LISTA INCIDENTI NUCLEARI (E MISFATTI) in costante aggiornamento L’utilizzo del documento, o di parte di esso, è consentito citando la fonte. DI SEGUITO E’ RIPORTATO UN ELENCO DI INCIDENTI/ESPLOSIONI NUCLEARI, EVENTI CON CAUSE RADIOATTIVE ED ALTRI CORRELATI O CONNESSI. LE ANNOTAZIONI IN ROSSO SONO TRATTE DAL SITO DEL PROGETTO HUMUS ALLA SEGUENTE PAGINA http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialdbnuke2 ,
DOVE CLICCANDO SUL LUOGO DELL’EVENTO SI HA LA DESCRIZIONE DELLO
STESSO. PER MAGGIORI NFORMAZIONI, INVECE, SULLE ESPLOSIONI NUCLEARI,
VEDI QUI: http://www.progettohumus.it/nucleare.php?name=specialtrinity E PER
VEDERNE L’ELENCO COMPLETO QUI:
http://www.seismo.ethz.ch/bsv/nuclear_explosions.html
~1896 – Chicago, Illinois, USA: sovraesposizione radiografica
~1905 – Washington, Columbia, USA: sovraesposizione radiografica
anni 1940/1970 -La sottocomissione del governo degli Stati Uniti denuncia, in un rapporto del 1986, la conduzione di esperimenti su più di 23.000 soggetti in 1.400 differenti città 1943/1973 – Ricercatori di Harvard e del MIT effettuano delle ricerche su 40 adolescenti maschi minorati mentali. Ai ragazzi viene somministrato cibo contaminato e la ricerca viene pubblicata nelle riviste accademiche
1945/1998 – Mediterraneo: 114 incidenti con coinvolgimento di una o più navi da guerra. Le tre flotte nucleari che pattugliano il Mediterraneo (USA, Gran Bretagna e Francia) hanno subito rispettivamente 61, 16 e 12 incidenti
7 Maggio 1945 – Trinity, Alamogordo, N.Messico (USA). Prima esplosione americana strumentata che condurrà alla Bomba di Trinity. Questa bomba, contenente 1000 curies di materiale fissile, verrà fatta esplodere a 1,5 Km. di distanza dal Ground Zero di Trinity, con lo scopo di testarne le strumentazioni
4 Giugno 1945 – Los Alamos, New Mexico, USA: fuoriuscita di massa critica di uranio arricchito
16 luglio 1945 – Trinity, Alamogordo, N.Messico (USA). Seconda esplosione a circa 29 metri d’altezza: crea un depressione di 400 m. di diametro. Il calore della deflagrazione trasforma la sabbia del deserto in un nuovo tipo di roccia cristallina battezzata la “Trinitite”.
6 Agosto 1945 – Hiroshima, Giappone: uso bellico di arma nucleare. Bomba all’uranio (Little Boy) arricchito del peso di 3.900 Kg. ad una altezza di 580 metri. 140.000 morti fino al 1946; 62.000 edifici distrutti
9 Agosto 1945 – Nagasaki, Giappone: uso bellico di arma nucleare. Bomba al plutonio (Fat Man) del peso di 4.050 Kg. ad una altezza di circa 500 metri: ~73.884 morti a fine 1945
11 Agosto 1945 – Corea. Due giorni dopo la bomba atomica di Nagasaki, gli scienziati giapponesi di stanza a Konan (il maggiore complesso industriale sotto il controllo nipponico) ed ignari della decisione presa dall’imperatore di arrendersi evitando ulteriore morte e devastazione, eseguono un test nucleare: il lancio partì dal bacino di Konan, fu guidato nel mare del Giappone per entrare nel porto di una piccolissima isola. Per diversi giorni relitti di imbarcazioni e altre vecchie navi furono portate sull’isola che era talmente piccola da non risultare su molte mappe. I pochi abitanti furono evacuati. Venti miglia dall’isola gli osservatori aspettavano e pregavano che gli assidui sforzi avrebbero prodotto il risultato che tanto speravano: una forza di distruzione enorme da poter usare nell’ autunno sulle forze alleate in procinto di un’invasione. Il risultato fu sorprendente: sotto la nube radioattiva le imbarcazioni erano affondate o bruciavano mentre della vegetazione sulle colline ne rimaneva solo le ceneri. Un fungo atomico che probabilmente era molto simile a quello di Hiroshima e Nagasaki. Ma tutto fu inutile per la presa di posizione dell’imperatore di cessare i
combattimenti. Peranto, una volta a conoscenza dell’imminente resa, gli scienziati giapponesi si diedero da fare per distruggere tutti i loro documenti nonche’ tutto l’equipaggiamento e strumentazioni possibili (incluse altre bombe atomiche quasi completate) perche’ i russi ormai avanzavano verso il complesso di Konan dalle montagne nel nord della Corea. Tutta l’apparecchiatura non distrutta finì in Russia assieme agli scienziati che furono torturati, interrogati e cancellati dalle pagine della storia
21 Agosto 1945 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio (contaminato lo scienziato Harry K. Daghlian, Jr)
21 Maggio 1946 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio (contaminato lo scienziato Louis Slotin)
24 Luglio 1946 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico). Test nucleare ad una altezza di 160 metri. Gli abitanti dell’isola vengono momentaneamente evacuati al fine di far svolgere agli americani il loro test.
Anni 1946/1956 – Viene somministrato cibo radioattivo a 19 ragazzi che frequentano la Fernland School per “ritardati mentali” in Massachusetts (farina d’avena e latte arricchiti di ferro e calcio radioattivi).
29 Agosto 1949 – Semipalatinsk, Kazakhstan (URSS). Prima bomba sovietica al plutonio progettata da Yakov Zeldovitch e Yuli Khariton.
Anni ’50 – A molti abitanti dell’Alaska vengono somministrati isotopi radioattivi per studiare il loro adattamento al freddo. 102 indiani Inuit e Gwich sono alimentati con capsule di Iodio 131, per poter studiare l’attività delle loro ghiandole tiroidee
5 Agosto 1950 – Base Suisun dell’Air Force, Farfield, California (USA). Un bombardiere B-29 che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile si schianta e si incendia vicino ad un campeggio di roulotte occupato da 200 famiglie. L’equipaggio aveva avuto difficoltà con i propulsori dell’aereo e con il ritiro del carrello di atterraggio immediatamente dopo il decollo dalla Base dell’Air Force di Fairfield Suisun (ora base dell’Air Force di Travis), schiantandosi, infine, mentre tentava un atterraggio di emergenza. Il bombardiere stava trasportando 20-27 kg. di bombe con esplosivo convenzionale, che detonarono 15 minuti dopo lo schianto. L’esplosione seguita, fu
sentita fino ad una distanza di circa 50 km. e creò un cratere largo da un capo all’altro 18 m. e profonda 1,80 m. Lo schianto e la successiva detonazione uccisero diciotto uomini del personale, incluso il generale Travis dell’Air Force, e ferì altre 60 persone.
7 Aprile 1951 – Runit island, Atoll Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 100 m.
8 Aprile 1951 – Eberiru island, Atoll d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 60 m.
1 Maggio 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
30 Ottobre 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
1 Novembre 1951 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
1952 – USA: incidente al reattore sperimentale Argon con 4 morti.
