Castel Volturno(Ce)- Il 21 Settembre giornata mondiale della Pace indetta dall’ONU, ci siamo recati a Castel Volturno per solidarizzare con la comunità africana (vedi foto 1 a sx. Le foto sono  a cura di Andrea Pioltini fotoreporter. Cliccare su ciascuna immagine per ingrandire) dei padri comboniani di Castel Volturno, retta da padre Giorgio Poletti, ( nella foto 1 a sx) ed esprimere loro tutta la vicinzanza per quanto accaduto nei giorni precedenti. Al Centro Fernades dove é posto l’Ulivo della Pace (vedi foto 2 a dx, cliccare sopra per ingrandire. Il servizio foto é a cura di Andrea Pioltini fotoreporter) alle ore 11:00 si é celebrata la messa in occasione anche della giornata annuale dedicata alle Immigrazioni. Ha presieduto la celebrazione  mons. Bruno Schettino, (nella foto 1 a sx al centro) vescovo dell’arcidiocesi di Capua, (accompagnato dal suo seminarista che si nota sempre nella foto 1 )   che nel portare il suo saluto ai fratelli immigrati africani ha fatto leggere da padre Giorgio Poletti il Messaggio straordinario scritto in seguito all’efferata strage di S. Gennaro, perpetrata da criminali che aveva preso di mira proprio alcuni fratelli immigrati della comunità africana di Castel Volturno. Hanno portato il loro saluto al Vescovo Schettino, a padre Giorgio Poletti e ai fratelli della comunità africana di Castel Volturno il dott. Tommaso Morlando (vedi foto 3 a dx al centro, fra padre Poletti e Agnese Ginocchio ) dell’Ass. Officina Volturno e dirigente IDV settore Criminalità organizzata Trasparenza pub. Amministrazione di Castel Volturno, visibilmente provato per quanto accaduto nel suo territorio. Il dott. Morlando in seguito all’ennesima strage aveva inviato una richiesta di aiuto allo Stato affinché Castel Volturno potesse diventare un fatto nazionale; la testimonial ed Ambasciatrice per la Pace Agnese Ginocchio,  che dopo il messaggio del dott. Morlando aveva fatto sentire il suo sostegno inviando a sua volta alle redazioni dei giornali internet un forte messaggio di condanna in merito ai gravi fatti accaduti. Agnese Ginocchio aveva portato eccezionalmente con se in questa giornata dedicata in maniera particolare alla Pace, la “Colomba della Pace di Assisi” ( da notare nella foto 1: la colomba é tenuta alla mano da Agnese e da un giovane della comunità africana e nella foto 4 sotto: la colomba viene tenuta in mano da Agnese e da un bambino della Comunità africana, simbolo del futuro, nella foto anche padre Claudio dei comboniani di Castel Volturno...), Ambasciatrice di Pace e di riconciliazione in segno di comunione con la comunità africana di Castel Volturno; ed infine la presenza di una cittadina originaria di Casal Di Principe, che sconvolta per l’accaduto si era recata sempre nella stessa mattinata a Castel Volturno per esprimere solidarietà e vicincanza alla comunità africana. Di seguito riportiamo la lettera che questa cittadina ( ha preferito restare nell’anonimato, noi rispettiamo la sua volontà ) ha scritto di getto nella prima mattinata del 21 Settembre, prima di recarsi a Castel Volturno. La lettera , particolarmente significativa é rivolta ai fratelli africani.  Volontà della cittadina di Casal Di Principe deporre questa lettera proprio sul luogo dove si era consumata la strage di camorra. Per motivi di sicurezza non é stato possibile recarci nella prima mattinata della giornata sul litorale domizio a Castel Volturno, perché la zona era ancora  presidiata e bloccata dalle forze di sicurezza. Pare però (stando a quanto raccontato da alcuni testimoni )  che nel pomeriggio la cittadina si sia recata nuovamente sul litorale domiziano e sia riuscita a raggiungere il suo intento, quello cioé di lasciare la lettera sul luogo della strage. La cittadina era stata accolta con gioia da un gruppo di immigrati africati presenti sul posto. Intanto in esclusiva il nostro portale “Alto Casertano-Matesino & d” per gentile concessione dell’autrice, che consegnò a sua volta la lettera alla testimonial della Pace Agnese Ginocchio, e che a sua volta ce l’ha trasmessa, pubblica di seguito queste toccanti parole, sottolineando che non sono parole pronunciate a caso da una semplice cittadina, ma parole scritte dal ‘gemito’ interiore di una ‘cristiana e fervente cattolica’, ( a nome di tutti i cristiani che si identificano in questo scritto) che di fronte a quanto accaduto si é ‘vergognata‘ di sentirsi tale. Invitiamo tutti alla meditazione di questi toccanti versi. Ancora una volta i troppi silenzi di coloro che si professano cristiani, diventano complici di reato verso l’uomo nostro fratello. 

