Sacconi: «Retribuzioni legate ai risultati dell’azienda» Il ministro auspica anche la partecipazione dei lavoratori all’ impresa e al suo azionariato.
Italia- (di Rosario Amico Roxas) Quando la partecipazione operaia agli utili e alla gestione delle aziende veniva proposta come sintesi dello Stato sociale, allora lo stesso Tremonti la bocciava come una contraddizione alla politica del mercato. Ora che le aziende, a causa degli egoismi del capitalismo, sono andate a p… (snippane) ora cercano gli operai per dividere i rischi e stimolare alla produzione. Ora è il momento, invece, di mettere da parte gli antichi proprietari dei mezzi di produzione, rilevare le aziende per il valore ricavabile dalle dichiarazioni dei redditi (se il titolare non ha mai pagato tasse, allora la sua azienda non ha alcun valore !!!), ed affidarle a cooperative interne all’azienda stessa, senza scopo di lucro, in grado di reinvestire gli utili creando nuovi posti di lavoro, guadagnando in competitività. La gestione manageriale affidata a giovani manager con stipendi rapportati ai risultati, ma non superiori a tre volte il salario della manodopera specializzata. Questo non è collettivismo di stampo marxista, è politica sociale ed economia del lavoro, (antitesi alla economia della finanza), in grado di promuovere uno sviluppo equilibrato dell’economia ed eliminare il GAP tra le classi, che oggi da GAP economico è diventato GAP politico e si è consolidato come GAP etico. E gli ex proprietari ???? Che se andassero alla Cayman a godersi il frutto delle rapine perpetrate per anni, magari portandosi appresso Il caimano. (art. a cura del dott. Rosario Amico Roxas )
Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”