamenti operati in danno della natura. Alcune liriche mettono in risalto il grande amore per il marito, ben cantato in due sonetti, che ricordano molto lo stile classico, infatti, nel “Sonetto d’amore” dice: “Di te farò il mio futuro re/ per vivere da regina la vita:/ ti corteggerò ogni giorno di più/ …/ Sempre amerò di te il calore/ dei cari delicati amplessi,/ come sensazioni conturbanti”/; nel “Secondo sonetto”, invece, “Adesso non lo puoi capire,/ perché la mia vicinanza ti è/ sicura amica in ogni ora,”/ ed ancora, nella lirica, “Se chiederai di me“, rivive il ricordo struggente di danze sinuose e di notti d’amore, infatti “Avrai le note di una canzone/ racchiusa nel ricordo vivo/ delle sinuose danze/ di una notte d’ottobre”/. Quest’amore per il marito può sembrare scontato, ma non è così. Lo stesso amore, ma filiale, è riposto nella madre di lui, la suocera. Leggere la poesia “Mille regali” potrebbe far storcere il naso a tutte le nuore del mondo, non a noi che abbiamo imparato a conoscerla e a recepire la sua sensibilità, perché le sue parole non sono una costruzione metrica, ma nascono dalla profondità del cuore e trovano vitalità nel profondo amore sentito e partecipato: “Sempre amerò/ quel dolce viso do mamma/ generatrice dell’uomo compagno della mia vita/. Sempre vicino la sentirò,/ come nata dal suo grembo …/ Insieme lunghi viali sereni/ percorreremo, aperti al mondo …/ Felice della sua gioia,/ mille regali le porterò,/ ma non basteranno/ a ringraziarla/ del suo meraviglioso dono”. Questi versi, carichi di amor filiale, trovano riscontro nelle radici dei propri genitori e nel ricordo di tanti gesti e insegnamenti di vita, che hanno rafforzato il carattere e l’amore filiale della De Ninno. La lirica “A mia madre” ne è la testimonianza: “La tua vita:/ perenne odissea d’amore,/ illimitata donazione,/ salda catena/ di privazioni ed attese…/ Nel tuo grembo/ caldo e sereno/ continui palpiti/ di vita per chi/ non sempre ti ha capita”. Nella semplicità dei versi, a volte discorsivi, c’è la carica umana che esplode in liricità dolce e soave. La De Ninno s’ispira molto al classico e i versi, seppure brevi, denotano quell’accortezza metrica nel rispetto di uno stile tutto personale; farà certamente sentire la sua voce e approderà nell’Olimpo dei poeti, non solo perché è brava, ma perché ha capacità, passione e determinazione. La nostra non vuole essere una critica, ma solo una presentazione e un nostro augurio, anche perché la De Ninno si appresta a pubblicare una seconda raccolta”.( Articolo a cura di Ciro Rossi . Inviato dal prof. Salvatore Candalino)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
