Nell’inchiesta sui crolli sequestrato anche il convitto Ancora scosse. Oggi le prime nozze del dopo-sisma
L’AQUILA- «C’erano crepe nelle nostre stanze e una colonna della mensa era marcia». Si arricchiscono le testimonianze dei ragazzi della Casa dello Studente crollata durante il sisma. La procura dell’Aquila, nell’ambito dell’inchiesta sui crolli che hanno provocato la morte di 295 persone, continua a raccogliere informazioni sugli edifici sequestrati. Sigilli anche al Convitto. Ieri il procuratore Adriano Rossini non ha escluso il dolo nelle eventuali responsabilità. E mentre la terra continua a tremare, si è celebrato il primo matrimonio del dopo-sisma.
Testimonianze: crepe nella Casa dello Studente. Avevano segnalato ai reponsabili della Casa dello studente profonde fessure nelle pareti, ma nessuno ha preso provvedimenti. A parlare le ragazze che avevano riferito le loro paure a Carmela Tomassetti, la giovane che ha lasciato la Casa dello studente una settimana prima del sisma dopo aver lanciato ripetuti allarmi. Era stata lei, ieri, a fare il nome delle studentesse alla procura. Le ragazze hanno aprlato di una crepa su un pilastro della sala mensa, con relativa infiltrazione d’acqua; poi hanno detto che effettivamente nelle loro camere c’erano vistose fessure, ma che non sono stati fatti sopralluoghi per stabilirne l’eventuale pericolosità.
I racconti. «Sulle pareti della mia stanza, al terzo piano dell’ala crollata, c’erano tante crepe sottili e molto lunghe», racconta Roberta, 20 anni, studente di Psicologia di Rossano Calabro (Cosenza). Giulio, 21 anni, di Teora (Avellino), dice che su una parete della sua stanza al secondo piano «c’era una crepa sottile dal pavimento al soffitto. Quel tramezzo è crollato nella notte del terremoto». Lui era in camera: «Se mi fossi svegliato subito mi sarei nascosto sotto la scrivania, che, quando ho aperto gli occhi, non esisteva più». Loriana, 20 anni, di Introdacqua, nei pressi di Sulmona, ha visto «alcune crepe davanti alla porta dell’ascensore, al terzo piano dell’ala crollata». Tutti e quattro denunciano poi che da «oltre un mese» uno dei pilastri nella mensa «era marcio, coperto
da un alone nero, come muffa, ed era stato circondato con un nastro di pericolo», racconta Giulio. «Quella colonna della mensa l’hanno vista tutti, c’era acqua intorno», dice Loriana. Anche Gabriele dice che «dalla colonna della mensa filtrava acqua» e che al suo fianco «sul soffitto, c’era un buco di circa 80 centimetri».
Sequestrato Convitto. Si allunga l’elenco degli immobili sequestrati: tra gli ultimi, oltre al palazzo del Genio civile dove sono custoditi i fascicoli degli stabili oggetto dell’inchiesta, anche il Convitto nazionale.
Un anno fa esposto su scavi assassini. Presentò anche foto alla procura dell’Aquila ipotizzando che gli scavi eseguiti per realizzare il centro direzionale e due garage potevano aver compromesso la stabilità dell’edificio dove viveva, il complesso Cioni-Berardi con ingresso su via XX settembre n.79. Dante Vecchioni, 53 anni, è morto la notte del 6 aprile, sotto le macerie di quel palazzo, dalle quali è stato tirato fuori solo cinque giorni dopo. Ora la fidanzata Stefania, ingegnere, e la cugina Valentina stanno costituendo un Comitato con le famiglie residenti nel fabbricato: nove sono state decimate dal crollo che ha interessato un’intera ala, dieci le vittime. Sarebbero state molte le riunioni di condominio nel corso delle quali gli inquilini manifestarono preoccupazione per le
conseguenze dei lavori di scavo sul loro palazzo.
Controlli a tappeto sui cantieri delle opere pubbliche in tutta Italia. A suggerirlo è il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e dice che fa bene il procuratore dell’Aquila Adriano Rossini a non escludere l’ipotesi del dolo «ma più che dolo penso all’imperizia nella realizzazione delle opere».
Sono 4.300 i sopralluoghi fatti finora. Gli edifici risultati agibili è passata dal 52% (15 aprile) al 57%; il 20% degli edifici è risultato temporaneamente inagibile; il 3% è risultato parzialmente inagibile, il 2% è stato dichiarato temporaneamente inagibile «da rivedere con approfondimento». Infine, il 17% degli edifici risulta inagibile.
Oggi le prime nozze del dopo-sisma. È stato celebrato ieri all’Aquila il primo matrimonio, con rito civile, dopo il terremoto del 6 aprile, tra l’architetto Massimo Marinelli, 33 ani, e Maria Chiara Aio, dipendente della Transcom (32). La cerimonia si è svolta nel cortile della scuola scuola materna «Collodi» di via Aldo Moro, trasformata in questi giorni in un centro operativo. Oltre a parenti e amici, alle nozze hanno partecipato delegazioni dei vigili urbani e dei vigili del fuoco, invitati all’amministrazione come segno di gratitudine per l’attività svolta in città in questi giorni. (Fonte: IL Messaggero)
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”