22 Aprile 1952 – Yucca Flat, Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 1.034 m.
26 Aprile 1952 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 4 m.
2 Giugno 1952 – Argonne National Laboratory, Illinois, USA: criticità di incidente con uranio
5 Giugno 1952 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 100 m.
3 Ottobre 1952 – Monte Bello Island (U.K.): prima bomba nucleare inglese
31 Ottobre 1952 – Elugelab, Atollo Enewetak, Isole Marshall (Oceano Pacifico), USA. Esplosione in superficie. Prima bomba H americana (bomba a fusione). La bomba era alta come un edificio di tre piani, pesava più di 500 tonnellate ed era alimentata da combustibile criogenico e da liquido deuterio. Secondo gli ingenieri di Los Alamos, la palla di fuoco era di una dimensione pari a 4,8 Km. di diametro. Durante l’esplosione scomparvero l’isola d’Elugelap e altre isole vicine. Con Mike (nome del test), Gli USA entrarono nell’era delle armi nucleari Multi-megatoni. 12 Dicembre 1952 – Chalk River (Ontario -Canada). L’errore di un tecnico provoca una reazione che porta alla semidistruzione del nocciolo del reattore.
15 Marzo 1953 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: criticità di incidente con soluzione di plutonio
17 Marzo 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare
24 Marzo 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare
18 Aprile 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare
25 Maggio 1953 – Knothole, Nevada Test Site, Area 4 (USA): test nucleare ad una altezza di 157 m.
28 Febbraio 1954 – Isola artificiale sulla costa di Bikini, isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare
1 Marzo 1954 – Atollo di Bikini, Oceano Pacifico: fallout atmosferico da test nucleare
26 Marzo 1954 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 4,2 m. . Bomba posta su una base all’interno del cratere Bravo. La più potente bomba H americana equivalente a 1.000 volte Hiroshima. La palla di fuoco misurava 6 Km. di diametro, la cappa 160 Km.. 80 milioni di tonnellate di terra e di corallo vennero vaporizzate e crearono un cratere di 1.950 metri di diametro e 75 di profondità. A 48 Km. dall’esplosione il personale addetto ricevette una quantità di 2 reims, l’equivalente di 100 radiografie.
25 Aprile 1954 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba fatta esplodere su una chiatta
Febbraio 1955 – La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell’Atlantico, con 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici, a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.
12 Marzo 1955 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
5 Maggio 1955 – Nevada Test Site, Area 1 (USA): test nucleare ad una altezza di 150 m.
10 Marzo 1956 – Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 trasportante due capsule nucleari, racchiuse nei loro involucri, scompare sopra il Mar Mediterraneo. L’aereo, in volo diretto dalla base aerea di MacDill a Tampa, Florida, ad una base aerea straniera segreta, si perde con il suo equipaggio. Dopo il decollo, il B-47 era programmato per due rifornimenti di carburante in volo prima di raggiungere la sua destinazione finale. Il primo rifornimento fu completato con successo, ma l’aereo non contattò mai il secondo aereo cisterna per il rifornimento, sopra il Mar Mediterraneo. Nonostante una ricerca estesa, nessuna traccia dell’aereo, delle capsule nucleari, o dell’ equipaggio, fu trovata.
6 Giugno 1956 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 2,1 m.

25 Giugno 1956 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H al livello del mare
2 luglio 1956 – Eberiru island, Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 100 m.
8 luglio 1956 – Eberiru island (Oceano Pacifico): test nucleare al suolo, bomba situata nel cratere Ivy.
27 Luglio 1956 – Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.
1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di cieca 200 m.
21 Aprile 1957 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: criticità di incidente con soluzione di uranio
22 Maggio 1957 – Base dell’Air Force di Kirtland, New Mexico, USA. Una bomba nucleare senza la sua capsula fissile cade dal vano bombe di un B-36 ad un’altitudine di circa 500 metri ed esplode all’impatto. Il bombardiere stava trasportando entrambe le bombe e la loro capsula fissile, che era stata rimossa per sicurezza, dalla base di Biggs dell’Air Force in Texas alla base di Kirtland in New Messico. Sebbene i paracaduti attaccati alla bomba si fossero aperti durante la sua caduta, essi non funzionarono correttamente. La bomba nucleare fu completamente distrutta nella detonazione che
accadde a circa 7 Km. a sud della torre di controllo di Kirtland e mezzo Km. ad ovest del terreno riservato della Sandia Base, creando un cratere d’esplosione di circa 8 metri di diametro e 4 metri di profondità. I frammenti della bomba e i detriti furono dispersi su di un area di oltre 1.500 m.. Fu condotto un esame radiologico dell’area, ma non rilevò contaminazione radioattiva oltre l’orlo del cratere.
28 maggio 1957 – Nevada Test Site, Area 7c (USA): test nucleare ad una altezza di 150 m.
24 giugno 1957 – Nevada Test Site, Area 5 (USA): test nucleare ad una altezza di 210 m.
28 Luglio 1957 – Oceano Atlantico. Un aereo da trasporto C-124 con problemi meccanici abbandona due armi nucleari, senza la loro capsula di materiale fissile, al largo della costa orientale degli Stati Uniti. Il C-124, sulla rotta dalla base aerea di Dover a Delaware, perde potenza nei motori numero uno e due. L’equipaggio è certo che la quota non può essere mantenuta con il peso delle bombe a bordo e decide di abbandonare il carico. Anche se nessuna bomba detona, si presume che entrambe le bombe si siano danneggiate nell’impatto con la superficie dell’oceano e che siano
affondate quasi istantaneamente. Nessuna delle due bombe, né detriti sono mai stati trovati. Il C-124 atterra per sicurezza su un campo d’aviazione vicino ad Atlantic City, nel New Jersey, con la bomba rimanente e la testata nucleare a bordo.
7 agosto 1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare ad una altezza di 500 m.
Settembre 1957 – Kyshtym (Unione Sovietica) (scala Ines 6). In una fabbrica di armi nucleari negli Urali, una cisterna contenente scorie radioattive prende fuoco ed esplode, contaminando migliaia di chilometri quadrati di terreno con una nube di 20 milioni di curie. Il rilascio esterno di radioattività avviene a seguito di un malfunzionamento del sistema di refrigerazione di una vasca di immagazzinamento di prodotti di fissione ad alta attività. Vengono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone. Si stimano per le conseguenze dell’ incidente oltre 100 morti.
14 settembre 1957 – Nevada Test Site (USA): test nucleare
7 ottobre 1957 -Sellafield (Gran Bretagna) (scala Ines 5). Nel complesso nucleare di Windscale in Gran Bretagna, dove si produce plutonio per scopi militari, un incendio nel nocciolo di un reattore a gas-grafite (GCR) genera una nube radioattiva imponente, pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. I principali materiali rilasciati sono gli isotopi radioattivi di xenon, iodio, cesio e polonio. La nube attraversa l’Europa intera. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all’incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato. La radioattività su Londra giunse fino a 20 volte oltre il valore naturale, e Londra dista da Windscale 500 km. Il consumo di latte venne vietato in un raggio di 50 km.
1958 – Christmas Island (Australia – Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H Inglese
1958 – Zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell’esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km. ancora oggi recintati.
2 Gennaio 1958 – Mayak Enterprise, Russia, URSS: Criticità di incidente con soluzione di uranio
4 Gennaio 1958 – Hamburg, New York, USA. Un treno merci diretto a est deraglia nella ferrovia Nickel Plate. Cinque automobili che trasportano “materiale classificato AEC” sono coinvolte nell’incidente. Secondo il rapporto della Commissione indagante non c’è stato alcun danno al materiale e alcun ferito tra il personale AEC che scortava il carico.
