Venafro(Is)- (di Michele Visco)Comunità montana Volturno-Pentria. Dopo la consulta dei sindaci appartenenti ai comuni delle ex Volturno sono emersi vari argomenti. “Che la sede dell’ente rimanga in uno dei comuni appartenenti al territorio, possibilmente montano”. Così il commissario Domenico Di Cicco (nella foto a dx). Si è riunita nel tardo pomeriggio di giovedì la consulta dei sindaco appartenenti al territorio rientrante nell’ambito della Comunità Montana del Volturno che dopo l’accorpamento può tranquillamente essere chiamata “Volturno-Pentria“. La riunione, convocata dal commissario straordinario Domenico Di Cicco, è servita per mettere a confronto le idee e soprattutto per trattare l’unico punto all’ordine del giorno che prevedeva la discussione delle legge regionale numero 19 e della proposta di ambiti territoriali da sottoporre a concertazione. Certamente il periodo ed il clima afoso non hanno favorito la presenza dei sindaci, infatti, come sottolineato anche da Di Cicco, non si sono presentati in molti all’interno della sede di via Conca Casale a Venafro. I lavori hanno preso il via intorno alle ore 17. Si è discusso a fondo del riordino e della nuova vita che verrà riguardante le Comunità montane. Come tutti sanno, dopo gli accorpamenti che si ufficializzeranno dopo il termine del 31 dicembre, gli enti montani del territorio regionale da 10 diventeranno 6. Subito dopo la riunione abbiamo ascoltato il parere del commissario, ex presidente della montana Volturno, Domenico Di Cicco. “E’ stata una riunione fruttuosa – ha spiegato il commissario Di Cicco – che ha visto la partecipazione di pochi sindaci, ma tutti attenti e propositivi alla tematica trattata in sede dibattimentale. Di comune accordo e spinti da collaborazione abbiamo concordato – precisa il commissario dell’ente – che la sede del nuovo ente dopo l’accorpamento non venga spostata. Riteniamo opportuno che il tutto rimanga nel nostro territorio di appartenenza e possibilmente all’interno di un comune montano. Possibilmente, la nuova sede che ospiterà l’ente dovrà sorgere all’interno di una struttura offerta a titolo gratuito dal comune che deciderà di ospitare la Comunità montana. In questo modo, avendo una sede a titolo gratuito, si limiteranno anche i danni dopo i netti tagli ai contributi che ci sono stati ultimamente. Un risparmio di denaro pubblico – conclude Domenico Di Cicco – e di potenzialità di sviluppo per tutto l’ente”. (Articolo a cura del giornalista molisano MICHELE VISCO)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”