23 Settembre Festa di S. Pio di Pietrelcina.

EDITORIALE di” Alto Casertano-Matesino & d” . Il nostro portale dedica alla memoria del grande Santo della Pace, seguace del poverello di Assisi uno Speciale.

Padre Pio fu perseguitato dalla Chiesa a causa della sua troppa popolarità, a causa dei prodigi che Dio operava per le sue mani, a causa delle piaghe che gli comparvero sul corpo. Padre Pio, seguace e figlio del poverello di Assisi ebbe come S. Francesco sul suo corpo i segni della crocifissione di Cristo. Quanti ancora oggi sono i Testimoni e i profeti della Pace, ci riferiamo a quelli che sono capaci con le loro parole, (risultato di quello che vivono) penetranti, carismatiche e vibranti, sanno toccare ed infiammare i cuori e ricondurre i fratelli erranti sulla strada dell’impegno ( missione), quanti di questi Testimoni, profeti e missionari per la  Pace che fanno discutere a causa del loro scendere in campo, del loro esporsi in prima persona, del loro schierarsi dalla parte dei diritti dei poveri, dei diseredati e dei senza voce? Quanti di questi Testimoni e profeti di Pace sono continuamente perseguitati e allontanati da una parte della chiesa stessa, perché ritenuti di fastidio e di pericolo… Ma di quale chiesa stiamo parlando: quella fatta di culti e gesti esteriori[...] o quella che si sacrifica ogni giorno lasciando perdere le lezioni di teologia e tutto il resto, andando piuttosto incontro all’ umanità sofferente lacerata dai mille mali, dalle ingiustizie sociali e dai divari (chi troppo ricco e chi troppo povero..) causati da questo sistema di potere e di morte?  Di quale chiesa stiamo parlando: quella di Cristo o quella di mammona??!?? Un richiamo dunque, ed é questo il messaggio di testimonianza che ci trasmette l’esempio di padre Pio da Pietrelcina, quello di: ritornare all’essenzialità del messaggio evangelico, alla sobrietà mediante uno stile di vita  solidale e aperto al mondo e ai suoi bisogni, nella comunione fraterna, nella carità e nella condivisione delle gioie e dei dolori dell’umanità, senza eccezioni, favoritismi o pregiudizi.

O altrimenti il nostro diventa culto sterile e vuoto, fede esteriore, bigottismo, fanatismo ( ’sepolcri imbiancati’ così lo definì Cristo), fumo che il vento disperde nel vuoto… Meditate gente..(Editoriale, a cura della redazione Alto Casertano-Matesino & d)

(dalla Gazzetta del Mezzogiorno) Quando Padre Pio morì, quarant’anni fa, capimmo tutti che sarebbe entrato nella storia e che la sua fama non si sarebbe per niente affievolita, ma sarebbe continuamente cresciuta, perché era davvero un santo. Le polemiche, forti sin d’allora, non toccarono affatto la buona gente. Anzi, nell’immaginario collettivo, era già considerato santo, non solo per i miracoli che gli si attribuivano, ma soprattutto per l’esempio eroico che aveva dato in tutta la sua vita, per le cose fatte e ancora di più per la vicinanza alla povera gente. La recente pubblicazione dell’inchiesta fatta dal Sant’Uffizio nel 1921 sulle sue stimmate, quanto mai opportuna per illuminare un evento straordinario da cui fu segnato, non aggiunge niente alla fama di santità che è cresciuta ogni giorno di più, tanto che – come lui aveva stesso profetizzato – il santo frate del Gargano ha fatto e fa più chiasso da morto, che da vivo. A quarant’anni dalla morte, quando le sue reliquie sono da mesi esposte alla venerazione di milioni di fedeli e mentre il Segretario di Stato cardinal Bertone celebra la solenne Eucaristia dinanzi a migliaia di fedeli, possiamo testimoniare che non solo in Europa, ma in ogni angolo della Terra San Pio da Pietrelcina non solo è conosciuto, amato e venerato, ma la sua immagine è presente nelle case, sui cruscotti delle macchine, al centro delle piazze e agli angoli delle chiese, come accade solo per la Vergine Santissima e per pochissimi altri santi. Fa a tutti impressione vedere nelle stazioni di servizio, in autostrada, statue e statuette di Padre Pio: la gente gli vuol bene, lo cerca ovunque si trovi, lo invoca nelle malattie e nelle necessità, si affida alla sua protezione. Si può discutere fin che si vuole sulla religiosità popolare, ma – come ci ha insegnato Benedetto XVI – essa fa parte della vera religione, va valutata, perfezionata, se necessario, anche purificata e corretta, ma è anch’essa manifestazione di Dio e, quando è profonda e sincera, porta anch’essa più vicini a Dio. A Lourdes, del resto, Papa Benedetto ha dato una dimostrazione di quanto valga la religiosità popolare mariana e come egli stesso l’abbia non solo accolta, ma seguita generosamente nella parte migliore, facendo il percorso giubilare al pari di tutti i pellegrini che si recano nella città dei Pirenei, per pregare dinanzi alla Grotta. San Pio è entrato nel cuore del mondo e continua a svolgere la missione più di ieri, perché la sua eredità di preghiera, penitenza e carità si è travasata in una moltitudine di devoti e pellegrini che non solo ne ricordano il nome, ma ne seguono l’esempio e attestano che i santi non sono soltanto intercessori preso Dio nelle nostre necessità, ma sono anche «compagni di viaggio», amici, guide spirituali e temporali. Più volte mi hanno chiesto il segreto della popolarità di Padre Pio, non ho avuto difficoltà a rispondere che la sua fama non risiede né nelle stimmate e neppure nei tanti miracoli a lui attribuiti, ma nel fatto di essere stato, per più di mezzo secolo, segno visibile della misericordia di Dio: nel suo volto, nel ministero della riconciliazione, in Casa Sollievo, in tutto quello che faceva e diceva, si vedeva il riflesso dell’amore di Cristo per i peccatori, i malati, i poveri, i cercatori di amore e di pace. La gente andava da lui, perché, a parte le sgridate, sempre studiate e finalizzate, capiva che, sotto quella tonaca, c’era un raggio del Cuore di Cristo. Questa missione, oggi che è proclamato santo ed è venerato come tale nella Chiesa universale, l’esercita ancora di più, perché dinanzi a Dio non fa che pregare per noi e seguire i devoti con l’esempio delle sue virtù. Come disse l’allora cardinale Ratzinger ai funerali di Giovanni Paolo II, anche San Pio «dalla finestra del cielo» ci accompagna, ci guida e, con la sua ombra, ci corregge, quando ne avessimo bisogno. Padre Pio non è il taumaturgo dei nostri tempi, ma è uno dei santi più popolari e più amati in tutto il mondo: un santo, però, non solo da amare e da venerare, ma da seguire e imitare. I santi servono proprio per questo. Padre Pio non è solo lo stigmatizzato di San Giovanni Rotondo, ma è San Pio, il San Francesco e il Sant’Antonio del terzo millennio.
mons. Cosmo Francesco Ruppi 23/9/2008