31 gennaio 1958 – Base straniera non identificata. Un bombardiere B-47 con una bomba nucleare in configurazione d’attacco sta compiendo un decollo simulato durante un’esercitazione quando la ruota posteriore sinistra viene a mancare, provocando l’urto della coda contro la pista e la rottura del serbatoio del carburante. L’aereo prende fuoco e brucia per sette ore. Sebbene l’alto esplosivo non detoni, si ha contaminazione nell’area immediatamente circostante allo schianto. In seguito
all’incidente, le esercitazioni di allertamento vennero temporaneamente sospese. Lo schianto può aver avuto luogo in una base aerea USA a Sidi Slimane, nel Marocco Francese. Un successivo documento dell’Air Force riportò che “l’inquinamento dei rottami era alto, ma che sull’area circostante era basso”. Un servizio del New York Times dell’8 giugno 1960, menziona un incidente di bomba nucleare che era accaduto “in un campo degli Stati Uniti vicino Tripoli, in Libia”, senza fornire ulteriori dettagli.
Febbraio 1958 – Base aerea Greenham Common, Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 che sta subendo un guasto al motore durante il decollo espelle due cisterne piene di 6.500 litri di carburante da un’altezza di circa 2.500 m.: esse non cadono nell’area designata per un impatto sicuro ed esplodono a 20 m. dietro un B-47 parcheggiato e caricato con bombe nucleari. Il fuoco che ne deriva brucia per 16 ore e causa la deflagrazione delle alte cariche esplosive di almeno una bomba atomica. L’esplosione rilascia materiale radioattivo, includendo uranio polverizzato e ossido di plutonio,  dei quali almeno 10-20 grammi vengono trovati intorno alla base. Inoltre un hangar
adiacente è gravemente danneggiato e altri aerei vicini vengono spruzzati con pompe d’acqua per prevenirne l’incendio a causa dell’intenso calore alimentato dal combustibile per jet e dal magnesio del B-47. Il fuoco uccide due persone, ne ferisce altre otto, e distrugge il bombardiere. L’Air Force non ha mai ammesso ufficialmente che armi nucleari fossero coinvolte in questo incidente. L’Air Force e il ministro della difesa inglese furono d’accordo nel 1956 di negare l’esistenza delle bombe nucleari in qualsiasi incidente che coinvolgeva le armi nucleari statunitensi collocate in Inghilterra. Nel 1985, il governo inglese riferì che l’incidente coinvolse un B-47 parcheggiato colpito da un B-47 in fase di decollo in un esercizio di addestramento, ma omise ogni riferimento circa il successivo incendio.
5 Febbraio o 12 Febbraio 1958 – Savannah River, Georgia, USA. Un’arma nucleare senza la capsula nucleare fissile viene perduta in seguito ad una collisione a mezz’aria. Un bombardiere B-47 trasportante un’arma nucleare senza il suo nucleo fissile, si scontra con un aereo F-86 vicino a Savannah, in Georgia. Dopo tre tentativi senza successo per far scendere l’aereo alla base Hunter in Georgia, l’arma viene gettata via per evitare il rischio di un’alta detonazione esplosiva nella base stessa. L’arma viene rilasciata in mare a diverse miglia dalla foce del Savannah River a Wassaw Sound al largo di Tybee Beach, ma il preciso punto dell’impatto rimane sconosciuto. Gli alti
esplosivi dell’arma non esplodono nell’impatto. Una ricerca successiva, su un’area di 5 km.quadrati, impiegando dispositivi subacquei e sonar, non riesce a trovare l’arma. La ricerca viene sospesa il 16 aprile 1958, e la bomba viene considerata irrimediabilmente persa. La migliore stima della posizione della bomba, annota un resoconto del Dipartimento della Difesa, “ è stata determinato essere 31 gradi 54’ e 15’’ a nord, 80 gradi 54’ e 45’’ ovest”. Il B-47 era in una missione di combattimento simulata dalla base dell’Air Force di Homestead in Florida. 28 Aprile 1958 – Christmas Island (Australia – Oceano Pacifico): test nucleare. Bomba H inglese
24 Maggio 1958 – Chalk River (Ontario -Canada). Incendio
8 Giugno 1958 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una profondità di 50 m.
16 Giugno1958 – Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.
28 Giugno 1958 – Atollo d’Enewetak (Oceano Pacifico): test nucleare ad una altezza di 2,6 m.
22 Luglio 1958 – Bikini, Isole Marshall (Oceano Pacifico): test nucleare a livello del mare
15 Ottobre 1958 – Vinca, Yugoslavia: criticità di incidente in un reattore di ricerca
26 Novembre 1958 – Base Chennault dell’Air Force, Lake Charles, Louisiana, USA. Un aereo C-124 che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile si schianta durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo e la bomba nucleare. Si ha una quantità limitata di contaminazione immediatamente sotto alla bomba distrutta, tale da non impedire, fortunatamente, operazioni di salvataggio o di spegnimento.
30 Dicembre 1958 – Los Alamos, New Mexico, USA: criticità di incidente con soluzione di plutonio
FINE 1958 – Alla fine del 1958, gli esperimenti nucleari hanno prodotto sul pianeta circa 65 chili di stronzio 90, con una radioattività totale di 8,5 milioni di curie; la radioattività del cesio 137, alla stessa epoca, ammonta a 15 milioni di curie. Il fall out degli esperimenti americani e britannici, di grande potenza, e tutti. senza eccezione, in località nei pressi dell’equatore, si sono distribuiti uniformemente sull’intero globo. Tra il 1952 ed il 1957, gli USA hanno eseguito 90 test nel poligono nucleare del deserto del Nevada. Queste esplosioni hanno rilasciato una quantità di iodio 131 superiore di dieci volte a quella che si è sprigionata dalla centrale di Chernobyl. Gli stessi test hanno esposto mediamente ogni cittadino statunitense ad una radiazione pari a 2 rad (quelli
provenienti dalla radioattività naturale ammontano a soli 0,24 rad annuali). Alcuni medici hanno calcolato che circa 10.000 tumori alla tiroide sono la conseguenza di questa pioggia contaminante invisibile. Fra 5.600 anni, ci sarà ancora sulla terra la metà del carbonio 14 prodotto da tali esperimenti, mentre il periodo di dimezzamento degli isotpi liberati dalle bombe H è 2di 4.000 anni per il plutonio 239 e di 720 milioni di anni per l’uranio 235.
6 Luglio 1959 – Base Barksdale dell’Air Force, Dossier City, Louisiana, USA. Un aereo C-124, che trasporta una bomba nucleare senza la sua capsula fissile, si schianta durante il decollo, distruggendo completamente l’aereo e la bomba nucleare. Si producce una quantità limitata di contaminazione immediatamente sotto alla bomba distrutta, tale da non impedire, fortunatamente, operazioni di salvataggio o di spegnimento.
26 Luglio 1959 – Santa Susana Field Laboratory, California, USA: parziale meltdown
29 Agosto 1959 – Napoli, Italia. Catastrofe sfiorata per incendio a bordo del caccia Decour
25 Settembre 1959 – Whidbey Island, Washington, USA. Un aereo P-5M della marina degli Stati Uniti trasportante una bomba nucleare di profondità disarmata della capsula fissile, si schianta a Puget Sound vicino Whidbey Island, Washington. La bomba non è mai stata ritrovata.
