Castello di Cisterna(Na)- (di Anita Capasso) Marcia, dibattiti e consiglio comunale anticamorra a Castello di Cisterna in vista della grande manifestazione che si terrà il 21 marzo a Napoli in ricordo delle vittime di mafia. “Pro-muoviamoci alla legalità”, questo il titolo del maxi raduno che ha visto scendere in piazza ieri mattina le forze dell’ordine, i vigili urbani, le scuole e le associazioni locali. Una manifestazione dal grande spessore culturale organizzata in una realtà difficile dove negli anni i residenti hanno disertato la vita sociale preferendo scrivere i propri figli nelle scuole della vicina Pomigliano. Adesso si sta cercando di voltare pagina. L’accento è stato posto sulla necessità di creare lavoro in Campania e non di distruggere posti di lavoro come sta capitando alla Fiat di Pomigliano dove si rischiano di mandare per strada circa 5.000 operai dando man forte alla criminalità. All’iniziativa promossa dall’assessorato alla cultura, presieduto dall’assessore Giosafatte Nocerino, ha partecipato anche il parroco anticamorra don Luigi Merola. L’intento è di creare a Castello di Cisterna nel cuore del rione di edilizia popolare una sede distaccata dell’associazione fondata da don Luigi Merola “A voce d’e creature”. “Alcune persone mi avevano detto che non dovevo venire a Castello di Cisterna -dice don Luigi- perché non era una cittadina degna di questi concetti. Io invece sono qui con voi e devo dire che ho trovato tanti giovani motivati. Ricordate che i boss sono degli scemi e non certo persone che incutono rispetto”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore Giosafatte Nocerino:”E’ importante riappropriarci dei nostri spazi e dei nostri luoghi per isolare i fenomeni delinquenziali. A tutti vogliamo dire che andremo avanti perché sappiamo di essere sulla strada giusta. Chi ha tentato di fermare questa manifestazione deve spiegarci da che parte sta…”. Presente anche una delegazione di Brusciano con il vice-sindaco Vincenzo Cerciello e il laboratorio culturale di Mariglianella don Carlo Carafa. A fornire delle cifre sul peso che il racket ha sul mancato sviluppo dell’economia in Campania è stata Silvana Fucito dell’associazione antiracket:”Un terzo dell’Italia vive sotto la pressione del racket. Il record è nel Sud. Ma ditemi voi chi ha interesse a investire in queste condizioni? Se non spezziamo la catena tra noi e le mafie il nostro territorio è destinato a morire”. Ta gli intervenuti c’erano anche il presidente della Pro-loco Andrea Di Sena, la presidente lega Coop Campania Valda Spoto, il presidente del consorzio Gesco Sergio D’Angelo, la dirigente dell’istituto comprensivo statale di Castello di Cisterna Marianna Esposito. A concludere i lavori è stato il sindaco Aniello Rega. Lo stesso incontro con don Luigi Merola il 23 marzo sarà promosso alla scuola media “Omero” di Pomigliano. La giornata della legalità si è conclusa con un consiglio comunale a tema dove è stato deciso di dedicare la biblioteca comunale ad un ex dipendente comunale, Arcangelo Di Sena, rimasto su una sedia a rotelle perché ferito per errore in un regolamento dei conti tra bande rivali quando a Castello di Cisterna negli anni ‘80 imperversava la faida sanguinaria. Presente anche le Federcasalinghe Donneuropee e una delegazione di Mariglianella del laboratorio culturale don Carlo Carafa, impegnato in prima linea nella lotta all’illegalità e che nella giornata dell’Epifania si fece promotore di un’altra iniziativa a sostegno delle legalità con il gazebo anticamorra in ricordo di Miriam Makeba. (Articolo a cura della giornalista Anita Capasso)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”