(Video cerimonia Antonio Sottile Alife(Ce), a cura del prof. Fernando Occhibove)

 

ALIFE(Ce)- In piazza della Liberazione, si é svolta la cerimonia di fiori-2-e-cero-pace-ad-antonio-sottile-busto-alife-feb-09commemorazione del decimo anniversario della scomparsa del Finanziere Scelto Antonio Sottile, nato nel citato Comune di Alife il 15 febbraio 1971 ed arruolato nel Corpo il 22 settembre 1990. La cerimonia (vedi video) ha visto la presenza delle istituzioni di Alife capeggiate dal Sindaco Fernando Iannelli, dei rappresentanti del Comando della Guardia di Finanza territoriale nella figura del comandante Liliano Liberato, del Comandante comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Francesco Saverio Manozzi, dei familiari del giovane caduto in servizio, e di  numerosi cittadini.ed  é culminata con la deposizione di una corona d’alloro sul busto commemorativo dedicato al finanziere Antonio Sottile sito presso la Villetta comunale (vedi foto a dx) . Il militare è stato decorato di Medaglia d’Oro al Valor Civile, alla memoria, in seguito a fatti accaduti allorquando era in forza alla Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Brindisi. Il 23 febbraio 2000, a Contrada Jaddico (Br), nel corso di un’operazione anticontrabbando, il Finanziere Scelto Antonio Sottile perdeva la vita in seguito allo speronamento dell’autovettura di servizio ove era a bordo da parte di un fuoristrada guidato da un contrabbandiere. Nella circostanza decedeva altro militare del Corpo e altri rimasero feriti. Il gravissimo episodio destò grande commozione in tutto il Paese, da cui prese avvio il piano straordinario anticrimine per la Puglia, meglio noto come operazione “Primavera”.

 In particolare, il cordoglio fu particolarmente sentito ad Alife, piccolo centro situato a ridosso del massiccio del Matese, in provincia di Caserta, dove il militare era nato e dove aveva vissuto fino al 1990, allorquando si era arruolato nel Corpo. In seguito a tale evento, il 18 maggio 2001 è stato eretto ad Alife un monumento(vedi foto)  alla memoria dell’eroico Finanziere. (Comunicato da red. cronac)

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-Brindisi- (di Alessandro Cellini) Cerimonia di Commemorazione dei finanzieri ‘ Antonio Sottile e Alberto De Falco’ a 10 anni dalla tragica scomparsa

- Antonio e Alberto, dieci anni dopo

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Quella benedetta Primavera

Brindisi-Oggi il 10^ anniversario della tragica morte del vice brigadiere Alberto De Falco e del finanziere scelto Antonio Sottile, uccisi da un convoglio contrabbandiere. I due finanzieri sono stati ricordati dai loro colleghi e dalla popolazione brindisina con una Santa Messa celebrata da Mons. Rocco Talucci, presso il Santuario di S.Maria Madre della Chiesa di Jaddico. La cerimonia é stata preceduta dalla deposizione di una corona d’alloro sul cippo commemorativo sito sulla complanare della 379, in localita’ Jaddico.  (vedi foto auto incidente). A dieci anni esatti di distanza dalla tragedia, morirono i finanzieri Antonio Sottile e Alberto De Falco, incastrati nelle lamiere di una Fiat Punto speronata (vedi foto a dx)  da un fuoristrada corazzato utilizzato da due contrabbandieri. A quell’episodio lo Stato reagì con l’operazione «Primavera». Sul luogo dell’incidente in giornata odierna  è stata deposta una corona d’alloro alla presenza dei comandanti regionale e provinciale di Brindisi della Guardia di finanza, Luciano Inguaggiato e Vincenzo Mangia, delle massime autorità civili e militari locali e dei familiari delle due vittime. Alla cerimonia è seguita la celebrazione di una Messa nel santuario di Jaddico presieduta dal vescovo di Brindisi, monsignor Rocco Talucci. Proprio ieri, in coincidenza con l’anniversario della tragedia, la polizia di Brindisi ha messo a segno un’operazione denominata «Decima primavera», con l’arresto di 12 presunti appartenenti ad un’organizzazione di contrabbandieri. 10 anni fa moriva anche il contrabbando a Brindisi. Perché lo Stato, preso da un improvviso rigurgito di legalità, ferito nell’onore per una tragedia rispetto alla quale non poteva più far finta di nulla, fu costretto a colpire con una durezza senza precedenti, cancellando in meno di un mese ciò che in vent’anni aveva colpevolmente (e in parte volutamente) trascurato. Sottile e De Falco morirono travolti da un’auto contrabbandiera. I colpevoli di quel delitto furono catturati, condannati e hanno espiato la loro pena. Ma in pochi ricordano che i quattro finanzieri chiamati quella notte a fronteggiare l’ennesimo sbarco di sigarette (due rimasero gravemente feriti) erano a bordo di una minuscola e scalcagnata Fiat Punto (vedi foto sopra). In quella che all’epoca era la zona più calda d’Italia per i traffici di “bionde”, dove le organizzazioni contrabbandiere erano munite di giganteschi fuoristrada blindati più vicini a carri armati che ad automezzi, la guardia di finanza era chiamata a combattere muovendosi su indifese utilitarie.  Mandati al massacro, quasi come i soldati spediti in Russia nella II Guerra mondiale, male armati e male equipaggiati, contro una forza d’urto devastante e organizzatissima. I fuoristrada che vedete oggi, quelli in dotazione alla guardia di finanza, furono inviati a Brindisi solo dopo l’Operazione Primavera, quando ormai non servivano più.  Fino a quella sera del 23 febbraio 2000 lo Stato aveva lasciato fare. (Fonte:  giornale Senza colonne Brindisi)