1960 – URSS: sovraesposizione intenzionale
1960 – USSR: ingestione di materiale radioattivo
13 Febbraio 1960 – Reggane (Algeria): test nucleare. Prima Bomba atomica francese
7 Giugno 1960 – Base McGuire dell’Air Force, vicino Trenton, New Jersey. Un missile BOMARC (“BO” per Boeing e “MARC” per Michigan Areonautical Research Center) per la difesa aerea, immagazzinato in uno stato di pronto utilizzo per permetterne il lancio in due minuti, viene distrutto dopo l’esplosione di un serbatoio con elio ad alta pressione e la rottura del serbatoio di carburante del missile. Anche se la testata viene distrutta dall’incendio, il dispositivo di sicurezza funziona correttamente e previene la detonazione della carica altamente esplosiva della bomba. Un articolo del New York Times descrisse, allora, uno scampato disastro nucleare, notando che il missile “si
fuse sotto una fiamma intensa alimentata dal suo detonatore da 45,5 kg. di TNT… La testata atomica si sciolse apparentemente nella massa fusa che era rimasta del missile, il quale bruciò per quarantacinque minuti”. Le radiazioni seguenti “furono causate quando la parte metallica di magnesio e ossido di torio, che forma parte della bomba, presero fuoco”. Il rapporto del Pentagono affermò che fu contaminata solo l’area immediatamente sotto la bomba nucleare e, a causa del deflusso dell’acqua di spegnimento dell’incendio, anche un’area adiacente estesa per la lunghezza di circa 30 metri.
13 Ottobre 1960 – sottomarino K-8 , Mare di Barents: perdita da un reattore
1961 – Svizzera: vernice di trizio
1961 – Plymouth, Gran Betragna: incidente radiografico
3 Gennaio 1961 – Idaho Falls (USA). A seguito di un incidente in un reattore sperimentale di Idaho
Falls negli Stati Uniti, muoiono tre tecnici. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risulta così alto che le teste e le mani vengono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. Non noto il numero di intossicati dentro e fuori l’impianto
24 Gennaio 1961 – Goldsboro, Nord Carolina, USA. Durante un allertamento aereo, un
bombardiere B-52, che trasporta due bombe nucleari, a causa del cedimento strutturale dell’ala destra, va a pezzi a mezz’aria, uccidendo i tre menbri dell’ equipaggio: la conseguente rottura dell’aereo libera le due bombe nucleari da un’altezza di 600-3.000 m. Il paracadute di una delle due bombe si apre correttamente con danno finale minimo. Il secondo paracadute della bomba, invece, funziona male e la bomba si squarcia a pezzi nell’impatto con il terreno, spargendo i suoi componenti su un’area estesa. Secondo Daniel Ellsberg, la bomba avrebbe potuto accidentalmente
esplodere perché “cinque dei sei dispositivi di sicurezza avevano fallito”. Anche il fisico nucleare Ralph E. Lapp conferma questa ipotesi, sostenendo che “solo un unico interruttore” ha “impedito alla bomba di detonare e di spargere fuoco e distruzione sopra un’ampia area”. il nucleo della bomba altamente arricchito di uranio non fu mai ritrovato. Allo scopo di prevenire qualsiasi scoperta della parte persa della bomba, l’aviazione acquistò il diritto d’uso dell’area in modo da vincolare alla propria autorizzazione eventuali permessi di costruzione o scavo nell’area stessa. Fine Gennaio 1961 – Casa Bianca, Washington, USA. Il presidente degli Stai Uniti Kennedy,
allertato sull’incidente a Goldsboro del 24 gennaio dello stesso anno, viene informato che vi erano stati più di 60 incidenti che coinvolgevano armi nucleari dopo il 1945, di cui due riguardanti missili antiarerei con testata atomica realmente lanciati per inavvertenza
4 Luglio 1961 – URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.
14 Luglio 1961 – Siberian Chemical Combine, Russia: criticità di incidente con uranio
31 Ottobre 1961 – Novaya Zemlya (Oceano Artico -URSS): test nucleare (Bomba Zar). FALLOUT:
Da sola generò il 25% dei residui fissili dal 1945. La Bomba “Zar”, la regina delle bombe, fu la bomba H più potente. Nacque dal lavoro del teorico Yakov Zeldovitch e dei fisici Andrei Sacharow, Vitali Ginzburg e Viktor Davidenko. La bomba venne lanciata da un bombardiere Tu-95 pilotato da A. E. Durnovtsev, diventato un eroe dell’Unione Sovietica. Il soprannome di “Bomba Zar” gli venne dato dagli americani per qualificare il progetto come inutile poichè esisteva già il cannone più grande al mondo, lo Zar Pushka. Si riporta che la bomba potesse infliggere ustioni di primo grado anche a 100 km. di distanza. La distruzione è totale in un raggio di 25 Km e le costruzioni sono seriamente danneggiate fino a 35 Km. di distanza dall’esplosione. Si ignora quali potrebbero essere i danni anche a più grandi distanze, ma è probabile che, in caso di vento i suoi effetti si sentirebbero anche a 1.000 Km. dal punto di impatto.
4 Novembre 1961 – Il rimorchio di un autocarro prende fuoco mentre trasporta una piccola quantità di materiale radioattivo. Pare che non ci sia stata alcuna contaminazione risultante dall’incendio.
1962 – Mexico City, Messico: fonte radiografica compromessa
7 Aprile 1962 – Hanford, Washington, USA: Criticità di incidente con soluzione di plutonio
6 Giugno 1962 – Nevada Test Site, Area 10 (USA): test nucleare a 190 m. di profondità.
FALLOUT: 12 milioni di tonnellate di cui 8 fuori dal cratere (Magnitudine Ritcher).
9 Giugno 1962 – USA: test nucleare Truckee ad una altezza di 2.091 m.
30 giugno 1962 – USA: test nucleare Bluestone ad una altezza di 1.494 m
25 Ottobre 1962 – Base Volk Field, Wisconsin, USA. Un campanello d’allarme indicante l’inizio di una guerra nucleare con l’Unione Sovietica comincia a suonare accidentalmente durante l’apice della crisi dei missili cubani. I piloti corrono ai loro aerei dotati di armi nucleari, pronti a partire quando l’errore viene individuato da un ufficiale nel posto di comando. Ai piloti è ordinato di ritornare.
2 Dicembre 1962 – Marietta, Georgia, USA. Un treno per Louisville e Nashville deraglia mentre trasporta componenti di armi nucleari. Il materiale non risulta danneggiato, ma tre corrieri rimangono feriti.
1963 – A partire dal 1963, 131 ricoverati della prigione di stato dell’Oregon, vengono pagati 200 dollari ciascuno dalla Commissione dell’Energia Atomica (AEC), per permettere l’irradiazione dei loro testicoli
11 Gennaio 1963 – Sanlian, Cina: fonte compromessa
11 Marzo 1963 – Sarov, Russia: criticità di incidente con assemblaggio di plutonio
10 Aprile 1963 – Il sottomarino nucleare americano Tresner affonda con 129 persone a bordo nelle acque dell’Atlantico a 350 chilometri dalle coste della nuova Inghilterra. L’inchiesta accerterà che l’unità era in missione priva delle adeguate misure di sicurezza.
