(di Alfonso Navarra) Sarebbe il caso – stavolta – di soffermarsi a festeggiare (anche commuovendosi)
perchè, con l’incubo di McBush scomparso ed il “nero” Obama eletto dal popolo USA, scopriamo di abitare un Pianeta meno invivibile di quanto temessimo. Un Pianeta in cui è possibile coltivare delle speranze per il futuro. Ma credo che non dovremmo unirci ai tromboni della retorica: rimbocchiamoci da subito le maniche per trasformare le opportunità in risultati. Il momento è storico nel senso
che la “macchina” del mondo – e la spinta dal basso in questo conta - ha evitato di imboccare la china del precipizio: possiamo tirare un sospiro di sollievo. Ma mentre il multietnico Obama – su questo non mi faccio illusioni – continuerà a tentare di guidare quella “macchina”, costeggiando la strada che si affaccia sul baratro, la strada delle logiche imperiali sia pure temperate e ”multilaterali”, noi, al contrario, dovremo scendere dal veicolo, che può sempre sbandare, invitare gli altri a seguirci, incamminarci a PIEDI su una nuova strada di autentica salvezza. Vogliamo fortemente la pace con la forza di ciò che costruisce pace: ricerca della verità, della giustizia, dell’unità popolare nel rispetto delle diversità e delle autonomie individuali. Da oggi io – rispettosamente ma con determinazione – mi schiero, come sempre, contro il nuovo imperatore, contro la sua politica, per i valori e gli obiettivi su cui, insieme agli antimilitaristi nonviolenti e gli ecologisti sociali, da decenni sono impegnato. La nuova strada “nonviolenta”, specialmente in Italia, è ostruita da buffoni, da ipocriti, da politicanti “arlecchino” che praticano la scissione pensiero-parole-opere. Forse la nuova retorica obamista montante ci aiuterà a fare piazza pulita delle vecchie categorie culturali con le quali, nel “Belpaese” più che altrove, la sottocasta “arcobaleno” ed i suoi lacchè si ammanta per coprire un vuoto di idee, un deficit etico, un pieno agognato di sottogoverno e di sottoprivilegi. Ieri ho “votato” per Obama, da oggi sono contro Obama: fuori l’Italia e l’Europa dalla “guerra al terrore”, ritiro immediato delle truppe dai fronti mediorientali, denuclearizzazione militare e civile! Agiamo, lottiamo e viviamo per costruire contropotere sociale sui problemi (cibo, acqua, energia, ambiente, istruzione, cultura, salute, lavoro, reddito) che vanno affrontati colletticamente, dal locale al globale! Ad ognuno la scelta: o cominciare a vivere come speriamo, responsabilizzandoci con boicottaggi, azioni dirette, disobbedienze civili; o rassegnarci a finire per pensare come viviamo, come sopravviviamo, pur tra manifestazioni oceaniche: ed infine a perire insieme ad ogni civiltà. (Articolo a cura del giornalista Alfonso Navarra, Rete nazionale PAce e disarmo)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”
Novembre 5, 2008
L’Intervento: “Elezioni Obama. A noi la scelta: o cominciare a vivere come speriamo o rassegnarci allo stato corrotto” (di Alfonso Navarra)
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