AGRICOLTURA E ALLEVATORI SEMPRE PIU’ SOTTO RICATTO SEMPRE PIU’ PREGIUDIZIALE SOTTRARLI DALLA FUNZIONE SERVILE DELLE LOGORE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Caserta-(da Lino Martone Siaab) Ai macchinosi e inutili adempimenti burocratici che servono solo a sottrarre risorse dalle tasche degli agricoltori, con la solita mazzetta ai sensali delle solite organizzazioni, quali i superflui adempimenti sulla sicurezza (il casco per raccogliere pesche con scalino sic!), contrabbandare come obbligatorio l’iscrizione al SISTRI di piccole aziende; ritardi colpevoli nei permessi di soggiorno degli immigrati, ma non sii ferma la mannaia dei controlli ispettivi; si aggiungono processi e scelte che faranno sentire il peso negativo enorme nei prossimi giorni, quali quelli sul divieto di coltivazione nelle aree di inquinamento delle falde (i Carabinieri vanno in cerca degli elenchi degli agricoltori) e l’imbroglio palese fatto con la misura PSR 214 per il tabacco che ha solo tolto aiuti agli agricoltori per difendere i trasformatori. Su tali fatti ci ritorneremo più compiutamente nei prossimi giorni, assumendo anche iniziative pubbliche, perché la situazione di crisi si è fatta assai pesante. In queste ore inoltre si stà consumando un’altra delle aggressioni, illegali e prepotenti, alle spalle degli allevatori di bufale, dove non sono chiare finalità e motivazioni. Sotto il ricatto e la minaccia di non poter più ritirare il latte,da parte dei caseifici, per ordine della commissione che ha commissariato il Consorzio di Tutela, il Consorzio medesimo e il CSQA, la società privata autorizzata ai controlli sul rispetto del disciplinare per la mozzarella di bufala campana, se gli allevatori non presentano domanda di adesione e autocertificazione al sistema CSQA sottoponendosi ai controlli. Naturalmente devono subito versare anche 50 € altrimenti non ha valore l’adesione e il termine è il prossimo 7 giugno. Il programma si chiama adesione “piano dei controlli DPC020”,contrabbandato come autorizzato dal Ministero delle politiche agricole, ma non è altro che un programma deciso autonomamente dal CSQA, che risponde come organismo terzo al Consorzio e ai trasformatori non certo agli allevatori. In buona sostanza, tutta la scienza che ha saputo produrre la famosa commissione che ha commissariato nei mesi scorsi il Consorzio, difronte all’imbroglio dei trasformatori con il latte bovino o di dubbia provenienza e difronte alla totale inesistenza, o di comodo concordata, dei controlli del CSQA, è quella di estorcere 50€ agli allevatori per sottoporsi ed entrare nel sistema dei controlli. Ma per controllare che?  Che gli allevatori mischiano il latte con quello bovino? Solo un’idiota può pensare una cosa del genere, considerato che il primo e più efficace controllore è il caseificio acquirente. Controllare la qualità? Altra idiozia, dal momento che questa è il titolo essenziale del contratto privato con cui il caseificio acquirente ne determina il prezzo del latte alla stalla. Controllare il trasporto? Ma questo è tutto a carico del caseificio. Per il resto la zootecnia in primo luogo è sottoposta a controllo di Stato assai rigido ed efficace, tramite l’ausilio del servizio sanitario veterinario. Se si vogliono sapere il numero dei capi e la produzione possibile, basta chiedere all’anagrafe zootecnica obbligatoria gestita dall’ IZS di Teramo; il controllo del benessere animale,l’adeguamento sanitario delle stalle, la tracciabilità degli alimenti animali, è tutto controllato dal servizio veterinario. Se vogliono sapere i foraggi coltivati in proprio e l’estensione delle superfici basta chiedere i dati pubblici al servizio UMA carburanti agricoli o all’AGEA, ente per gli aiuti comunitari,dove sono registrate anno per anno le superfici coltivate e il tipo di coltivazione. Insomma, cosa vogliono, sostituirsi e sovrapporsi al servizio veterinario e sanitario di Stato? Ma questo è un atto illegale e un gravissimo reato. Il DOP è della Mozzarella di Bufala Campana non del latte di bufala prodotto nelle zone di origine. Se si vuole fare il DOP del latte di bufala necessario per fare la MBC ne siamo ben lieti, e in tal caso,se ci consentono,provvederanno gli allevatori a farsi il proprio Consorzio di Tutela, non lo affideranno all’attuale Consorzio e al CSQA. Nell’attuale disciplinare per la produzione della MBC, che è Legge per Decreto,approvato dalla CEE, vi è solo un grande obbligo: quello che il latte sia prodotto a Caserta,Salerno,parte di Napoli,Foggia e Isernia e parte del Lazio compresa Roma; che sia prodotto da bufale di razza mediterranea e che sia lavorato dal caseificio entro le 16 ore dalla mungitura. Certezze che si possono avere all’istante se si ha questa volontà. Andate a controllare i fatturati piuttosto e non spillate altri 50 € agli allevatori. MA LA QUESTIONE PIU’ GRAVE E’ IL PRINCIPIO CHE PROPRIO NON POSSIAMO LASCIAR PASSARE: DOPO ANNI DI PROTESTA E DI IMBROGLI, DI LATTE BULGARO, LATTE BOLIVIANO, LATTE BOVINO MISCHIATO, CAGLIATE AL PIOMBO SEQUESTRATE, COSA VOLETE CONTROLLARE L’AGRICOLTURA CHE HA SOLO L’ UNIVOCO INTERESSE CHE SIA FATTA ESCLUSIVAMENTE MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA? Allora c’è qualcosa che veramente non quadra e gravi sono i sospetti legittimi che ci si impongono d’obbligo. Stamane sono andato al servizio Igiene degli Alimenti di Santa Maria C.Vetere  per un dichiarazione a verbale spontanea su tali misfatti che si vanno compiendo e per chiedere al Sevizio Veterinario medesimo di inviare una propria diretta informativa alla Procura della Repubblica affinchè siano puniti costoro che tendono ad assumere funzioni e ruoli propri dello Stato. Spero che questo sia fatto nell’immediato ma in contemporanea presenterò un esposto diretto per perseguire l’evidente reato di ricatto ed estorsione ai danni degli allevatori,invitandoli nel contempo a non dare seguito a quanto imposto e chi, ingenuamente ha già provveduto si faccia rimborsare i 50 €. Missiva di pari contenuto sarà inviata al CSQA,al Consorzio e ad alcuni caseifici più grandi. Da Il presidente della SIAAB (Sindacato allevatori allevatori bufalini e bovini) Lino Martone (IComunicato iviato da Lino Martone)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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