Alcune testimonianze che narranod ei Miracoli di Padre Pio:

La signora Cleonice – figlia spirituale di Padre Pio raccontava: – “Durante l’ultima guerra mio nipote fu fatto prigioniero. Non ricevemmo notizie per un anno. Tutti lo credevano morto. I genitori impazzivano dal dolore. Un giorno la madre si butto ai piedi di Padre Pio che stava in confessionale – ditemi se mio figlio è vivo. Io non mi FOTO15.jpg (4797 byte)tolgo dai vostri piedi se non me lo dite. – Padre Pio si commosse e con le lacrime che gli rigavano il volto disse – “Alzati e vai tranquilla”. Alcuni giorni dopo, il mio cuore, non potendo sopportare il pianto accorato dei genitori, mi decisi di chiedere al Padre un miracolo, piena di fede gli dissi: – “Padre io scrivo una lettera a mio nipote Giovannino, con il solo nome, non sapendo dove indirizzarla. Voi e il vostro Angelo Custode portatela dove egli si trova. Padre Pio non rispose, scrissi la lettera e la poggiai, la sera, prima di andare a letto, sul comodino. La mattina dopo con mia grande sorpresa, stupore e quasi paura, vidi che la lettera non c’era più. Andai commossa a ringraziare il Padre che mi disse – “Ringrazia la Vergine”. Dopo una quindicina di giorni in famiglia si piangeva di gioia, si ringraziava Dio e Padre Pio: era arrivata la lettera di risposta alla mia missiva da colui che si riteneva morto

Una donna di San Giovanni Rotondo “una di quelle anime”, diceva Padre Pio, “che fanno arrossire i confessori in cui non si trova materia per applicare l’assoluzione”, in altre parole un’anima degna del Paradiso ebbe questa esperienza. Verso la fine della Quaresima, Paolina, questo il nome della signora, si ammala gravemente. I medici dicono che non ci sono più speranze. Il marito con i cinque figli, si reca al convento. Supplicano Padre Pio; I due bambini più piccoli aggrappati al saio singhiozzano. Padre Pio è sconvolto, cerca di consolarli, promette preghiere e niente più. Qualche giorno dopo l’inizio della Settima Santa, Padre Pio si contiene diversamente. A coloro che imploravano la sua intercessione per la guarigione di Paolina, il Padre dice con voce ferma: “Resusciterà il giorno di Pasqua”. Il venerdì Santo Paolina perde conoscenza, all’alba del sabato entra in coma. Dopo qualche ora l’agonizzante si immobilizza. E’ morta. Alcuni familiari di Paolina prendono il vestito da sposa per vestirla secondo la tradizione del paese, altri, disperati, corrono al convento. Padre Pio ripete: “Resusciterà…”. E s’avvia all’altare per celebrare la S. Messa. Nell’intonare il Gloria, mentre il suono delle campane annunzia la resurrezione di Cristo, la voce di Padre Pio è rotta da un singhiozzo mentre i suoi occhi si riempiono di lacrime. Nello stesso momento Paolina “resuscita”. Senza alcun aiuto scende dal letto, si inginocchia e a voce alta recita tre volte il Credo. Poi si alza in piedi e sorride. E’ guarita…anzi, è resuscitata. Padre Pio l’aveva detto: “Resusciterà”, non aveva detto “Guarirà”. Allorché, poco dopo, le viene domandato cosa le è successo nel periodo di tempo in cui è stata morta, Paolina, arrossendo, con pudore, risponde: “Salivo, salivo, contenta…Quando stavo entrando in una grande luce sono tornata indietro, sono tornata giù…”. Non aggiungerà altro.

