Non meraviglia la sortita dell’esponente veltroniano di Caserta a favore del discusso sindaco di Pignataro Maggiore

COINTERESSENZE DELL’ASSESSORE GIGLIOFIORITO (PD) CON AMBIENTI VICINI A GIORGIO MAGLIOCCA (AN)

Pignataro Maggiore (Ce)- (da Comitato anticamorra)  Nessuno si è meravigliato per la sortita dell’assessore casertano Arturo Gigliofiorito (Pd) a favore del discusso sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca (An), in occasione della passerella del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. Il compagno quasi camerata Arturo Gigliofiorito, infatti, quale presidente dell’associazione “Mondotondo”, è corresponsabile con Giorgio Magliocca del disastro nella gestione dei beni confiscati alla camorra nella città tristemente nota come la “Svizzera dei clan”.

Ma c’è di più: Gigliofiorito ha avuto cointeressenze con ambienti magliocchiani pignataresi, in particolare con Michele Di Lillo, nella società editrice che diede vita al quotidiano casertano “Centocittà”, ora chiuso. Sicuramente, in occasione delle riunioni dei soci della “Editoriale Centocittà srl”, Arturo Gigliofiorito avrà avuto modo di apprezzare le qualità del magliocchiano Michele Di Lillo, quest’ultimo poi entrato pure a far parte – su indicazione di Giorgio Magliocca – nel Consiglio d’amministrazione del famoso consorzio Ce4 per la nettezza urbana. Chissà se Gigliofiorito avrà saputo – da altri quotidiani nel frattempo sopravvissuti a “Centocittà” – che Michele Di Lillo aveva a sua volta anche altre cointeressenze, per esempio nel “Pignataro calcio”, insieme con Giorgio Magliocca e l’imprenditore Mario Turino, quest’ultimo da consigliere comunale e assessore della vecchia Dc destituito dal ministro dell’Interno per legami con la camorra. Un po’ distratto Arturo Gigliofiorito, che non si era nemmeno accorto che la villa bunker di via del Conte a Pignataro Maggiore, confiscata al boss Raffaele Ligato, era ritornata ben presto nelle mani della camorra e veniva usata come deposito di automobili rubate e come base per azioni criminali, nonostante l’immobile fosse stato affidato all’associazione “Mondotondo”. E il 5 ottobre 2005 Gigliofiorito si diede ingloriosamente alla fuga, lasciando ad altri la pericolosa villa bunker di via del Conte. Davvero non meraviglia che l’assessore casertano del Pd si sia schierato al fianco di Giorgio Magliocca. E non meraviglia che il Partito democratico – con questi luminosi esempi – sia ridotto peggio della ormai diroccata villa bunker di via del Conte. (Comunicato da comitato anticamorra di Pignataro Maggiore) Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”