13 Novembre 1963 – Commissione per l’Immagazzinamento dell’Energia Nucleare negli Igloo, Base Medina, San Antonio, Texas, USA. I componenti dell’alto esplosivo (HE “High esplosive”) di una bomba atomica (che tre lavoratori stanno smontando), cominciano a bruciare spontaneamente, provocando una grande esplosione che coinvolge circa 55 kg. di HE. L’esplosione causa una piccola contaminazione.
1964 – Prima esplosione nucleare cinese
1964 – Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore.
1964 – Germania, Repubblica federale: vernice di trizio
23-24 Luglio 1964 – Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto
8 Dicembre 1964 – Base Bunker Hill (ora Grisson) dell’Air Force, Perù, Indiana, USA. Un
bombardiere B-58 perde il controllo ed esce dalla pista durante la fase di decollo, causando un incendio ad una parte delle cinque bombe nucleari presenti a bordo. Non seguono detonazioni e la contaminazione è limitata all’area circostante l’incidente.
1965 – Illinois, USA: incidente di irraggiamento
11 Ottobre 1965 – Base Wright-Patterson dell’Air Force, vicino Dayton, Ohio, USA. Un aereo
C-124 da trasporto contenente componenti di armi nucleari e un modello per l’addestramento, prende fuoco mentre viene rifornito. Il fuoco comincia a bruciare nella parte finale del rimorchio di rifornimento e distrugge la fusoliera dell’aereo. Non ci sono vittime e le conseguenze del pericolo di radiazioni sono minime.
29 Ottobre 1965 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare, con la detonazione di una bomba da 80 kiloton (Long Shot), nel sottosuolo dell’isola ad una profondità di 700 metri.
5 Dicembre 1965 – Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare d’attacco americano A-4E Skyhawk con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare dalla portaerei statunitense Ticonderoga vicino alle isole giapponesi Ryukyu. Il pilota, l’aereo, e la bomba scompaiono. La bomba viene perduta approssimativamente ad una profondità di circa 5.000 m., ed i funzionari del Pentagono temeno che l’intensa pressione dell’acqua possa causare l’esplosione della bomba B-43 all’ idrogeno. E’ ancora sconosciuto se l’esplosione sia davvero avvenuta. L’aereo della portaerei Usa Ticonderoga era di ritorno da una missione nel nord del Vietnam, a conferma dell’ introduzione di armi nucleari nella Guerra del Vietnam. La scoperta dell’incidente avvenne solo nella metà degli anni 80.
30 Dicembre 1965 – Mol, Belgio: criticità di incidente con uranio in acqua
1966 – Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all’ospedale Curie di Parigi.
17 Gennaio 1966 – Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo (il bombardiere stava attendendo il suo terzo rifornimento con un aereo cisterna KC-135 dalla base americana a Morton, quando il boccaglio del braccio per il rifornimento dell’aereo cisterna urta il bombardiere. Il braccio squarcia il B-52 lungo il suo dorso, spezzando il bombardiere in vari pezzi. I 151.00 litri di rifornimento del KC-135 vanno a fuoco, uccidendo sette uomini dell’equipaggio). I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta
cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. I rottami dell’incidente cadono in un’area approssimativamente di 161 km. quadrate di suolo e acqua. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una
concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali. La bomba affondata nel Mediterraneo ha dato luogo ad una delle più grandi ricerche e operazioni di recupero nella storia. La ricerca durò circa otto giorni e impiegò 3.000 uomini del personale della marina e 33 navi, senza contare le barche, gli aeroplani, e il personale usato per portare l’equipaggiamento sul luogo. Benché il piccolo sottomarino  “Alvin” avesse localizzato la bomba dopo due settimane, non fu recuperata prima del 7 aprile.
2 Luglio 1966 – Mururoa (Oceano Pacifico – Francia). Test nucleare: viene fatta esplodere una bomba nucleare di 30 chilotoni, più potente della bomba all’uranio che sconvolse Hiroshima.
24 Settembre 1966 – Fangataufa, Polinesia Francese (Oceano Pacifico): test nucleare
Ottobre 1966 – Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.
5 Ottobre 1966 – Monroe, Michigan (USA). Parziale meltdown alla Enrico Fermi Nuclear
Generating Station
5 Ottobre 1966 – Detroit (USA). Il nucleo di un reattore sperimentale situato in un impianto vicino a Detroit si surriscalda a causa di un guasto al sistema di raffreddamento.
1967 – Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d’acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.
1967 – Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell’acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell’aria.
1967 – Pittsburg, Pennsylvania, USA: incidente da irraggiamento
Maggio 1967 – Dumfries and Galloway, Scozia: parziale meltdown
1968 – Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell’aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».
1968 – Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.
1968 – Un sottomarino nucleare sovietico affonda nel Pacifico Gennaio 1968 – Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è
durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.
21 Gennaio 1968 – Thule, Groenlandia, Danimarca. Quattro bombe nucleari sono distrutte in un incendio dopo che il B-52 che le trasportava si schianta a circa sette miglia a sud ovest della pista della base dell’Air Force di Thule in Groenlandia. Il B-52, proveniente dalla base Plattsburgh dell’Air Force di New York, si schianta dopo che un incendio si era sprigionato nel compartimento dell’ufficiale di rotta. Il pilota stava facendo rotta all’AFB di Thule per provare un atterraggio di emergenza. All’impatto con il suolo, l’aeroplano scoppia in fiamme, bruciando gli involucri esterni dell’alto esplosivo che rivestivano almeno una delle bombe. L’esplosivo detona, spargendo plutonio e altri materiali radioattivi su un’area di circa 280 m. ad entrambi i lati della traiettoria dell’aereo, in pezzi delle dimensioni di un pacchetto di sigarette. Il bombardiere era stato in volo sulla rotta del Circolo Artico nell’ambito dell’operazione di permanente allertamento dello Strategic Air Command, chiamata in codice “Chrome Dome”. Un membro dell’equipaggio rimane ucciso nello schianto. Il governo della Danimarca, che possiede la Groenlandia e proibisce le armi nucleari all’ interno e sopra il suo territorio, fece una forte protesta e seguirono grandi dimostrazioni di piazza. L’area venne successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità. Pochi giorni dopo l’incidente, il segretario della difesa degli Stati Uniti Robert McNamara ordinò la rimozione delle armi nucleari dall’allertamento aereo. Gli allertamenti stessi furono più tardi limitati e poi sospesi del tutto.
10 Marzo 1968 – Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
Aprile 1968 – Il sottomarino nucleare Scorpion si contra, nel porto di Napoli, sbattendo la poppa e il propulsore nucleare contro una chiatta subito affondata
27 Maggio 1968 – Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense Scorpion con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico, fra i 6 e gli 8 km. a sud ovest delle Azzorre ad una profondità di 3.450 m. Periscono 99 persone.
5 Aprile 1968 – Chelyabinsk-70, Russia: criticità di incidente con uranio in assemblaggio
3 Maggio/Giugno 1968 – La Plata, Argentina: fonte compromessa
27 Maggio 1968 – USA: un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico
1968 Agosto – Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.
6 Ottobre 1968 – Un sottomarino sovietico fa naufragio nelle acque dell’Artico al largo della Penisola di Cola. Pochi mesi prima, un altro era affondato nel Pacifico
10 Dicembre 1968 – Mayak Enterprise, Russia: criticità di incidente con soluzione di plutonio
1969 – Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.
1969 – Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.
1969 – Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l’incendio si perde plutonio.
21 Gennaio 1969 – Lucens (Vantone di Vaud, Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale viene, in seguito, definitivamente murata .