articolo 2:

Questa terra mi ha dimenticato: Intervista ad Enzo Bianco ex Ministro dell’ interno

Brindisi – “Devo ammettere che sì, ho sempre un po’ sofferto per il silenzio calato così rapidamente sul successo dell’operazione ‘Primavera’. E’stata per me, per il Paese, una scommessa vinta. Ma in Italia si sa, restano solo i demeriti, mai i meriti”. Per l’ex ministro degli Interni Enzo Bianco (nella foto), quelli a venire, sarebbero dovuti essere i giorni della “gloria”, del riconoscimento, se si vuole della gratitudine di un intero popolo per un trionfo dello Stato sull’Antistato con rari precedenti nella storia. Fu il ministro dell’ “Operazione primavera”, era il 2000, che in pochi mesi e col dispiegamento straordinario di 1900 uomini delle forze dell’ordine, spazzò dalle strade e le campagne e il tessuto sociale della Puglia e di Brindisi, la piaga del contrabbando di sigarette. Un fenomeno che i più consideravano innocuo, quasi folcloristico e romantico, ma sul quale si andava rafforzando il potere di una mafia, la “Quarta mafia”, pronta al definitivo salto di qualità. “Se non avessimo realizzato quell’intervento – dice Bianco – oggi la Puglia si ritroverebbe nelle stesse condizioni di certe aree della Calabria, della Sicilia, della Campania”. Fu ostacolato, criticato, perfino bandito da questa terra che liberò: “Quando chiedevo ai dirigenti del mio partito di poter venire a fare campagna elettorale in Puglia, mi chiedevano con ‘garbo’ di restarne fuori”. Oggi, a dieci anni dall’avvio di quell’operazione, scaturita all’indomani dell’omicidio di due finanzieri travolti da un blindato di contrabbandieri, l’oblio cala su di lui.

Senatore Bianco, fra pochi giorni l’operazione Primavera compie i suoi primi 10 anni. Lei fu l’artefice di una delle più importanti vittorie delle Istituzioni sulla criminalità organizzata. Qualcuno le riconosce oggi questo merito?
 
Guardi, in questo momento mi trovo all’estero proprio perché nessuno mi ha invitato ad alcuna celebrazione. Ammetto di essere molto amareggiato per questo. E anzi, lancio un messaggio attraverso il vostro giornale: se qualcuno mi vorrà, chiederà la mia presenza per ricordare quella vittoria, sarò pronto a mollare tutto pur di esserci.
Anche le Istituzioni centrali sembrano in qualche modo aver dimenticato l’esempio di quell’esperienza. E’ rimasta unica nel suo genere, mai più ripetuta nonostante gli incontestabili risultati

 Purtroppo è così. L’operazione primavera fu tra le più brillanti operazioni di polizia che siano mai state condotte nel nostro Paese. In pochissimi mesi abbiamo estirpato da quella straordinaria regione che è la Puglia un tumore che manifestava metastasi sempre più preoccupanti, che rischiavano di compromettere per sempre il futuro del territorio. Senza quell’intervento oggi la Puglia non sarebbe così come la conosciamo. Quindi speravo, anzi ero convinto che in futuro quell’operazione sarebbe stata presa a modello per liberare altre regioni d’Italia dalla piaga della criminalità organizzata, per infliggerle colpi mortali. E invece niente, tutto dimenticato.

