Italia- (Art. di  Fabrizio 88 Belloni) Non andrò a votare per la scelta dei cosiddetti arlamentari europei per due motivi di fondo. Il primo è squisitamente personale. Non credo nella democrazia, né in quella liberal capitalista, né in quella popolar socialista. Considero la “democrazia” il male assoluto e la ritengo la peggior forma di incarnazione del patto sociale. Semplicemente perché non esiste, non è mai esistita (se non in un timido tentativo all’età di Pericle, subito abortito, per la necessità di creare la boulè, la rappresentanza cioè), né esisterà mai. In compenso la “democrazia” ha seminato una massa di morti ammazzati impressionante, nella storia. E pretende pure che le si dica grazie e che i suoi schiavi si ritengano fortunati e privilegiati, al punto da esportarla con le baionette anche là dove non è capita, voluta, apprezzata, e che anzi è ferocemente combattuta. Ma questo è un motivo mio personale che non voglio imporre a nessuno: penso che chiunque debba e possa arrivarci da solo, attraverso un percorso che può essere solo interiore e non imposto. Il secondo motivo invece deriva dal rifiuto ad essere presi in giro. E questo dovrebbe e potrebbe essere condiviso da molta gente: vedremo il livello di astensionismo, di schede bianche , di schede nulle (sarebbe bello poter leggere quello che tanta gente scrive sulla scheda: meglio di Zelig). Non mi va di essere preso in giro dai partiti. Non uno, non uno che uno ha proposto di dotare l’assemblea europea del potere legislativo. Vi sembrerà strano ed aberrante, ma l’aula di Strasburgo non può proporre leggi, come avviene nel nostro ed in altri parlamenti. Che poi è la funzione prima e più importante (almeno dovrebbe!) delle varie Camere e Senati sparsi nell’Europa, oltre ovviamente a votare la fiducia ai governi. No, in Europa le leggi vengono elaborate e confezionate nelle Commissioni. L’Aula ha il solo potere di ratificare decisioni altrui, senza poter modificare, aggiungere, togliere. E badate bene che i “Commissari” (i “ministri”, come vengono chiamati in Europa) non sono eletti, ma vengono nominati. Nessuno elesse Prodi come “primo ministro” del governo europeo, per esempio. E così i Commissari, che presiedono le commissioni. Nessun partito ha dichiarato di volersi far carico dell’impegno per correggere questa fantasiosa anomalia. Curioso, vero? Malignamente dico che in cambio del ben pagato mestiere europeo, tacitamente accettano di “non svegliare il can che dorme”, di “non parlare al manovratore”. Cioè, è tutto un giochino, un teatrino, una presa in giro, appunto. E non voglio essere preso in giro neppure dai poteri forti. Poteri forti che hanno creato quel mostro criminale che è la BCE Banca Centrale Europea, che è la padrona dei soldi, con nessunissimo Organo di controllo. La BCE può fare quello che crede, quando crede, come crede, senza che nessuno, neppure i Governi nazionale e tanto meno Strasburgo e Bruxelles possano dire alcunché. E la BCE impedisce ed impedirà sempre la creazione di un Europa politicamente unita, forte e con attribuzioni concordate e precise.. Una tale Europa potrebbe pretendere il controllo della BCE, come accadeva negli Stati Nazionali nei confronti delle Banche Centrali Nazionali, prima che qualche traditore le svendesse agli amici, agli amici degli amici, con i risultati che abbiamo amaramente constatato. No, la BCE non permetterà mai lo sviluppo di un’Europa come tutti la sogniamo, come tutti la vorremmo. Votare per quel cimitero di elefanti, per lo più trombati a livello nazionale, cui si dà il contentino per andare a votare il calibro di piselli e fagioli, il colletto delle carote, le dimensioni delle zucchine o il modo di eviscerare i polli? No, grazie. Non in mio nome. Io non vado a votare. (Art. di  Fabrizio 88 Belloni)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”