MADDALONI(Ce) -( di Nunzio De Pinto) Il Reparto Mezzi Mobili Campali della Scuola di Amministrazione e Commissariato sito alla Caserma “Rispoli” di Maddaloni è sempre presente in tutte le operazioni all’estero. Mentre per altre specializzazioni (trasmissioni, genio, reparti speciali, NBC, cinofili) l’Esercito può contare su numerosi altri reggimenti, per soddisfare, invece, le esigenze alimentari quotidiane dei nostri militari il Reparto della Scuola è l’unico disponibile, grazie al suo centro di formazione specializzato per l’addestramento dei militari operanti nel settore del vettogliamento (cuochi, cucinieri, etc.. Il Comandante, Brigadier Generale Antonino AGRICOLA, può fornire in ogni momento sempre personale altamente specializzato. Uno di questi è il Caporal Maggiore Scelto Gianfranco PETTRONE(nella foto), nato a Teano ma residente da anni a Rocchetta e Croce. Il ventottenne militare del Reparto Mezzi Mobili e Campali può vantare una vasta esperienza internazionale, avendo già preso parte a sette missioni internazionali. “In missione” – ci ha confidato Pettrone – “le giornate sono molto diverse e più impegnative di quelle che viviamo in Patria. Si inizia la mattina con la preparazione della colazione alle 5:30, poi si continua con il confezionamento del pranzo. Dopo aver effettuata la distribuzione si passa alla pulizia delle attrezzature. Alle 16:00 ritorno in cucina per preparare il pasto serale che mi tiene impegnato fino a tarda serata”. La bravura e l’abilità culinaria dei nostri cuochi è famosa in tutti i teatri operativi, tanto che anche i militari alleati pranzano insieme ai nostri. Memorabili, poi, sono i pranzi protocollari per i vari Ministri e plenipotenziari che fanno visita al nostro contingente. “Ho iniziato la mia carriera militare” – ha proseguito Pettrone – “in  un periodo molto “caldo” in termini di sicurezza internazionale, cioè durante la guerra nella ex Jugoslavia. Inizialmente i miei genitori, come tutti i genitori del resto, non erano molto contenti della mia scelta, ma poi, gradualmente, sono riuscito a convincerli sensibilizzandoli sulla possibilità di contribuire a riportare la pace in quelle zone martoriate”. È un dato di fatto che i nostri interventi di “peacekeeping” sono apprezzati dalle popolazioni irachene, afgane e libanesi. Questi ultimi ricordano con molto piacere il nostro primo incontro con loro nel lontano 1982. “Durante le mie numerose esperienze fuori area ho notato da parte delle diverse popolazioni, tanta collaborazione verso le truppe italiane. Anche in Libano, nelle poche volte che abbiamo avuto la possibilità di uscire, (specialmente nelle operazioni di distribuzione di aiuti umanitari) ci hanno accolto con sorrisi e applausi e non con sassaiole. Queste esperienze mi hanno insegnato ad essere più umile e molto più propenso a fare del bene ed hanno accresciuto il mio spirito di sacrificio e la capacità di sopportare lo stress lavorativo anche per lunghi periodi. Poi hanno accresciuto la mia esperienza nel campo del vettovagliamento sia come cuciniere che come conoscitore dei complessi campali i quali sono sempre in continua evoluzione tecnologica, ed infine il saper controllare le emozioni e le paure nei momenti critici”.(Articolo a cura del giornalista Nunzio De Pinto)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

About these ads