L’inizio della fine del contrabbando pugliese ha una data ben precisa: il 23 febbraio del 2000. Quella notte due finanzieri furono travolti e uccisi da un blindato carico di bionde alle porte di Brindisi. Si chiamavano Alberto De Falco e Antonio Sottile

 Sì, li ricordo bene quei momenti. E ricordo che decisi tutto in tre giorni. Non me la sentii di attendere oltre, non potevo. Col governo concordammo l’immediato invio di 1900 uomini in Puglia per batterla a tappeto e ripulirla da quella piaga che diveniva sempre più preoccupante. Ricevetti subito l’assenso e il plauso dei capi tutti i corpi coinvolti, dai Carabinieri alla Guardia di Finanza. Si trattò di una scelta forte che avrebbe portato al successo o al fallimento. E nessuno aveva osato cimentarsi prima in un’impresa simile

E’ cinico. Ma il sacrificio di quei due finanzieri fu in qualche modo il male necessario perché si potesse agire con tanta determinazione?
 
E’ duro da riconoscere ma sì, a quel sacrificio dobbiamo tanto, tutto. Se avessimo agito così, da un giorno all’altro, non avremmo avuto il sostegno della popolazione. Purtroppo viviamo in una società in cui la comunicazione riveste un ruolo decisivo, quell’evento tragico creò il clima giusto per poter dare il via all’operazione. La morte di quei ragazzi ha creato un’emozione tale da far accettare l’arrivo sul territorio di migliaia di militari e poliziotti. A lungo la regione fu interessata da posti di blocco, perquisizioni, interventi a tutto campo. Ma la Puglia tenne duro e lo accettò, capì che lo facevamo affinché simili drammi non si ripetessero, e quelle vite spezzate non fossero vane.  Eppure il fenomeno aveva assunto connotazioni preoccupanti ed era penetrato nei gangli della società già da tempo Sì è così. Sapevo già cosa stesse accadendo a Brindisi e in Puglia. Avevo ricevuto al ministero dei rapporti segreti estremamente dettagliati e allarmanti. Ma non furono solo quei documenti a farmi capire quali spaventose dimensioni stesse raggiungendo il fenomeno. Per me furono importanti e significativi anche i racconti di miei parenti che vivono proprio a Fasano. Un giorno mi chiamarono, ricordo che era pieno agosto, e mi dissero che mentre erano in spiaggia a Savelletri con le proprie famiglie, si avvicinarono a loro dei contrabbandieri e li costrinsero letteralmente a sloggiare da quel punto perché serviva allo scarico delle sigarette. Ecco, quando succedono queste cose, quando la criminalità diventa tanto sfacciata da impossessarsi con la forza del territorio anche alla luce del sole, vuol dire che si sta giungendo al punto di non ritorno.
 
Ma per quale ragione quell’operazione ebbe un successo tanto clamoroso?

 La percezione che ebbi da subito fu che la Puglia si fosse risvegliata, soprattutto dopo la morte dei due ragazzi. Tutti avevamo ormai capito che la Sacra corona unita, attraverso il contrabbando, stava mettendo in piedi una vasta e fitta rete di rapporti e collegamenti, attraverso cui avrebbero viaggiato altre merci. Le sigarette sarebbero state sostituite da cocaina, eroina, armi. E quella mafia si sarebbe rafforzata rapidamente. Anche perché ormai non si trattava più di un fenomeno quasi di costume, romantico. In Puglia il sistema stava adottando tecniche del tutto nuove. L’aspetto quasi folcloristico dell’ “Oro di Napoli” era stato sostituito da scene in stile James Bond. Non si trattava più insomma della vecchietta all’angolo della strada con le stecche sul bancone. A Brindisi si usavano radar, vedette, torri di controllo alte anche 25 metri. E per contro la presenza dello Stato era risibile. Per questo decisi di inviare migliaia di uomini a supporto.

Ebbe timore che la gente potesse non accettare una così massiccia presenza di forze dell’ordine?

 In un certo senso era inevitabile. Ma mi sentivo risoluto, volevo fare qualcosa di importante e definitivo. Sapevo che sul breve periodo sarei stato anche contestato. Ma alla fine quegli sforzi, quella scommessa, ha pagato. Abbiamo vinto noi, e la Puglia è riuscita a salvarsi

Secondo alcune stime, in quegli anni, erano circa 5mila le famiglie che nella sola Brindisi vivevano grazie al contrabbando. Si parlava di un giro d’affari che costituiva circa il 40 del Pil. E in molti sostenevano che senza sigarette l’intera provincia si sarebbe impoverita e la manovalanza sarebbe passata e ben più pericolosi affari. Dieci anni dopo come giudica quegli allarmi?

