Caserta- (di Lino Martone) Ho intenzionalmente diffuso ieri(io e non altri) il decreto di condanna penale della Procura di Santa Maria CV che, all’oscuro, senza mai avvisarmi ne farmi nominare il mio difensore di fiducia, mi ritiene responsabile di diffamazione ai danni del caseificio Garofalo Pasquale. L’ho fatto non certo per sentirmi dire da qualche sprovveduto che d’ora in poi ci penserò due volte prima di lanciare accuse in difesa degli agricoltori. Anzi d’ora in poi lo farò senza pensarci sopra nemmeno un decimo di volta, anche per perseguire e scoprire  complici a “mazzetta”, falsificatori, mentitori e occultatori della verità. E’ mio dovere farlo per due ragioni di fondo. Primo perché devo difendere i diritti degli agricoltori e dell’ agricoltura, e pare di essere rimasto il solo a farlo; secondo perché questo decreto di condanna pecuniaria, addirittura vecchio di due anni e notificatomi due giorni fa, rappresenta una incommensurabile contraddizione rispetto all’evoluzione dei fatti che si sono sviluppati. Forse si è solo aspettato che si attenuasse lo stato di mobilitazione degli allevatori e l’opera della loro sistematica divisione, studiata a tavolino con un inutile e pauroso costo  di 50 milioni di € a carico della Collettività, arrivasse a compimento. Non nego che, quando mia figlia mi ha consegnato il decreto che allego, ho avuto un’ attimo di ilarità e l’impressione fosse che fosse uno scherzo, uno sfottò o anche una provocazione. Con i fatti accaduti in questi due anni è proprio assai complicato giustificare e comprendere una condanna,sia pure pecuniaria, per aver denunciato che molto spesso si fa uso di latte concentrato e aggiunta di latte bovino, taroccando la mozzarella di bufala campana, dal momento che  il Ministro delle Politiche Agricole si è sentito costretto ad avocare a se le funzioni di controllo del DOP, commissariando momentaneamente questo ruolo concesso al Consorzio di Tutela, accusando di questo abuso addirittura il presidente pro tempore del consorzio. Mi sembra a dir poco eccessivo e comunque una strana coincidenza con l’aprirsi di un altro conflitto sulla vicenda controlli. Di certo questa decisione ministeriale rappresenta solo l’epilogo, poiché nel corso di questi anni tanti sono stati i sequestri di cagliate al piombo, cagliate rumene,latte boliviano e indiano ecc. basta farsi consegnare i verbali delle ASL o dei NAS. Molto probabilmente, sia pure non intenzionalmente, questo atto Giudiziario ha il peso di intelligente azione per aprire il caso, allora ben venga l’occasione. Una condanna per i motivi elencati, sia pure riferita all’ ipotetica diffamazione di una sola persona, si deve giustificare con la convinzione e la dimostrazione  che quando denunciato non è giustificato in alcun modo dai fatti e dalla condizione generale. Allora vediamo se è così, si inizi dal controllo minuzioso della fatturazione e dei dati dell’anagrafe zootecnica, noi siamo a completa e gratuita disposizione. Circa il merito poi del decreto di condanna è evidente che proporrò ricorso circostanziato e argomentato, fiducioso verso la Magistratura e con l’ausilio del mio avvocato, non certo di quello d’ufficio. E’ sufficiente contro dedurre alle motivazioni in sentenza. Dare per scontato che quanto scritto dal cronista tedesco corrisponde esattamente a quanto da me dichiarato è veramente sbrigativo e solo di parte. Il passaggio incriminato che recita “ caseifici come Garofalo del pianeta Galbani” è una evidente deduzione personale del giornalista. Probabilmente Garofalo non è con il sottoscritto che se la deve prendere ma deve ricercare esclusivamente nel suo ambiente commerciale e industriale, a Latina,a Caserta o anche a Bruxelles dove la scorsa struttura commissarile per la brucellosi rinvenne un caseificio italiano che contrabbandava mozzarella di bufala e indagare su chi ha commissionato l’articolo a quel giornalista tedesco. Caserta 09/06/2010   

LINO MARTONE- PER IL SIAAB E COORD.REG. ALTRAGRICOLTURA  

-Per visualizzare l’intero documento contenente il Decreto penale di Condanna Cliccare quì sopra : Comunicato su condanna Garofalo 

(comunicato inviato da Lino Martone)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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