“Gli incontri più belli della Scrittura Sacra avvengono vicino ai pozzi, uomini che incontrano delle donne che gli danno da bere……..anche
Gesù presso il pozzo della Samaritana…..Abramo e Isacco erano gli scavatori
di pozzi, il
segno della loro benedizione era che
trovavano continuamente l’acqua, quello era un segno che erano assistiti dalla
buona volontà della divinità. Anch’io ho scavato un pozzo per l’acqua; qui sul campo e ho visto zampillare l’acqua, uscire dal fondo della terra. Al cinema si vedono quelle persone che vedono sgorgare il petrolio e fanno la baldoria intorno al pozzo nuovo di
petrolio; ecco, quelli festeggiano la loro ricchezza personale. Chi trivella un pozzo di petrolio fa festa, è diventato ricco, ma uno che fa spuntare acqua dal suolo sta aggiungendo
ricchezza al mondo, chi scava una sorgente trova la felicità diversa di chi ha
arricchito il mondo, non se stesso.
L’acqua , che vedevo spuntare, che subito si incanalava e
trovava la via sarebbe diventata
nuvola, avrebbe raggiunto altre acque,
insomma apparteneva al mondo, avevo quella fierezza e quella allegria di avere contribuito alla ricchezza del mondo
in quel modo non alla mia personale.
Quell’ acqua si va ad aggiungere alla famiglia delle fonti, si sparge, diventa neve, nuvola, fiume, lago, ghiaccio, diventerà marea ed ubbidirà alla luna, diventerà vapore in ubbidienza al sole , poi sarà pioggia in ubbidienza al
vento.
Così fu in Tanzania
, montata sopra un pozzo , la prima pala a vento
forzò l’acqua a salire in superficie con spinta di
risucchio. Sputata, sparsa in terra era vita affiorata, un largo di sorrisi e denti
bianchi in bocca a pelli scure , bianco di ruscelletto sopra terre secche. I bambini inseguivano la corsa di quell’acqua, appena al
mondo e già pronta al lavoro.Ho imparato a
dosarla , per la pasta oggi non c’è più bisogno di riempire la pentola ,
ne basta metà anche meno, non rischia
più d’incollarsi. Scolata è buona per le piante, per la doccia me ne faccio bastare
tre litri. Per costruire la casa usammo quella piovana per gli impasti, raccolta
da grondaie.
Mi piace credere che ho tenuto “conto delle gocce”.
Vogliono privatizzare l’acqua; ma chi vuole
privatizzare l’acqua dovrebbe dimostrare di essere il padrone anche delle
nuvole, della pioggia, della neve, dei ghiacciai, dell’arcobaleno.
Quando un’ assemblea vota la
proprietà privata dell’acqua sta facendo un’azione da banditi , si sta
spartendo un bottino che non è suo, che appartiene alla specie umana, al mondo e alla vita, dunque penso che chi metterà mano a quel furto dell’acqua…beh! sarà perseguitato dall’acqua, chi la sparge sarà disperso dall’acqua e sparso, chi la spreca sarà sprecato, e chi se ne approfitta e chi se ne appropria perderà la sua proprietà.”
Campagna referendaria 2010