Febbraio 1969 – Borgo Sabotino (Latina – Italia). Arresto della centrale di Borgo Sabotino per mancanza di alimentazione alla strumentazione
Marzo 1969 – Borgo Sabotino (Latina – Italia). Guasto alla centrale.
23 Settembre 1969 – Cina. Esplosione di una bomba termonucleare sotterranea in un poligono nella parte occidentale del paese. Il 28 settembre, un terremoto colpì lo stato di Vittoria, nell’Australia sud-orientale.
2 Ottobre 1969 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare ad una profondità di 1.220 metri allo scopo di calibrazione strumenti sismici militari
17 Ottobre 1969 – San Laurent (Francia). Un errore nelle procedure adottate per la gestione del combustibile provoca una fusione parziale a un reattore nucleare raffreddato a gas. Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.
1970 Australia. Incidente da irradiazione
1970 – Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.
1970 – Chicago (Usa). L’impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.
1970 – Usa. Il reattore Dresden 2, da 600 Mw, sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.
12 Aprile 1970 – Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.
28-30 Maggio 1970 – USA. Esecuzione di test nucleari. Il 31 maggio la città di Chimbote, in Perù, viene devastata da un terremoto che uccide 60.000 persone
18 Dicembre 1970 – Nevada Test Site, Area 8 (USA): test nucleare. Profondità: -273 m.
1971 – Chiba, Giappone: fonte compromessa
1971 – Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convogliamento di acqua radioattiva.
1971 – Kansas, USA. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie
radioattive, al riparo dell’acqua, è piena di buchi e l’Aec (Ente americano per l’energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.
1971 – Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.
4 Febbraio 1971 – USA: incidente da irradiazione
15 Febbraio 1971 – Kurtchatov, Russia: criticità di incidente con uranio
26 Maggio 1971 – Kurtchatov, Russia: criticità di incidente con uranio in acqua
6 Novembre 1971 – Isola Amchitka, Nord Pacifico, Alaska (USA). Test nucleare ad una profondità di 1.800 metri con una potenza di 5 megaton per il collaudo delle testate dello Spartan, missile a lunga gittata pronto a partire in ogni momento – per l’intercettazione degli ICBM della Repubblica Sovietica – dai silos dislocati sul territorio statunitense negli anni durante il periodo della guerra fredda.
1972 – Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all’aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.
1972 – Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay e resta irradiato oltre i limiti di guardia.
1972 – Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.
1972 – Usa. Due lavoratori nell’impianto di Surry muoiono per l’esplosione dei tubi difettosi di un sistema di sicurezza mentre li stanno ispezionando.
1972 – Bulgaria: esposizione radioattiva autoinflitta
1973 – Hanford (Usa). La Aec (Ente americano per l’energia nucleare) ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri .
Marzo1973 – Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.
Aprile 1973 – Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni.
Settembre1973 – La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo: 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.
Settembre 1973 – Windscale (GB). Nell’officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività: 40 lavoratori sono contaminati.
Novembre 1973 – Hanford (Usa). Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.
Dicembre 1973 – Usa. Su 39 reattori, 13 sono fuori servizio. Brown’s Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%. 1973 – Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi
di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.
1974 – Giappone. Il Giappone costringe gli USA a ritirare dai propri porti i sommergibili atomici perchè risultati radioattivi ed inquinanti. I dati forniti dalla U.S. Navy erano falsificati e i prelievi avvenivano in altre zone
1974 – Usa. Da un’inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.
1974 – Shevcenko (URSS). Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l’acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.
1974 – Usa. Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri .
1974 – Francia. A 60 anni dall’avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L’acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.
1974 – Belgio. L’acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.
24 Febbraio 1974 – La Maddalena, Italia. Sostituiti improvvisamente i marinai statunitensi imbarcati sulla nave-balia “Gilmore” (nave-appoggio-officina affiancata agli Hunter Killer, i sommergibili d’attacco) a causa di una contaminazione radioattiva
22 Marzo 1974 – La Maddalena, Italia. Il giornale “Il Messaggero” parla di tracce di cobalto 60 nelle acque del golfo de La Maddalena
Aprile 1974 – Austria. Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell’attentato non sono mai scoperti.
Aprile 1974 – La Maddalena, Italia. I dati del CNEN evidenziano, fin dal 1972, un aumento della diffusione del cobalto e del manganese, attribuibili ai sommergibili, nel golfo de La Maddalena
Maggio 1974 – Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.
Maggio 1974 – Usa. L’Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività)
18 Maggio 1974 – India: primo test nucleare nel poligono di Kophkran – Rajastan.
Giugno 1974 – Parsippany, New Jersey, USA: incidente da irradiazione
29 Novembre 1974 – Sardegna, Italia. Il settimanale corso Kirn denuncia il ritrovamento di rifiuti radioattivi sotterrati a S. Stefano e individuati con rilevatori geiger. Il giorno successivo i Comandi militari americani rassicurano: « Ci sono, ma non sono pericolosi».
Inverno 1974/75 – Leningrado (ora San Pietroburgo), URSS. Una serie di incidenti viene segnalata   nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.
1974/1976 – USA: incidente radioterapico
1975 – Tucuman, Argentina: incidente radioterapico
1975 – Brescia, Lombardia, Italia: incidente da irraggiamento alimentare
Gennaio 1975 – Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di
raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo
Marzo 1975 – Brown’s Ferry (Usa). Per cercare la presenza di correnti d’aria nella cabina di comando della centrale. viene usata una candela che, a sua volta, appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici. Si bloccano tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo tipo di incidente può verificarsi in un caso su mille miliardi!
22 Settembre 1975 - Ionio meridionale, Italia. La portaerei americana Kennedy si scontra con l’incrociatore americano Belknap a duecento miglia da Taranto, nello Ionio meridionale. Scoppia un incendio che sfiora letestate nucleari dei missili Terrier e parte uno dei più alti livelli di SOS nucleare, denominato ‘broken arrow’. L’incidente è reso noto solo nel 1989. “Se le fiamme avessero raggiunto le testate le possibilità sarebbero state due: o le testate atomiche sarebbero esplose con effetti facilmente immaginabili, oppure la nave sarebbe affondata in zona frequentata dai pescherecci italiani, con conseguenze ambientali molto gravi” (William Arkin, esperto di questioni militari).
19 Novembre 1975 – Gundremmingen, Germania. Muoiono 2 operai nel reattore di
Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola, ma all’improvviso escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C. Nessuna possibilità di salvezza per i due.
22 Novembre 1975 – Italia. Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l’incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l’allarme in codice “broken arrow” che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prende fuoco e viene gravemente danneggiata, ma l’incendio è fermato a pochi metri dal magazzino che contiene le armi
atomiche.
7 Dicembre 1975 – Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.
1976 – Largo della Sicilia, Italia. Scontro tra due navi statunitensi (portaerei J.F.Kennedy ed incrociatore Belknap, entrambe dotate di armi nucleari) durante un’esercitazione al largo della Sicilia, con rischio di grave incidente nella Santa Barbara nucleare. In quell’occasione fu lanciato l’allarme Broken Arrow, il più grave secondo la classificazione USA.
1976? – USA: incidenti da fluoroscopio
1976 – Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.
1976 Gennaio – Gundremmingen, Germania. La neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l’energia prodotta nel reattore. Il reattore spento con la procedura d’emergenza, e soggetto ad una importante pressione interna, non previene l’apertura delle valvole di sicurezza e la liberazione di vapore radioattivo.
