Piedimomte Matese(Ce)- (del prof. Pio Iannitti) Sapevamo delle proprietà terapeutiche, curative dell’aria pura, delle acque , delle erbe officinali del Matese ma non conoscevamo il potere taumaturgico di risvegliare dalsonno perenne alcuni politici (si fa per dire!) nostrani o addirittura provenienti da terra straniera (Umbria). In queste oredi grande incertezza sulla sorte del Parco Naturale del Matese si sono svegliati nani e burattini per pontificare e dissertare su argomenti che ignorano. Addirittura Senatori dell’altra Italia si sono cimentati a redigere un progetto di legge che riguarda un’ipotetica istituzione del Parco Nazionale del Matese che dovrebbe comprendere il versante molisano del Matese e quello campano. Una proposta del genere ci inorgoglisce perché, malgrado la defezione dei nostri parlamentari ( che non hanno firmato), fa assurgere a livello nazionale, e addirittura se ne occupa il Senato della Repubblica, la nostra terra. Il compiacimento diventa rabbia quando udiamo e vediamo i nomi dei firmatari: senatori che non sanno neanche il Matese cosè; parlano di conservazione ambientale con una competenza che non è neanche dei neofiti , ignorando che non si può parlare di rivitalizzazione e conservazione ambientale senza creare i presupposti etnico naturalistici di sopravvivenza. A nostro parere non è possibile sommare al Parco del Matese, il versante molisano perché si duplicherebbero i problemi che oggi vive drammaticamente il Parco. A volte l’unione non fa la forza ma somma solo debolezze. E poi, si ricorda qualcuno di questi grandi soloni che in tempi storici recenti, il Matese molisano faceva parte della Regione Abruzzo e Molise? Si ricorda qualcuno che, non nella preistoria, è stato isituito il Parco Nazionale dell’Abruzzo. Prechè qualcuno allora non si è chiesto i motivi dell’ assenza del versante molisano del Matese? Non stiamo qui a discutere del passato: saremmo solo ripetitivi e noiosi. La cosa più bella in questo recente proclamato impegno per il Matese, ci sono senatori napoletani e, guarda cao, tra essi la moglie di Bassolino, Anna Maria Carloni. Può essere una cosa seria? Ebassolino, nel suo lungo mandato, ha mai mosso un dito per il Parco del Matese? Sono davvero sceneggiate napoletane. E poi, udite: il progetto mira a valorizzare l’esperienza del versante campano e recepisce l’istanza di numerose associazioni molisane riunite nel comitato promotore” Pro-Parco”. L’approvazione di tale progetto determinerebbe sicuramente ricadute positive sul Molise centrale e la Campania, valorizzando uno dei più grandi polmoni verdi dell’Italia Centro- Meridionale richiamando gruppi turistici aggiuntivi. Dio ci salvi da questa sventura! La nascita del Parco è stata complessa, con la sua perimetrazione che si allargava o restringeva come un organetto a seconda di interessi personali o campanilistici. Ma ciò che è più grave è la mancanza di cespiti di entrate proprie, il che non gli permette una seria programmazione. Ma tant’è ! e poi si fanno convegni, seminari che non danno nessuna risposta al vero problema: come e con quali mezzi rivitalizzare il Matese senza limitarsi a cristallizzare una situazione di pura sopravvivenza e senza prevedere il mantenimento delle condizioni vitali sia della flora, sia della fauna sia dell’ habitat umano. Eufemisticamente dico mantenimento perché per portare la vita dell’uomo di montagna a parametri sostenibili, bisognerebbe, come diceva Bartali:”C’e tutto da rifare”. Ci sorprende ancora il suono stonato della campana dell’ Eurodeputato Patriciello che deve spiegare innanzitutto quale azioni concrete ha svolto a favore della zona matesina . ma di tutti i politici è quello che più va capito per la sua ignoranza dei problemi locali: non è venafrano ma della zona calda alconfine tra Caserta e Napoli. Numerosi sono i suoi “interessi “ e forse vorrebbe estenderli anche al Parco. Timeo Danaos et dona ferentes. saluti (a cura del giornalista, prof. Pio Ianntti)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”