Un signore racconta: “Mia madre, foggiana, che è stata una delle prime figlie spirituali di Padre Pio, non mancava mai, nei suoi incontri con venerato cappuccino, di chiedergli di proteggere mio padre per convertirlo. Nell’aprile del 1945 mio padre doveva essere fucilato. Era già davanti al plotone di esecuzione allorché vide davanti a se Padre Pio, con le braccia alzate, in atto di proteggerlo. Il comandante del plotone diede ordine di sparare, ma dai fucili puntati contro mio padre, i colpi non partirono. I sette componenti del plotone d’esecuzione e il comandante stesso, stupiti, controllarono le armi: nessuna anomalia. Il plotone puntò nuovamente i fucili. Per la seconda volta il comandante diede l’ordine di sparare. E per la seconda volta i fucili si rifiutarono di funzionare. Il fatto misterioso e inspiegabile, determinò la sospensione dell’esecuzione. In un secondo tempo, mio padre, anche in considerazione dell’essere mutilato di guerra e pluridecorato, venne graziato. Mio padre ritornò alla fede cattolica e ricevette i sacramenti a San Giovanni Rotondo, dove si era recato per ringraziare Padre Pio. Mia madre ottenne così la grazia che sempre aveva chiesto a Padre Pio: la conversione del proprio consorte.

Maria è la madre di un bimbo ammalatosi appena nato, la quale apprende, a seguito di una visita medica che la piccola creaturina è affetta da un male assai complesso. Quando oramai ogni speranza di salvarlo è assolutamente persa, Maria si decide a partire in treno per San Giovanni Rotondo. Abita in un paese al capo opposto della Puglia ma ha sentito tanto parlare di questo Frate che porta impresse nel suo corpo cinque ferite sanguinanti, uguali a quelle di Gesù sulla Croce, e che fa grandi miracoli, guarisce gli ammalati e ridà speranza agli infelici. Parte subito ma durante il lungo viaggio, il bambino muore. Lo avvolge fra gli indumenti personali e, dopo averlo vegliato per tutta la notte sul treno, lo ripone dentro la valigia e ne chiude il coperchio.  Giunge così il giorno seguente a San Giovanni Rotondo. E’ disperata, ha perso l’affetto cui più tiene al mondo ma non ha perso la fede. La sera stessa è al cospetto del frate del Gargano; è in fila per confessarsi e fra le mani stringe la valigia che contiene il piccolo cadavere del suo bambino, oramai deceduto da più di ventiquattro ore. Arriva di fronte a Padre Pio. E’ chino a pregare quando la donna si inginocchia singhiozzante di pianto rotto dalla disperazione, ed implora il suo aiuto, lui la guarda intensamente. La madre apre la valigia e gli mostra il piccolo corpicino. Il povero frate è profondamente toccato ed anch’egli è straziato dal dolore di questa madre inconsolabile. Prende il bambino e gli poggia la mano stigmatizzata sul capo, poi rivolti gli occhi al cielo recita una preghiera. Non passa più di un secondo che la povera creatura già si rianima: un gesto a scatto gli rimuove prima le gambine e poi le piccole braccia, sembra svegliarsi da un lungo sonno.  Rivolto alla madre gli dice: “Madre, perché strilli, non vedi che tuo figlio dorme? Le grida della donna e della folla che assiepa la piccola chiesa esplodono in una ovazione generale. Di bocca in bocca si urla al miracolo. E’ il maggio 1925 quando la notizia di questo umile frate che guarisce gli storpi e resuscita i morti, scorre veloce sui fili del telegrafo di tutto il mondo.

Leggi quì tutti i Miracoli di Padre Pio (clicca su questa scritta per aprire la pagina)

Leggi qui: “Lo stoppo di pca fede“. La storia di Pasquale Di Chiara miracolato da padre Pio

Vedi quì documentario sulla salma di Padre Pio. Documentario speciale sul giorno dell’apertura della cripta a San Giovanni Rotondo per vedere la salma di Padre Pio. Un video da vedere assolutamente

Leggi quì: La Vita di Padre Pio, i miracoli, le bilocazioni

Pubblicatod a red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”