1 Febbraio 1976 – La Madalena, Italia. Secondo la stampa locale, si sarebbero registrati a La Maddalena cinque casi di cranioschisi nelle nascite degli ultimi tempi. La pesante incidenza della mortale malformazione cranica dei neonati è imputabile ad agente esterno, tra i quali si affaccia l’ipotesi della radioattività.
27 Luglio 1976 – USA. Esplosione di una carica da 20-150 chilotoni nel sottosuolo del Nevada. Il giorno seguente, la città di Tang-shan (Cina) e 800.000 persone furono distrutte da un sisma che fu valutato di magnitudine 8,2 nella scala Richter.
13-15 Settembre 1976 – URSS. Esecuzione di test nucleari sotterranei. Il 16 settembre un terremoto (7,7 Richter) rade al suolo la città iraniana di Tabas, causando 25.000 vittime
22 Settembre 1976 – Comunicato stampa del Comando Marina italiano di La Maddalena diramato nella serata. Il RAY è entrato nella rada della Maddalena il mattino di oggi per riparazioni nella parte prodiera dello scafo. L’autorità militare italiana conferma che l’incidente non avrebbe impegnato l’apparato di propulsione e che non sussisterebbe pericolo di inquinamento marino. Rispondendo ad un cronista locale, il Commodoro Shelton, comandante della base americana di La Maddalena, afferma che il RAY, con un solo ferito, sarebbe giunto a S. Stefano nella tarda serata di mercoledì 21. Appare clamorosa la contraddizione con la nota della Marina Italiana sulla data diarrivo a S. Stefano del RAY.
Ottobre 1976 -Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone muoiono. Le autorità sovietiche negano, ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, un quotidiano russo pubblica una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).
1977 – Atucha, Argentina: incidente radioterapico
1977 – La Plata, Argentina: incidente radioterapico
1977 – Rockaway, New Jersey, USA: incidente da irradiazione
1977 – Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. I tecnici riesconoa fermare la reazione
22 Febbraio 1977 – Jaslovské Bohunice, Cecoslovacchia: incendio
Aprile 1977 – El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.
22 Settembre 1977 – Sardegna, Italia. Il sommergibile d’attacco Ray del X squadrone della VI flotta Usa urta contro il fondale nel sud della Sardegna. Secondo il Pentagono non ci sarebbero stati danni al propulsore atomico e l’hunter killer avrebbe raggiunto la base di La Maddalena per le necessarie riparazioni. L’incidente mette a nudo la
La Marina italiana, solo a distanza di 48 ore, ha modo divisionare il danno. Eclatante la violazione degli accordi internazionali secondo i quali i soccorsi e le riparazioni ai natanti con motori atomici, devono avvenire al largo delle coste, in acque internazionali.
1978 – Canada. Il satellite Cosmos 954, un satellite Rorsat sovietico, con materiale radioattivo a bordo, cade per avaria spandendo i suoi pezzi su una vasta porzione dei Territori del Nordovest canadesi, provocando un livello misurabile di inquinamento radioattivo. Fortunatamente la zona era pressoche` disabitata, ma l’URSS dovette risarcire al Canada le spese sostenute per la ricerca e l’eliminazione dei frammenti inquinanti
1978 – Buenos Aries, Argentina: incidente da esposizione a fonte industriale
Maggio 1978 – Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio ’78) si hanno fughe limitate nel reparto turbine dovute a valvole che non tengono ed ai cattivi calcoli di progettazione delle strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo
5 Maggio 1978- Setif, Algeria: fonte radiografica compromessa
25 Luglio 1978 – La Maddalena, Italia. Il “Corriere della sera”, in un articolo firmato da Gianfranco Ballardin, rivela che i dati della radioattività nell’arcipelago maddalenino, nei mesi da luglio ad ottobre 1977, hanno registrato un brusco aumento. Nelle acque di La Maddalena sarebbero state trovate tracce anche di cobalto 58 e di cobalto 60, come di radio-nichel, di radio-zinco e di radioferro.
5 Agosto 1978 – La Maddalena, Italia. Secondo il Presidente del CNEN il brusco aumento di radioattività nelle acque dell’arcipelago maddalenino, per quel periodo oggetto delle rivelazioni riportate dal “Corriere della sera” (25 luglio 1978), sarebbe stato riscontrato anche in altre località e sarebbe attribuibile alle ricadute delle esplosioni nucleari in atmosfera effettuate dalla Cina
13 Dicembre 1978 – Siberian Chemical Combine, Russia: criticità di incidente con soluzione di plutonio
1979 – Parana, Argentina: incidente radiografico
1979 – Montpelier, Francia: incidente da irradiazione
1979 – Francia: assalto radiologico
28 Marzo 1979 – Middletown, Pennsylvania, USA: parziale meltdown
28 Marzo 1979 – Three Mile Island (Harrisburgh, Usa) (scala Ines 5). Il surriscaldamento di un reattore, a seguito della rottura di una pompa nell’impianto di raffreddamento, provoca la parziale fusione del nucleo rilasciando nell’atmosfera gas radioattivi pari a 15mila terabequerel (TBq). Vengono evacuate 3.500 persone.
5 Giugno 1979 – Los Angeles, California, USA: fonte compromessa
7 Agosto 1979 – Erwin, Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.
1980 – Garigliano (Caserta – Italia). Ennesimo incidente nella centrale del Garigliano dovuto alle infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c’erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale. L’incidente provoca la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo (in particolare Cesio 137, Cesio 134 e Cobalto 60). Qualche giorno dopo l’incidente si registra la morte di 25 bufale che avevano pascolato in aree sommerse dal fiume e la moria di grossi pesci lungo il tratto di mare ove sfocia il fiume Garigliano.
1980 – Shanghai, Cina: incidente da irradiazione
1980 – Texas, USA: incidente radioterapico
13 Marzo 1980 -Orléans, Francia: fuoriuscita di materiale nucleare
3 e 6 Giugno 1980 – Località sconosciuta, USA. Un allarme indicante un massiccio attacco missilistico sovietico viene registrato da un computer per le comunicazioni connesso al NORAD. Dopo una rapida consultazione per la valutazione della minaccia, 100 B-52 armati nuclearmente vengono messi in allerta per decollo imminente. L’errore viene individuato, ma lo stesso computer lancia un identico allarme tre giorni dopo il 6 giugno 1980. Viene nuovamente radunata una consultazione per valutare la minaccia e 100 B-52 armati nuclearmente vengono messi in allerta per il decollo. Il problema viene successivamente individuato in un difetto di un circuito integrato delcomputer, che produceva a caso cifre che rappresentavano il numero dei missili individuati.
24 Giugno1980 – Nevada Test Site (USA): test nucleare (Huron King). Il test sotterraneo nucleare Huron King fu patrocinato dal DOD (Department of Defense). Il test coinvolse un dispositivo di circa 20 Kilotoni e testò gli effetti dell’impulso elettromagnetico generato (SGEMP) su un satellite di comunicazione militare funzionante in larga scala DSCS-3. Il dispositivo spaziale venne contenuto in un grande carro corrazzato.
