Alife(Ce)- (di Enzo Perretta)Un momento storico memorabile e straordinario che consentirà alla città di Alife di riscoprire una parte importante delle proprie origine e di riportare alla luce una testimonianza vivente della sua storia millenaria. È quanto vivrà stamani il capoluogo alifano con l’inaugurazione dei lavori di recupero e valorizzazione dell’ Anfiteatro romano (foto 2) e del Criptoportico (foto 1), due imponenti monumenti archeologici risorti dopo scavi durati circa due anni grazie all’amministrazione comunale retta dal sindaco Roberto Vitelli che, su impulso dell’assessore al Patrimonio Storico ed Archeologico Alessandro Parisi, è riuscita ad ottenere i finanziamenti necessari inserendo entrambi i siti nell’ambito del Progetto Integrato “Direttrice Monti Trebulani-Matese”, di cui sono stati i progetti portanti. Alla presenza del sindaco Vitelli, dell’assessore Parisi, del Vescovo della Diocesi di Alife-Caiazzo Mons. Pietro Farina, del Soprintendente ai Beni Archeologici per le Province di Napoli e Caserta Mario Pagano, del Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e del Responsabile della misura 2.1 del Por Campania 2000/2006 che porteranno il loro saluto, nella sala consiliare del Comune si svolgerà la cerimonia di benvenuto con il primo cittadino che ripercorrerà le tappe del lungo iter amministrativo, avviato nel 2000, che ha consentito il recupero dell’Anfiteatro e del Criptoportico. A seguire, l’assessore Parisi guiderà le autorità ed il pubblico presente nella visita ai due siti archeologici e, infine, nel Museo Alifano. La seconda parte della giornata sarà dedicata ai contributi storici, culturali ed archeologici degli esperti e di quanto hanno lavorato al recupero dell’amphiteatrum e del cryptoporticus di Alife Romana quale nuova scoperta, che illustreranno i tratti salienti del percorso fatto e si soffermeranno sull’importanza storico-culturale di entrambi i siti. Il Criptoportico si presenta come un grande ambiente sotterraneo, con struttura ad “U”, con ciascun braccio suddiviso da un doppio ambulacro in due navate coperte da volta a botte e divise da pilastri rettangolari. I due bracci longitudinali misurano circa 28 metri, quello trasversale circa 45. Il monumento è ubicato nel quadrato nord-est della città romana, ed è stato realizzato tra l’età tardo-repubblicana e l’inizio dell’età imperiale. L’Anfiteatro Romano, individuato già dal 1967 grazie a foto aeree e a saggi di scavo, era il quarto più grande anfiteatro dopo il Colosseo, quello di Pompei e quello di Capua. Aveva un asse maggiore di 48 metri e un asse minore di circa 38 metri, ed è posto a sud-est poco al di fuori delle mura, lungo la via per la città di Teleria oggi denominata Via Caduti sul Lavoro. (Articolo a cura dell’ufficio stampa Enzo Perretta)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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