 Direi infondati. Nulla di tutto ciò è avvenuto. Quelle previsioni così fosche sono state spazzate via dai fatti. Oggi Brindisi è una realtà fiorente, che vive la sua economia senza più il peso del contrabbando della criminalità organizzata. Anzi, dirò di più: fu quasi un investimento per l’intero Paese che incassò da quella guerra vinta 4 volte le spese. Ricordo che perfino il ministro delle Finanze apprese quel dato con stupore, non ci credeva.

 Ma nonostante ciò, nessuno si scomoda a ricordare il suo impegno, almeno riconoscerle i meriti
 
E’ l’Italia. Da noi si ricordano solo i demeriti, i successi vengono dimenticati velocemente. Ricordo che dopo quella clamorosa vittoria diedi ai dirigenti regionali del partito la disponibilità a essere presente in Puglia durante la campagna elettorale. Ma mi tennero fuori, anche se con garbo. Oggi la storia si ripete. A dieci anni da quell’operazione non ho ricevuto alcun invito. Per me sarebbe stato un segnale importante, un riconoscimento per qualcosa che credo abbia inciso positivamente nella vita di tutti i pugliesi. Io ribadisco quindi la mia disponibilità. Se qualcuno vorrà chiedere la mia presenza per celebrare il decennio, sarà pronto a lasciare tutto e venire. (Fonte: SenzacolonneBrindisi)
Articolo 3:

- Testimonianza del finanziere scelto Sandro Marras collega di Antonio Sottile, scampato all’incidente-

ERA DESTINO ?

Anche perché io potevo guidare il fuoristrada della finanza, Edoardo le Alfa Romeo 75, ma quel giorno non erano disponibili…

Brindisi- (di Sandro Marras, nella foto) Quel giorno mi ricordo che Vb. De Falco Alberto era in ritardo e quindi stavo seduto io come Capo Macchina in quanto appuntato, usciamo dalla caserma e vediamo arrivare Alberto allora sono sceso e mi sono seduto dietro l’autista Edoardo, Alberto mi disse stai d’avanti che sei più anziano, io dissi di no perché rispettavo i gradi. (da circa 2 mesi Alberto aveva indossato i gradi da Vb.) Allora girando per la litoranea ci siamo fermati (appostati) in un tratturi (strada sterrata) vicino alla chiesa di JADDICO. Dopo una lunga attesa (penso circa 1 ora ). Ho sentito dire ad Antonio guarda sopra il ponte stanno (riferito ai contrabbandieri con il fuoristrada ) allora Edoardo mise in moto la macchina e partimmo, presa la strada asfaltata, io non li vedevo e dopo circa 200 metri dissi dove stanno, e una voce non ricordo di chi disse sono passati mi girai alle spalle e mi svegliai a casa senza capire il motivo di quelle attenzioni le visite dei colleghi ogni giorno, però non mi chiedevo mai il perché. Un giorno come tanti altri giorni venne il Cap. Mario P. (allora Capitano) che accompagnava una signora che mi facce tante domando ( io tra di me dicevo che vuole questa qua ), mi ricordo come un Flashback che dissi QUESTO E’ IL NOSTRO LAVORO RISCHIAMO OGNI GIORNO LA VITA. Allora lei si alto e mi salutò, io mi sdraiai nel letto, ed entro il Cap. Mario P. e mi disse (ringrazio ancora il Cap. Mario P. per le sue parole) con un giro di parole, che la mia pattuglia che usciva già da 10 giorni sempre le stesse persone De Falco Alberto, Sottile Antonio, Edoardo ed io avevamo avuto un incidente con un blindato dei contrabbandieri, e che io ero stato in coma per 15 giorni, che Edoardo aveva riportato 57 fratture, purtroppo mi comunico che erano deceduti, De Falco Alberto e Sottile Antonio, da quel giorno non ne passa uno che non pensi ad Alberto e Antonio.(di Sandro Marras Finanziere)

-Sulla tomba di Tony(Antonio Sottile)

-Canzone dedicata alla Memoria del finanziere “Antonio Sottile” ( ad Alberto De Falco e a tutte le vittime della mafia)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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