23 Agosto 1980 – Giappone. Un sottomarino nucleare sovietico prende fuoco al largo del Giappone e trasmette per radio una richiesta di aiuto. Il bilancio dei giapponesi parla di 9 morti e 3 feriti. Restano molti misteri sulla dinamica dell’incidente
19 Settembre 1980 – I vapori del combustibile provenienti da un missile balistico intercontinentale Titan II (ICBM “Intercontinental Ballistic Missile”) fanno saltare in aria, nella base di lancio del missile, la porta da 740 tonnellate di calcestruzzo e acciaio e catapultare la testata del missile nucleare a circa 185 m. di distanza. L’incidente accade quando un addetto alle riparazioni dell’Air Force lascia cadere una pesante chiave inglese e questa colpisce il missile, causando una crepa nella cisterna di carburante pressurizzato del missile. Il carburante prende fuoco e esplode dopoe 8 ore e mezza , uccidendo una persona e ferendone altre ventuno. Il veicolo di rientro del missile, che conteneva una testata nucleare, fu ritrovato intatto.
Dicembre 1980 – Colorado, USA. Un rimorchio del Dipartimento dell’Energia che trasporta plutonio da Richland, Washington, nel New Messico, si capovolge sulla strada ghiacciata dell’ Interstatale 25 vicino Fort Collins, Colorado.
1981 – Buenos Aires, Argentina: incidente da irradiazione
Marzo 1981 – Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.
9 Marzo 1981 – Mar della Cina. Il sottomarino nucleare Usa “George Washington” sperona nel Mar della Cina la nave da guerra giapponese “Nisso Maru” e la affonda
2 Aprile – 1981 Saintes, Francia: incidente da irradiazione
10 Luglio 1981 – La Maddalena, Italia. Dopo quasi cinque anni ancora un caso di cranioschisi a La Maddalena. Rimane l’ipotesi della radioattività per la presenza dei sommergibili nucleari statunitensi nelle acque del golfo de La Maddalena
29 Luglio 1981 – Tulsa, Oklahoma, USA: intenzionale autoesposizione a fonte industriale
radiografica
Ottobre 1981 – Svezia. Un sottomarino nucleare sovietico si arena in una zona militare segreta nelle acque territoriali svedesi
1982 – Garigliano (Caserta – Italia). Si contano al 1982, 18 incidenti alla centrale di Garigliano, di cui il primo fu ufficialmente denunciato solo nel 1980.
1982 – La Plata, Argentina: incidente radioterapico
1982 – USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.
1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nei condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.
2 Settembre 1982 – Kjeller, Norvegia: autoclavatura
1983 – Cade in oceano un missile sovietico contenente materiale radioattivo
23 Settembre 1983 – Constituyentes, Argentina: criticità di incidente con uranio in acqua Novembre 1983 – Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.
6 Dicembre 1983/Febbraio 1984 – Ciudad Juarez, Messico: dispersione di fonte radiografica compromessa
1984 – Ungheria: spegnimento in emergenza di uno dei reattori di Paks
1984 – Mendoza, Argentina: incidente radiografico
10 Gennaio 1984 – Warren AFB, Cheyenne, Wyoming, USA. La Warren Air Force Base a
Cheyenne, nello stato americano del Wyoming, registra un messaggio che uno dei suoi missili balistici intercontinentali Minuteman III è pronto al lancio, dalla sua base sotterranea, a causa di un malfunzionamento del computer. Per prevenire il possibile lancio, un mezzo corazzato viene sistemato sulla sommità della base sotterranea di lancio
Marzo 1984 – Casablanca, Marocco: fonte radiografica compromessa
21 Marzo 1984 – Giappone. Collisione tra un sottomarino nucleare sovietico e la portaerei americana “Kitty Hawk” al largo delle coste giapponesi
Settembre 1984 – Unione Sovietica. Prende fuoco un sommergibile nucleare sovietico ma riesce a raggiungere la base
1985 – Cina: incidente di acceleratore
1985 – Cina: incidente radioterapico
1985 -Cina: incidente da irradiazione
1985 – Odessa, Texas, USA: incidente da irradiazione
3 Gennaio 1985 – Marietta, Georgia, USA: incidente radioterapico
26 Luglio 1985 – Hamilton, Ontario, Canada: incidente radioterapico
10 Agosto 1985 – URSS. Un’esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.
Settembre 1985/6 Gennaio 1986 – Yakima, Washington, USA: incidente radioterapico
Metà anni ’80 – Scienziati sostengono che i test nucleari in Nevada (circa 240) potrebbero aver provocato negli USA 50.000 casi di cancro alla tiroide, dopo che le mucche da latte e bestiame da allevamento furono contaminati da Iodio radioattivo, passando la radiazione agli uomini attraverso latte e carne. Il governo britannico rivela di aver condotto esperimenti con radiazioni sulla propria popolazione per almeno 40 anni. Similmente come in America, ignari cittadini sono stati alimentati alimentati con cibo contaminato, intriso di isotopi. Anche in Australia centinaia di cittadini sono stati coinvolti in esperimenti radioattivi che dal dopoguerra sono proseguiti fino al 1960. Acuni esperimenti comportavano l’iniezione di ferro radioattivo negli ovini che venivano in seguito uccisi e dati da mangiare a “volontari”; venne anche iniettato iodio radioattivo a 5 donne incinte per studiare il tracciato cardiaco
1986 – Kaifeng City, Cina: incidente da irradiazione
1986 – Gran Bretagna: incidente radioterapico
6 Gennaio 1986 – Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.
21 Marzo/11 Aprile 1986 – Tyler, Texas, USA: incidente radioterapico
26 Aprile 1986 – Chernobyl (Ucraina) (scala Ines 7). L’incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provoca la fusione del nucleo del reattore e l’esplosione del vapore radioattivo, che sotto forma di una nube pari a un miliardo di miliardi di Becquerel si disperde nell’aria. Centinaia di migliaia di persone, soprattutto nella vicina Bielorussia, sono costrette a lasciare i territori contaminati. L’intera Europa viene esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumenta il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono ancora oggi dati definitivi sulle migliaia di vittime ricollegabili alla tragedia.
4 Maggio 1986 – Hamm-Uentrop, Germania: un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest causa la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere viene immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi danneggia il condotto e causa il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono misurate per circa due chilometri intorno al reattore.
6 Ottobre 1986 – Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.
1987 – Zhengzhou City, Cina: incidente da irradiazione
17 Gennaio 1987 – Yakima, Washington, USA: incidente radioterapico
Luglio/Settembre 1987 – Koko, Nigeria: esposizione radiologica ad un basso livello di scorie
12/29 Settembre 1987 – Goiania, Goias, Brasile: dispersione accidentale di fonte radiografica compromessa con dispersione di polvere

(Fonte: Progetto Humos Facebook)

Note: Il Video in alto si riferisce alla Manifestazione antinucleare tenutasi a Sessa Aurunca (CE) in occasione del Chernobyl day 2010, organizzata dal Comitato antinucleare Garigliano, per sensibilizzare l’opinione pubblica affinche si eviti che l’ex centrale nucleare del Garigliano diventi un deposito di scorie radioattive e che ancora una volta,si continui a martoriare ulteriormente un territorio che non può più sopportare ulteriori sfregi ambientali. “Nel video si possono ascoltare gli interventi degli esponenti delle associazioni ambientaliste che hanno partecipato alla manifestazione, fra questi quello di Giulia Casella portavoce del Comitato antinucleare Garigliano, promotore del Chernobyl Day, del sindaco di Sessa Aurunca dott. Luciano Di Meo, del Vescovo della diocesi di Sessa Aurunca mons. Antonio Napoletano.
Video tratto dal reportage fotografico di Andrea Pioltini, fotoreporter.

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-matesino & d”

About these ads