TU NON UCCIDERE” (V Comandamento)

“Cari Fratelli africani

PERDONATECI!
Se siamo CANI MUTI ma anche SORDI e non solo, ma che della ‘CONVERSIONE’ ci siamo fatti un ‘PARAVENTO’ per coprirci anche gli occhi, sfigurando le parole di CRISTO per legittimare il CARNAIO. PERDONATECI!

-Ecco, i nostri silenzi che sembrano dettati dalla prudenza DOVE ci PORTANO !

-Ecco, le nostre pie PREGHIERE davanti a STATUE IMPASTATE con il sangue dei nostri agnelli(1) dove ci conducono!
PERDONATECI!

Se l’intera cristianità avesse fatto una potente unica protesta non si sarebbe evitato il disastro?

PERDONATECI cari fratelli Africani!” (Firmato: Una Cristiana di Casal Di Principe. 21 Settembre 2008 )

Note(1): Il sangue dei nostri Agnelli: “L’ autrice del messaggio si riferisce agli agnelli che hanno ucciso per venderli e raccogliere così i soldi per la realizzazione di una statua di papa Giovanni Paolo II posta nella piazza di Casal di Principe. I soldi raccolti dai fedeli della chiesa parrocchiale- aveva raccontato l’amica cristiana di Casal di Principe- oltre alla realizzazione della statua erano serviti anche per sfamare i figli dei boss camorristi…..[...]…………………………………………***

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4 STRAGE CASTELVOLTURNO: ORLANDO (ACLI), “DALLA SOLITUDINE LA REAZIONE VIOLENTA” STRAGE CASTELVOLTURNO: ORLANDO (ACLI), “DALLA SOLITUDINE LA REAZIONE VIOLENTA”

“A Castelvolturno nell’agguato i malavitosi hanno sparato nel mucchio a persone di colore per colpire gli africani: possiamo dire che siamo di fronte ad una strage anche di carattere razzista che è stata pericolosamente sottovalutata dalla popolazione e dai politici”. A dichiararlo è Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli, che oggi si recherà a Castelvolturno per portare la sua solidarietà. “Se non fosse andato immediatamente sul posto l’arcivescovo di Capua, mons. Bruno Schettino, avremmo avuto il senso di una solitudine totale delle persone che hanno subito l’attacco allucinante della camorra e sarebbe stata la base per arrivare a delle banlieu all’italiana anche in queste zone”, già degradate dove spaccio di droga, prostituzione, migliaia di immigrati clandestini, povertà sono problemi quotidiani. La reazione degli immigrati, sicuramente violenta, “si può anche capire”, a giudizio di Orlando: “Dopo una situazione di sfruttamento quotidiano e di attacco così brutale si accentua la solitudine di queste persone e la protesta ne è una conseguenza”. Da questa vicenda “viene più forte una richiesta di legalità, di controllo del territorio e di vera integrazione”. A essere vicini agli immigrati, che “hanno diritto a una maggiore protezione”, sono stati finora, conclude Orlando, “la Chiesa e il volontariato”. (Fonte: Pasquale Orlando presidente ACLI NAPOLI)

Speciale dedicato alla strage di S. Gennaro di Castel Volturno a cura del portale “Alto Casertano-Matesino & d” (Per la diffusione e la pubblicazione riportare in chiaro tutte le fonti, compresa quella del portale. Autore delle foto pubblicate in quest’articolo: Andrea PIOLTINI, fotoreporter)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”